Un viaggio in una terra piuttosto remota nel sud della Malesia fa da sfondo a questo romanzo intimo e dolente del 1997, firmato dall’autore malese Tash Aw, che trasporta ed evoca una profonda nostalgia. L’opera viene presentata l’11 ottobre durante la manifestazione Portici di Carta, presso l’oratorio della chiesa di San Filippo Neri, con la partecipazione di Simona Caldera come interprete dell’autore.
Questo è il suo quinto romanzo, che si distingue dagli altri per la sua semplicità, tratta di formazione e educazione sentimentale, infatti la voce narrante è quella di Jay, un ragazzo sensibile e meditabondo, che vive come se fosse in attesa degli inizi della sua vita. Jay vive a Kuala Lumpur con il padre, la madre e le due sorelle poco più grandi di lui. Il paese sta vivendo un periodo di difficoltà tra crisi economica e climatica, perciò durante le vacanze scolastiche la famiglia si sposta al sud a causa di una fattoria ereditata dalla madre grazie al nonno paterno, un tempo fiorente, ormai caduta in rovina. I campi e i terreni sono aridi a causa della siccità, nonostante la Malesia fosse un paese solitamente caratterizzato da grandi piogge. Il padre di Jay, lo manda a lavorare la terra con Chuan, il figlio del fattore Fong. Chuan è un ragazzo forte e sicuro, apparentemente molto diverso da Jay, nonostante ciò tra loro scatta un’attrazione fisica tipica dei grandi amori adolescenziali. Mentre tra i campi e le vie della città, la tensione tra i due diventa sempre più insostenibile, i membri della famiglia fanno i conti con le questioni del passato.
Tash Aw sottolinea in maniera molto forte il divario presente tra i due giovani, in quanto l’autore ha vissuto metà della sua vita come Jay, che non è ricco ma vive in città quindi ha accesso alla musica, ai libri e sa cos’è l’istruzione; mentre l’altra metà come Chaun che non frequenta la scuola e trascorre il tempo a lavorare nei campi della fattoria.
In conclusione della conferenza Tash Aw ci racconta quale sia il luogo che ritiene veramente come casa. Ci espone che è emotivamente difficile la risposta, nonostante possegga un grande senso di appartenenza al suo paese natale, perché si sente emarginato dalla Malesia per la sua sessualità e razza. Infatti da sempre qui è ritenuta illegale l’omosessualità motivo per cui nonostante il suo grande seguito in Malesia, il suo ultimo romanzo non è stato venduto e non ha avuto nessun tipo di riconoscimento. Ormai Parigi non è più solo la città in cui abita da anni ma è casa sua a tutti gli effetti con le sue bollette da pagare e la sua vita vera dentro.
Tash Aw dipinge il magistrale ritratto di una famiglia alle prese con un’epoca di grandi cambiamenti è una sorta di odissea reinventata per i nostri tempi.