Laboratorio, Leggere Lolita a Teheran 2026, Un libro tante scuole

La libertà intellettuale contro la repressione ideologica


Francesco Avallone

Liceo A. Genoino - Cava de' Tirreni

Nome Scuola

Liceo A. Genoino

Città Scuola

Cava de' Tirreni

Agli albori della Rivoluzione, gli interessi dei partiti politici erano stati messi da parte per unire le forze contro lo Scià. Ma, esauritasi la furia rivoluzionaria con la cacciata del nemico comune, ripresero i conflitti politici interni. Lo spirito di rivoluzione era stato come una droga, che inebriando le masse, aveva impedito loro di accorgersi della graduale salita al potere dei religiosi e della tendenza repressiva del governo di Khomeini. Iniziò un periodo confuso durante il quale politica e religione si sovrapponevano continuamente. Dopo l’instaurazione della Repubblica Islamica dell’Iran, il governo di Khomeini mirò ad una totale rivoluzione culturale: in nome di Dio furono chiusi cinema e biblioteche, e scrittori e poeti furono censurati o addirittura arrestati. Il governo dei religiosi cercava di impossessarsi delle Università passando attraverso gli studenti.

Quando lo studente di Nafisi, Mr. Nyazi, giudica immorale il romanzo Il Grande Gatsby e consiglia alla professoressa di interromperne l’insegnamento, lei decide di organizzare un processo. Durante il processo, Nyazi accusa il libro di essere un elogio della società materialista occidentale e di incitare all’adulterio e all’accumulo di ricchezze attraverso mezzi illeciti. Il libro rappresenta a suo avviso «lo stupro della cultura» e dell’integrità morale musulmana. La difesa, rappresentata da Zarrin, sostiene invece che il libro critichi la corrotta e superficiale società americana, e che la letteratura debba essere separata dalla realtà. Con il pretesto del processo a Il Grande Gatsby, l’autrice ci offre un riassunto del conflitto tra la libertà intellettuale e la repressione ideologica del regime. Nyazi rappresenta la volontà del governo di controllare il pensiero degli studenti, mentre Zarrin è la resistenza, la rivendicazione della libertà.

È proprio la libertà la «luce verde» degli studenti, che il governo tenta di reprimere. Il tentativo del governo di controllare la letteratura è prova della natura critica della letteratura stessa. La letteratura non può bastare come mera fonte di intrattenimento, è infatti intrinseca al concetto di resistenza. La letteratura permette di aprire spiragli di incertezze nella corazza di dogmi del governo: serve, infatti, a mettere in discussione le verità proposte dalle autorità e di generare dunque dubbi sull’autorità stessa.

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