Torino, 21 maggio 2017

È nel ritorno che riaffiorano le emozioni provate sin dalla partenza, vissute fino in fondo ma che ormai fanno parte di ciò che chiamiamo ricordi: l’agitazione, le aspettative, le fantasticherie, i piani di un prossimo futuro ignoto già programmati sulla base di non si sa quale strano criterio, le paure, la determinata volontà di impegnarci e di lasciare piccole parti di noi stesse in ogni componente del grande puzzle che è stata questa avventura. Un quadro denso di insegnamenti, meraviglie, sorprese, improvvisazioni e crescita. Ecco, crescita. I ritmi serrati, la responsabilità di dover assolvere ad importanti compiti e l’apertura verso realtà poco esplorate costituiscono la discriminante tra una banale simulazione ed una reale applicazione: catapultate in un immenso mondo sconosciuto e sempre osservato dall’esterno, abbiamo avuto la possibilità, il privilegio di farne attivamente parte. Senz’altro il ringraziamento più consistente va all’organizzazione, a partire da MariaGiulia Brizio senza la quale nulla di tutto ciò sarebbe stato possibile, all’instancabile Augusta Giovannoli che ha costituito un punto di riferimento sin dal nostro arrivo, all’insostituibile aiuto di Paola Rivolta e alla supervisione di Camilla Brumat, alla competenza tecnologica e alla disponibilità di Paolo Sarà, alla gentilezza e all’imprescindibile collaborazione di Vittorio Randone, Laura Acutis e Matilde Capello, e all’intero Salone del Libro che ha reso possibile tale esperienza, riuscita peraltro in maniera sensazionale. La nostra Professoressa è stata poi la forza che da sempre ci sostiene ed incoraggia, e senza la quale nessuna di noi cinque avrebbe potuto giovare di tale opportunità: la sua comprensione e la sua empatia hanno saputo donarci la giusta carica e la corretta dose di coraggio necessari per superare ogni ostacolo e gustare anche il dettaglio più nascosto. Articolo dopo articolo siamo riuscite a dare avvio a questo complesso ingranaggio che oggi, ad esperienza conclusa, ci troviamo ad ammirare con una punta di malinconia che invade ognuno dei nostri sensi. Nella fatica e nell’impegno si trovano spesso le soddisfazioni maggiori: tra qualche giorno qualsiasi traccia di stanchezza sarà scomparsa per lasciare spazio, ancora una volta, allo stupore e alla brillante certezza di aver dato il massimo, senza alcuna riserva.

 

Veronica Ferra, con la collaborazione di Chiara Franzin, Federica Verardo, Marinella Visentini e Teresa Fassetta

Liceo Scientifico M. Grigoletti, Pordenone