Viaggiare fuori rotta: non accettare le regole che negano il viaggio, cercare strade per farlo oltre la crisi e viverlo nella sua essenza di togliere una protezione alla conoscenza.

Questo progetto nasce per celebrare il diritto al viaggio in un mondo in cui è diventato “preconfezionato”. Ciò che un tempo era visto come un motivo di condivisione ora è diventato uno scontro tra culture. L’iniziativa prende vita attraverso libri, documentari, reportage, fotografie.

Alessio Gonnella e Domenico Centrone ci raccontano la loro esperienza attraverso il documentario “Postini di guerra” girato durante il loro viaggio iniziato a Barcellona, passando per Madrid fino in Marocco dove si sono addentrati nel deserto del Sahara sulle traccie del popolo sahrawi.

Nel ’75, dopo un periodo di convivenza pacifica sotto il regime spagnolo è scoppiata la “guerra del Sahara”, conflitto durato fino al ’91, anno in cui è stato firmato il trattato di pace. Per questo motivo molti sono stati costretti a fuggire dalle loro terre. In questa circostanza il viaggio dei tre protagonisti del documentario diventa un motivo di sopravvivenza e non più un’occasione di conoscenza. Nel reportage trasmesso è emerso che gli intervistati non si sentono cittadini spagnoli, ma bensì rifugiati. Essere costretti a partire li ha segnati nell’anima, portano la loro terra natia  nel cuore, ma purtroppo continuano a riviverla solo attraverso i ricordi e sentono l’esigenza di tornarci. Un desiderio purtroppo ancora irrealizzabile in quanto questi territori non siano tranquilli e pronti ad un cambiamento. Ciò che i due registi hanno maggiormente apprezzato del loro viaggio è stata la dignità che hanno dimostrato gli uomini sahariani nel loro modo di vivere.

In conclusione è intervenuto Martino Viviani presentando il suo libro “Martino l’arrotino”, storia di un ragazzo che partito dall’Italia con la sua motocicletta raggiunge l’Oceano Atlantico. Il suo mestiere lo accompagna lungo tutta la strada e lo porta a relazionarsi con persone diverse, scoprendo sempre cose nuove.

Il viaggio è fatto per scoprire, allargare i propri orizzonti e deve essere una vocazione interiore come lo fu per Ulisse.

Claudia Felloni, Liceo “L. Ariosto”

Giorgia Scarrone, Liceo “V. Alfieri”