Cosa succede quando una scrittrice varca la soglia di una classe e, invece di salire in cattedra, si siede tra i ragazzi per ascoltare le loro “verità”? Non è solo un progetto scolastico, è un incontro di sguardi che ha trasformato la nebbia del racconto in una nuova chiarezza per gli studenti. Non solo l’incontro con un libro, ma un viaggio in tre tappe che ha trasformato i banchi della nostra scuola in un laboratorio di idee. Nel corso di tre giornate intense, la nostra classe ha vissuto l’esperienza di “Adotta uno scrittore”, e ha raccontato in un Diario di Bordo l’incontro con Nicoletta Gramantieri e il suo romanzo “Mal di nebbia”, rivelando emozioni che vanno dalla timidezza iniziale all’entusiasmo della scoperta.
Giorno 1: Rompere il ghiaccio. Oltre lo specchio e la nebbia
Il primo giorno è iniziato con una sfida: descrivere non sé stessi, ma i propri compagni. Per gli studenti è stato un modo “magnifico” per capire come veniamo visti dagli altri.
Il cuore della discussione si è poi spostato su “Mal di nebbia”. Invece delle solite domande, Nicoletta ha chiesto ai ragazzi di partire da affermazioni e persino da critiche costruttive. Si è parlato di:
Realismo magico: quel confine sottile tra ciò che è reale e ciò che è sogno.
Il coinvolgimento dei sensi: Come sentirsi “dentro” la storia.
Il “non detto”: L’importanza delle sospensioni nella scrittura.
“Mi sono sentita intelligente perché la scrittrice mi ringraziava a ogni domanda”, racconta Martina. Per molti, come Adrian, è stato fonte di ispirazione vedere una professionista in cerca di critiche per migliorarsi.
Giorno 2: L’arte di leggere le immagini e i “silenzi”
Il secondo incontro ha portato la classe nel laboratorio segreto della scrittura. Come nascono le idee? Nicoletta ha mostrato il suo taccuino, dove raccoglie idee e visioni prima che diventino storie, svelando che spesso tutto parte da una singola immagine, come una visione di nebbia che copre ogni cosa.
Un momento speciale è stato dedicato alla condivisione del lavoro degli studenti: la classe ha fatto ascoltare a Nicoletta il podcast del giallo scritto da loro in modo collaborativo, ricevendo l’interesse e l’apprezzamento dell’autrice.
Giorno 3: Luci, camera… ispirazione!
L’ultima tappa è stata la più elettrizzante. Sette studenti si sono ritrovati sotto le luci dei riflettori, intervistati da una troupe professionale. “L’attenzione era tutta su di me, è stata un’esperienza speciale”, racconta chi ha superato la timidezza delle telecamere.
Mentre i registi riprendevano l’incontro, la classe sotto la guida di Nicoletta Gramantieri si è trasformata in una squadra di detective letterari, analizzando gli incipit di nuovi libri per scovarne il genere, il protagonista e i segreti nascosti tra le righe.
Cosa resta di questa esperienza?
In una parola? Entusiasmo.
Al di là delle singole attività, ciò che rimane impresso nel diario di bordo della classe è la sensazione di essere stati finalmente protagonisti di un dialogo autentico. Per molti studenti, l’incontro con Nicoletta ha rappresentato un’occasione preziosa per sentirsi ascoltati e valorizzati: il fatto che una scrittrice professionista accogliesse con gratitudine i loro dubbi e le loro critiche, arrivando persino a prendere appunti per i suoi lavori futuri, ha trasformato ogni domanda in un momento di orgoglio e consapevolezza. Questa apertura ha permesso ai ragazzi di superare la timidezza iniziale e il timore del giudizio, trovando il coraggio di esprimere la propria voce anche davanti alle telecamere.
Dal punto di vista tecnico, l’esperienza ha spalancato le porte sul “dietro le quinte” della creazione letteraria, insegnando alla classe che la lettura non è un atto passivo ma una vera e propria collaborazione. Gli studenti hanno scoperto che la fantasia non nasce dal nulla, ma dalla capacità di collegare ciò che conosciamo in modi inaspettati, e che i cosiddetti “buchi narrativi” sono spazi di libertà che l’autore regala al lettore affinché possa riempirli con la propria immaginazione. In definitiva, questo percorso ha lasciato la consapevolezza che ogni storia è un organismo vivo che si completa solo nell’incontro tra chi scrive e chi legge, portando molti ragazzi a sentirsi più sicuri di sé e curiosi di esplorare nuovi mondi, sia tra le pagine di un libro che nella propria scrittura.
L’adozione è riuscita: Nicoletta Gramantieri non è più solo un nome su una copertina, ma una compagna di viaggio, una voce amica che ha insegnato a questa classe che ogni lettore ha il potere di completare una storia. Come ha scritto Carlotta, “adottare significa accogliere nella propria famiglia”, e per noi è stato proprio così.