La nostra classe II E ha “adottato” la scrittrice Andreea Simionel e ha avuto modo di leggere il suo ultimo romanzo “La ragazza d’aria”.
Il romanzo racconta la storia di Aryna, una giovane ragazza molto brillante, nata in Romania, che si è da poco trasferita con i suoi genitori in Italia. Aryna si sente molto distaccata dal mondo che la circonda: vive tra la scuola, la famiglia e i rapporti con i coetanei, ma fatica a sentirsi davvero parte di qualcosa. Con i genitori ha un rapporto molto difficile, mentre a scuola, nonostante sia la più brava della classe, si sente spesso inadeguata e si vergogna del suo nome straniero e delle sue origini.
L’elemento centrale della storia è il rapporto della protagonista con il proprio corpo e con il cibo. Aryna attraversa un periodo segnato da un disturbo alimentare e, per affrontare questo momento critico, è costretta a ricoverarsi in ospedale per lungo tempo. Qui vive momenti di profondo disagio e spaesamento ma incontra anche una grande amicizia, che diviene suo punto di riferimento e guida attraverso le fragilità dell’esperienza.
Il tema centrale del romanzo è senz’altro la costruzione dell’identità. Questo percorso non è lineare, ma fatto di difficoltà, ricadute e piccoli progressi, che rendono la storia realistica e vicina all’esperienza di molti giovani. Attraverso il percorso di Aryna, il libro mostra quanto sia difficile, ma anche possibile, imparare a conoscersi, accettarsi e trovare la propria forza.
Un aspetto particolarmente significativo, che abbiamo avuto modo di scoprire durante gli incontri con l’autrice, è che il romanzo ha una forte componente autobiografica. Per questo motivo, la storia risulta ancora più intensa e autentica, perché nasce da un’esperienza reale. La scrittura diventa quindi non solo un modo per raccontare, ma anche uno strumento per elaborare il proprio vissuto e dare voce a emozioni profonde.
Durante gli incontri in classe con Andreea Simionel abbiamo svolto varie attività. In primo luogo, l’autrice ci ha raccontato alcuni fatti relativi alla sua vita personale: il suo trasferimento in Italia, il modo con cui ha iniziato ad avvicinarsi alla scrittura, come mai ha deciso di scrivere questo romanzo. Siamo riusciti così a conoscerla meglio e a comprendere le sue idee e i suoi sentimenti.
Andreea ha deciso di svolgere con noi una sorta di gioco per coinvolgerci maggiormente nel corso della lettura. Leggendo insieme vari brani tratti dal romanzo, ci siamo focalizzati sulla descrizione di personaggi e luoghi e sul modo con cui veniva resa sulla carta. Abbiamo analizzato gli oggetti che delineano i protagonisti e i suoni che caratterizzano ambienti e situazioni: in tal senso, abbiamo compreso più a fondo alcune scelte stilistiche della scrittrice e abbiamo apprezzato il romanzo anche sotto questo specifico punto di vista.
Inoltre, durante gli incontri si è tenuto anche un laboratorio di scrittura creativa diviso in tre tappe: “Imparare a vedere”, “Imparare ad ascoltare”, “Trovare una propria voce”. Seguendo gli spunti dell’autrice, sono stati stesi diversi testi, dialoghi e storie. Andreea ci ha aiutato a svolgere al meglio i compiti assegnati, fornendoci consigli per migliorare il nostro stile di scrittura.
Con questa iniziativa, abbiamo riflettuto su varie tematiche e abbiamo allargato i nostri orizzonti, grazie al confronto attivo con idee e visioni diverse dalle nostre.