FINALMENTE! Che bello conoscere Alessia. Ce l’eravamo immaginata “notturna” come il suo libro. Niente a che vedere ragazzi. Ci scrutiamo le facce a vicenda: chi mostra
curiosità, chi sollievo ( è una giovane fanciulla in carne e ossa e sorridente, ben lontana dalla sua Borda).
Qualcuno è preoccupato: ci farà scrivere per caso?
Ci presentiamo e ci raccontiamo un tantino; da bravi liguri siamo avari di parole!Alessia vuol sapere cosa ci stupisce e se siamo capaci di meravigliarci
Ci abbiamo mai pensato a che cos’è la meraviglia?
Alessia tira fuori dallo zaino alcuni libri. Ci dice che sono albi illustrati, “silent book”. Bellissimi! Abbiamo capito che le immagini possono significare più di alcune parole.
Letteralmente libri che parlano senza parole, libri di quadri, anche in bianco e nero o con uno o due particolari colorati. Ci hanno davvero colpito. Meravigliato.
Chiacchieriamo, tiriamo fuori le nostre idee. Una compagna dice che ha capito meglio cosa vuol dire meraviglia: è un punto di vista diverso, un altro modo di vedere le cose e di raccontare. Può meravigliare una crepa su un muro, un fiore che cresce in un angolo del marciapiede, due occhi che sbirciano da una finestra, una parola, un suono. Il secondo giorno ci viene già più semplice scrivere. Proviamo a raccontare se nell’insolito abbiamo trovato la meraviglia.
“Guardare” Forse abbiamo capito.
Il terzo giorno Alessia ci porta ben due regali: un piccolo diario e una “cartolina”, ma non sveliamo tutto.
Dopotutto la “Borda” è un mistero!