Adotta uno scrittore: Vivian Lamarque
Ospedale Regina Margherita, secondo incontro

Questa volta l’amico treno mi ha tradita, o meglio sono stata io a tradire me stessa, sbagliando come un’oca treno. Ne partivano due alle 9 per Torino, uno con arrivo alle 10 e uno alle 11 e io, pur avendo il biglietto di quello veloce, sono salita su quello lento, facendo così perdere un’ora a chi mi attendeva alla stazione e all’ospedale. Mi scuso ancora!
Strada facendo mi domandavo se avrei trovato le stesse ragazze del mese scorso o delle nuove: in realtà un po’ e un po’. Ma che giovani tutte quante, 14, 15 anni e ne dimostrano anche meno; ci sono anche due ragazzini di 11 e 14 anni.
Mentre nell’incontro precedente ci eravamo soffermati sui versi loro, questa volta mi hanno segnalato quali delle mie poesie lette durante il mese li hanno colpiti di più: in due hanno scelto quella intitolata “Tumore”, un’altra “A vacanza conclusa”, il bambino ha scelto la più fiabesca “La signora della neve”, forse anche perché il giorno prima, metà marzo, a sorpresa Torino è diventata tutta bianca, quanto avrei voluto arrivare da loro 24 h prima!
Il ragazzino ha scelto invece la poesia più scientifica, “Rebus facile”, nessuno degli studenti sapeva cosa fosse un rebus e io, da ingenua appartenente all’età paleolitica, ho chiesto a loro esperti di giochi digitali, se non conoscessero la Settimana Enigmistica, naturalmente no!
La loro prof Cannatà Melano mi ha mostrato anche i commenti che le assenti avevano scritto a matita sul libro accanto alle poesie che più le avevano colpite. Di nuovo la poesia “Tumore”, ma anche “L’albero delle ciliegie” “Il primo mio amore” e, più d’una, i versi “Questa follia così leggera / pesa come una montagna verso sera” che abbiamo poi commentato insieme.
E non poteva sfuggire la poesia con tema alimentare “A una gallinella”, la spaventatissima pennuta non diventerà insalata di pollo, al contrario, sarà a lei, pollastrella, che verrà offerta una fogliolina d’insalata. Segnalata anche la poesia “Riso in bianco”, riscritta in versione personale, il titolo diventa “Fragole in rosso” e gli anni che separano dal ricordo non sono più i miei venti, ma i due di chi ha riscritto il testo.
Anche un’altra poesia viene “adottata” e con delicatezza ricostruita a propria misura: il mio cane Brigante diventa la cagnolina Luna che aspetta paziente il ritorno dall’ospedale a casa della sua padroncina.
Per il mese prossimo consegno loro l’inizio di una fiaba “La bambina di ghiaccio” (“… abitava da sola in una casa di cristallo. La casa, piccola, era al centro di un grande lago gelato…”) con il compito di continuarla e concluderla. Aspetto con grande interesse di leggere quale filo troveranno e decideranno di seguire. E non sbaglierò treno, promesso!

Vivian Lamarque