“Una storia di gente determinata, potente, senza scrupoli.” Una nuova figura si affaccia sulla scena letteraria: si chiama Alba Doria. Lei è la protagonistadel romanzo “Alba nera” di Giancarlo De Cataldo. Alba è affetta da un grave disturbo della personalità. Questa malattia è conosciuta come “triade oscura” ed è un misto di narcisismo, sociopatia, e capacità manipolatorie, rendendo, chi ne è afflitto, sospeso tra la luce e il buio. La protagonista è in cura da uno psichiatra quando viene ritrovato il cadavere di una donna terribilmente mutilato in un vicolo di Roma. Questo avvenimento la riporta nel passato facendo riaffiorare in lei, oltre che vecchi colleghi e vecchi amori, anche un imperdonabile errore.

“In ogni caso c’è il passato. Il passato di tutti e tre. Il passato, nel quale, forse, hanno commesso un errore che non si può cancellare.”

I colleghi del passato sono il Biondo e il dottor Sax. Questi, infatti, in passato si occuparono di un altro caso di donna mutilata molto simile a quello appena compiuto. Perciò, vista l’attuale replica, i tre investigatori si rendono conto di aver arrestato e fatto condannare il colpevole sbagliato. Proprio come l’alba rischiara la notte, così Alba dovrà far luce sul caso, fortemente manipolato dai suoi superiori. Un libro che, presentandosi come giallo, vuole anche mettere in evidenza pericoli del presente: il ruolo corrotto dei potenti e uomini che odiano le donne con estrema cattiveria. Questo romanzo, inoltre, è stato anche fortemente influenzato dalle esperienze lavorative dell’autore che ha lavorato, per molto tempo, come giudice alla Corte d’Assise di Roma. E sarà proprio la città eterna a fare da sfondo a questo racconto enigmatico e pieno di trepidazione.

Matilde Manca

Marzia Merlone Borla

Liceo scientifico Copernico