Sul finire di una calda mattinata al cafè letterario di via Belfiore 50, la Luna’s Torta, Emanuela Crosetti e Fernando Masullo hanno presentato i loro due libri “Come ti scopro l’America” e “Mr. President” . Tra una fetta di dolce e un cappuccino i due autori, senza la presenza di moderatori, si sono confrontati sui loro libri, ripercorrendone i tratti salienti in una piacevole chiacchierata che si è conclusa con gli autografi delle due opere e con un brunch organizzato per il pubblico presente dai proprietari del locale.

Emanuela e Fernando hanno entrambi compiuto un viaggio prima della scrittura dei loro libri. Lei ha percorso il suolo statunitense coast to coast sulle orme dei due esploratori Lewis e Clark che partirono nel 1804, per disposizione di Thomas Jefferson, al fine di trovare  il grande Passaggio a Nord Ovest. Lui invece si è addentrato nela storia americana ripercorrendo le vite dei suoi quarantacinque presidenti alla ricerca di aneddoti ed episodi che ne facessero emergere la natura umana molto spesso celata sotto la loro veste politica. Lungo il loro cammino hanno rispettivamente raccolto e annotato episodi e vicende di persone comuni del presente e di grandi personaggi del passato con la condivisa idea di limitare la loro funzione a quella di semplice tramite e lasciare che le storie stesse parlassero di sè e dei propri protagonisti. Nonostante si tratti di due viaggi molto diversi, fisico e concreto il primo, mentale e astratto il secondo, essi viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda, sono viaggi paralleli accomunati dal desiderio di riportare una serie di storie capaci di rivelare al pubblico alcune delle molte facce del grande e contraddittorio stato americano.

Emanuela Crosetti, fotografa e scrittrice astigiana, nel 2014 ha intrapreso la sua traversata dell’America a partire da new York  con l’aiuto dei diari di viaggio dei due esploratori che le hanno permesso di vedere coi propri occhi come sia cambiata quella terra selvaggia e inesplorata dagli inizi dell’Ottocento. Come Lewis e Clark erano entrati in contatto con gli indiani, che allora abitavano quelle terre desolate, allo stesso modo la scrittrice si è più volte confrontata con le persone incontrate lungo il cammino ascoltando con genuina curiosità che cosa avessero da dire a proposito della loro America, quali fossero le loro opinioni e le loro storie su questa nazione. La sua passione per la fotografia l’ha spinta ad accompagnare alle annotazioni sul suo inseparabile taccuino, immagini in bianco e nero che con la loro forza espressiva completassero le parole spese sulle mete raggiunte nei suoi spostamenti e gli incontri fatti. Il suo viaggio come quello dei due pionieri ottocenteschi si è concluso sulla costa del Pacifico nella località di Cape Disappointment (Capo della Delusione) dove, una volta giunta carica di aspettative per l’ultima tappa della traversata, è rimasta, non a caso, un po’ delusa dal luogo, ormai meta principalmente turistica che ha di certo perso il suo fascino naturale suggestivo dei secoli passsati.

Fernando Masullo, autorevole giornalista della Rai, dopo aver pubblicato, soprattutto grazie al suggerimento di un amico, le storie di diversi presidenti statunitensi su Il venerdì di Repubblica , ha deciso di raccogliere in un libro le vicende più bizzarre e curiose dei quarantacinque capi di stato americani forte anche della sua decennale esperienza lavorativa negli Usa. La raccolta di aneddoti è accompagnata dalle sagaci illustrazioni di ciascun presidente a cura di Andrea Bozzo che con la sua immediatezza riesce a trasmettere un elemento distintivo di ognuno. Washington , ad esempio, è stato raffigurato insieme a una serie di dentiere in quanto, come Fernando racconta, aveva iniziato a perdere i denti sin da quando aveva vent’anni e al momento dell’insediamento gliene restava uno solo. Quello di Fernando, come dichiara l’autore stesso, è un libro leggero, senza elevate pretese ma che ha l’intento di sbirciare nelle vicende più intime di personaggi frequentemente ritenuti inarrivabili. l’autore si preoccupa di riportare l’infima altezza di soli 1,62 metri di James Madison, piuttosto che lo straordinario peso di ben 160 kg del presidente Taft, e ancora di mettere in luce l’inventore geniale che era Thomas Jefferson o quanto fosse tirchio il presidente Coolidge anche nel parlare, tanto che a una cerimonia, in risposta a una donna che si riteneva in grado di fargli pronunciare almeno tre parole entro la fine della serata, disse solamente: “Ha perso”.

                                                                                                                           Matteo Zangheri, Liceo classico-musicale Cavour