Laboratorio, Leggere Lolita a Teheran 2026, Un libro tante scuole

Commento del libro “Leggere Lolita a Teheran”


Rosalia Frusciante

Liceo A. Genoino - Cava de' Tirreni

Nome Scuola

Liceo A. Genoino

Città Scuola

Cava de' Tirreni

Nel regime totalitario instauratosi in Iran dopo la Rivoluzione, la prima vittima è la realtà stessa. Azar Nafisi descrive questa Rivoluzione come una vera e propria confisca della realtà, poiché il regime non si limita solamente a imporre leggi, ma anche ad azzerare l’individualismo. In questo contesto, il seminario segreto organizzato dalla professoressa Nafisi con le sue migliori studentesse non diventa solo un circolo di lettura, ma l’unico modo per ritrovare la loro immagine censurata. Nafisi invita le sue alunne a leggere Lolita, un romanzo scritto da Nabokov che racconta la storia di una dodicenne violentata da Humbert, colui che «riscrive» il racconto  utilizzando un linguaggio manipolatorio. Humbert descrive la dolce e piccola Lolita senza riconoscerla come una vittima di violenza: per Humbert Lolita è solo l’oggetto dei suoi desideri. Lo Stato si comporta come Humbert con Lolita: il regime non riconosce le donne come individui con diritti e desideri, ma come potenziali tentatrici che devono essere nascoste e controllate. Questo evidenzia come il male assoluto nasca dalla pretesa di trasformare gli altri in personaggi della propria finzione.

All’interno della casa di Nafisi, però, avviene una trasformazione radicale: qui le studentesse non affrontano solo un cambiamento estetico, ma anche un cambiamento interiore. Le ragazze tolgono il velo scuro e le vesti lunghe sotto le quali sono nascoste, mostrano una miriade cromatica di rossetti, maglie vivaci e smalti. Oltre a lasciare i vestiti scuri, lasciano anche ansie e paure: si abbandonano al piacere della lettura e della riflessione, senza temere di esprimere il loro spirito critico e le loro opinioni. Il mio personaggio preferito è Nassrin perché la sua voce rappresenta la verità: riconosce la realtà anche se è triste accettare la condizione femminile delle donne iraniane. Nassrin insieme alle altre studentesse riesce a ricomporre la loro immagine grazie alla lettura di testi proibiti. In conclusione, la professoressa Azar Nafisi con la lettura non vuole evadere dalla realtà, ma affrontarla e comprenderla. Purtroppo la situazione delle donne in Iran ad oggi non è migliorata ma la speranza di un cambiamento resta.

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