Questa sera abbiamo ascoltato anche la voce e gli accordi del chitarrista Francesco Bianconi, leader del gruppo Indie rock italiano Baustelle, che ha suonato due singoli: Il bene, appartenente al suo album da solista Forever che sarebbe dovuto uscire in questi giorni, e Cavallo bianco, brano che l’artista definisce di amore, sogno e libertà. I brani, eseguiti dalla casa del cantante di Montepulciano, con il loro ritmo fluido hanno creato un’atmosfera rarefatta, di sogno e ci hanno permesso di viaggiare fuori dalle nostre case.

È seguito un piacevole dialogo tra il fumettista italiano Zerocalcare, nome d’arte di Michele Rech, e Annamaria Testa, autrice e giornalista del settimanale Internazionale, sul quale nel 2015 è stata pubblicata una parte della sua opera più celebre Kobane Calling.

Prima di tutto la giornalista chiede a Zerocalcare quale sia stato il suo primo disegno: il primo in assoluto è stato una balena, ma all’età di sei o sette anni ricorda che disegnava le imitazioni di Topolino, dunque fin da bambino ha coltivato la sua passione per i fumetti. Zerocalcare ha poi raccontato la sua esperienza con il G8 di Genova, spiegando che da quell’occasione ha perso fiducia nelle autorità, sebbene gli abbia dato l’opportunità di rendere noti i suoi fumetti anche al di fuori della sua ristretta cerchia di amici. Si è parlato in seguito del suo viaggio a Kobane, compiuto non con l’intento di raccontare qualcosa, ma con quello di portare materialmente aiuto ai Curdi nel nord della Siria. Annamaria Testa ha fatto poi la considerazione che con i suoi fumetti Zerocalcare «ha fatto capire molte cose a molti» e gli ha chiesto un’anticipazione su cosa potremo trovare nella riedizione pubblicata il 17 maggio scorso. L’autore spiega di aver ritenuto necessario informare le persone sui cambiamenti avvenuti in Siria durante questi quattro anni.

In seguito il fumettista ha spiegato come rappresenta se stesso, ossia abbastanza fedelmente e un po’ più “scemo” al fine di essere chiaro, di informare al meglio tutti i lettori, a volte però, ci confessa, gli sembra di comportarsi come il proprio personaggio dei fumetti e gli sembra di “stare girando intorno”. Poi Zerocalcare spiega come il suo rapporto con il tempo sia orribile e sta cercando di riportare anche nei suoi fumetti i segni del suo passaggio. Sottolinea in seguito come sia essenziale il confronto con la collettività per fare politica, non si può essere sufficienti a sé.

In conclusione l’artista ci ha illustrato come si svolge la sua giornata tipo in quarantena e ci ha svelato di lavorare sempre davanti alle serie tv. Il Covid-19 gli ha fornito l’opportunità di realizzare un cartone Rebibbia quarantine e il desiderio di coltivare e migliorare questa sua esperienza di animazione.