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Perché il Festival del Classico è più “cool” del tuo feed Instagram


Letizia Vercelli

Gruppo di Lettura del Bookstock - Torino

 

L’ennesimo articolo sul Festival del Classico? Mi sa proprio di sì, però sapete, chi studia l’Antichità adora pensare e ripensare ad eventi passati ed io non posso esimermi da questa tradizione.
Così male il Festival del Classico alla fine non deve esserlo: va avanti da otto edizioni, ma soprattutto, ogni anno ha ospiti sempre più incredibili (e questo ve lo posso confermare io che ho seguito con gli occhi a cuoricino tutte le conferenze).
E se in questo modo non ti ho ancora convinto o convinta a farci un salto (anche piccolo) il prossimo anno, ti lascio qui di seguito 8 ragioni, ben argomentate, per ripensare alle tue scelte di vita.

 

  1. Si va al Circolo dei Lettori!

Ovvero uno dei luoghi più eleganti e culturali dell’intera città torinese. Il Circolo è quel famoso luogo al quale puoi accedere solo digitando il codice, è quel luogo dove le statue marmoree sono disseminate per i corridoi, dove tutto sa di “cultura”. Le stanze hanno il parquet e le pareti sono costellate da scaffali pieni di libri (praticamente il luogo giusto per un outfit in stile “academia”!). Puoi studiare, prendere un caffè, fare aperitivo e, a dicembre, puoi trovarti durante una pausa, a poca distanza da Luciano Canfora.

 


  1. Il festival è del CLASSICO

Capisco che non tutte le persone che stanno leggendo questo articolo siano appassionate di Antichità, ma per individui come me è stata l’occasione per sentirsi parte di qualcosa. Ho capito ancora di più di essere dentro a una grande rete di studiosi e studiose, studenti, appassionate che dedica il suo tempo a questo. Ho capito nel profondo che c’è qualcuno che ama davvero tanto il Classico.

 


  1. Alessandro Barbero

Lo so che è già stato scritto un articolo (e, a tal proposito, vai a recuperarlo qui) sul suo intervento, ma il “Magister” ha sempre il suo fascino e mi sembra un ottimo motivo per palesarsi al prossimo Festival del Classico. 

 


  1. Il tema

Oikonomia/Plutocrazia” è stato il tema dell’edizione appena passata (10-14 dicembre) e in un primo momento potreste pensare che non esista argomento più distante dalla Classicità dell’economia. Eppure, tutti gli incontri hanno saputo creare il giusto connubio tra questi due poli apparentemente distantissimi. Il filo conduttore è stato proprio il fatto che anche gli Antichi erano, come noi, inseriti in un mondo fatto di scambi, oggetti di valore e mercato. Ma soprattutto rendersene conto è il primo passo per non sentire la distanza temporale che ci separa dall’Antica Roma o dalla democratica Atene.

 


  1. Le persone giovani

A bilanciare la longeva esperienza di vita dei saggi ospiti, c’erano dei giovani volti (e non mi dispiace pensare che tutto questo sia simile a un ginnasio greco). Giovani volti e giovani menti che hanno saputo dimostrare che il potenziale per un bell’incontro non dipenda dal numero di lauree, ma dalla passione verso la materia. Tra quelli, ringrazio di cuore le squadre che hanno partecipato alle dispute classiche per i loro incredibili punti di vista e i loro discorsi spaventosamente accattivanti.

 


  1. I gadget

Parlando di “classico” non potevo non dedicare almeno un punto allo “stile” e alla cura grafica di questo Festival. Una cura che passava dalla grandezza degli allestimenti, al dettaglio dei bellissimi gadget: le banconote e le monete che aspettavano ospiti e pubblico. Le banconote erano strumenti per raccontare le interviste attraverso icone e immagini attinenti alle tematiche trattate. Invece, le monete erano di cioccolata in uno squisito sacchetto azzurro, il colore che ha accompagnato i volantini e le locandine disseminate per il Circolo.

 


  1. La diversità degli eventi

La conferenza non è stata l’unica modalità di intervento durante le giornate del Festival. Ho partecipato a laboratori, brevissime interviste, lectiones magistralis, dialoghi, dispute e ho avuto il piacere di tenere in mano anche io un microfono (leggi qui come è andata). La varietà è ciò che si adatta meglio all’uomo e la possibilità di testare formule diverse, non fa annoiare. E questo gli organizzatori l’hanno capito e applicato benissimo. Quindi, quando verrai il prossimo anno, preparati a discutere con Socrate!

 


  1. Altri super ospiti, oltre a Barbero, ovviamente

Il nome che, senza ombra di dubbio, ha avuto più risonanza è stato quello del Professor Barbero, ma non era l’unico insegnante presente: ho ascoltato anche Barbasophia, esuberante “prof di filo”. Tra il pubblico più giovane, era conosciuta anche ProsopoBea, divulgatrice culturale pop. Tra il pubblico con più esperienza di vita, invece, l’idolo è stato Luciano Canfora che ha catturato pubblici interi con le sue parole.

 



Se questi 8 motivi non ti hanno ancora convinta o convinto, allora ti consiglio di rileggere l’articolo da capo…e poi, c’è ancora un anno per farti cambiare idea.

(Le foto nell’articolo sono di Mattia MuscatelloCircolo dei Lettori)

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