Una cosa che ti ha colpito
Partenze.
È l’ennesima partenza del padre e Arturo, come di consueto, non è al corrente della durata della sua assenza: il padre può partire per due giorni come per sei mesi. Questa volta Arturo prende coraggio e gli chiede di viaggiare con lui, ma il padre non prende neanche in considerazione la proposta del figlio e riprende a fare le valigie. Arturo lo accompagna fino al porto, nella carrozza seguita da Immacolatella. Una volta arrivati al porto negli occhi del padre c’è uno sguardo vuoto, come se fosse già andato via dall’isola. Arturo nel frattempo fantastica su un viaggio da fare insieme alla ricerca di Pugnale Algerino, ma la sua fantasia viene interrotta dall’arrivo del piroscafo: il padre s’imbarca, ma Arturo e Immacolatella sono quasi indifferenti.
Un’altra cosa che ti ha colpito
Arturo pensa al fatto che non riuscirà mai a essere bello e coraggioso come il padre: lui infatti lo vede così, quando invece nel complesso è un padre assente, freddo ed egoista.
Una frase del libro da conservare
Ebbi un pensiero di rivolta contro l’assolutezza della vita, che mi condannava a
percorrere una Siberia sterminata di giorni e di notti prima di togliermi a questa
amarezza: d’essere un ragazzino.
Gruppo di lettura
Arturo ha la speranza di imitare il padre, che però lo delude sempre con frasi arroganti, meschine, fredde e dure. Arturo vorrebbe la sua approvazione e, in questo capitolo, ci prova con il ritrovamento dell’orologio; però passa ben presto dalla speranza alla delusione, a causa delle frasi del padre.