Premessa della Redazione: quando la Classe V B Liceo Scienze Sociali Porporato di Pinerolo, ha chiesto all’Ufficio Scuola del Salone del Libro di poter adottare Michela Marzano, la scrittrice era già stata adottata dal Liceo Classico Alfieri di Torino. Il liceo Porporato, tuttavia, e il professor Giulio Ameglio,  non si sono dati per vinti e hanno chiesto allo staff di Adotta uno scrittore di poter incontrare la Marzano a Parigi, dal momento che la scrittrice vice lì e che loro si sarebbero recati in gita scolastica proprio a Parigi. Potevamo dire di no a questa proposta di adozione europea? Noi no, Michela Marzano nemmeno. Eccovi il resoconto dell’incontro dalla vive voci dei protagonisti.

Michela Marzano13-3-2012: data da non scordare, data che ha segnato la storia, sì, la storia della 5° b Sociale. Dopo un lungo e spossante viaggio verso Parigi, siamo arrivati a destinazione: la città dell’amore ci ha accolti con un bel sole ed una giornata piena di vita. Il pomeriggio avevamo già un appuntamento, un incontro mica da trascurare! Abbiamo avuto il privilegio di incontrare personalmente una delle filosofe più importanti di oggi: la scrittrice e filosofa Michela Marzano, italiana ma attualmente residente  in Francia, docente universitaria a Parigi.

Con i suoi scritti ha coinvolto ragazzi ed adulti in discussioni sulla immagine delle donne di oggi e sulle difficoltà da affrontare nel cammino dell’esistenza, come le malattie riguardanti i disturbi alimentari. Il suo primo scritto italiano si intitola Sii bella e sta zitta, breve saggio di carattere filosofico che analizza il rapporto, ma soprattutto la ancora presente disuguaglianza sociale tra uomini e donne: Marzano sostiene che invece di fare progressi e diminuire queste ingiustizie sociali, si peggiora sempre più, realizzando passi indietro, invece di migliorare. In seguito Michela Marzano ha deciso di raccontare apertamente e in modo sincero la sua storia personale, una vita faticosa e piena di ostacoli, di doveri e sofferenze, che hanno portato questa giovane donna ad essere una filosofa famosa e con un cuore aperto alla gente, come ha dimostrato accettando il nostro incontro, semplice ma onesto, pieno di amore.

Dopo alcuni contrattempi, eccola entrare nell’aula come una ragazzina solare e piena di vita: i suoi gesti ed il suo modo di parlare hanno affascinato tutte noi, che con imbarazzo ma con tanta voglia di conoscere  le abbiamo posto alcune domande sulla sua vita e sui contenuti dei suoi libri. Tra risate, pianti e miscugli di forti emozioni ci siamo lasciati trasportare dalle sue riflessioni ed idee ed abbiamo fatto esperienza di come può il dolore essere così forte e presente nella vita di ognuno, che, a suo modo e con l’aiuto di chi lo ama, può uscire dalla gabbia della sofferenza e rinascere come un fiore appena sbocciato. Michela Marzano ha dimostrato  a tutte noi che nella vita conta soprattutto l’amore e l’accettazione di se stessi e soprattutto dei limiti che ognuno di noi ha, perché fanno parte della nostra identità, e imparare a conviverci insieme è l’unico modo per vivere una vita serena ed armoniosa con la società in cui siamo immersi ogni giorno.
“Immagino che non hai letto il mio libro” afferma ironicamente ad alcuni di noi sentendo affermazioni non coerenti con le sue idee impresse nelle pagine dei suoi libri: ma non serve leggere ciò che ha scritto per percepire la sua bontà, a tutti noi è bastato sentirla parlare e sorridere, a noi e alla sua vita che adesso si è calmata dopo una lunga tempesta di dolore e tristezza.
“Sto bene, cioè sto male come chiunque altro”: questa è filosofia, ma soprattutto, amore.

La classe del Porporato con Michela MarzanoL’incontro con Michela Marzano ci ha permesso di riflettere sul tema dell’anoressia, attraverso il suo percorso autobiografico, e sul ruolo della donna nella società italiana.
Con disinvoltura è riuscita a renderci partecipi della sua sofferenza, raccontandoci come la sua drammatica vicenda legata all’anoressia le ha insegnato ad affrontare la vita. Abbiamo riflettuto su quanto la sofferenza e le cicatrici che derivano da essa rendono ogni persona unica e bella, ma anche sul fatto che non vale la pena soffrire nonostante poi questa sofferenza, negli anni, si riveli un punto di forza. Spesso la fragilità delle persone viene mascherata e i problemi vengono nascosti e questo accrescere il vuoto interiore che la sofferenza causa.