È il 1847, in Francia la rivoluzione è ormai lontana, quando il duca Charles Choiseul de Praslin viene incolpato dell’omicidio della moglie Fanny ed è costretto a fuggire dal castello che tanto ama e dal suo Paese per cercare di salvarsi.
Questa la trama del nuovo romanzo “Le febbri della memoria” di Gioconda Belli, presentato giovedì 14 marzo 2019 alle ore 20:45, in anteprima nazionale, al pubblico pordenonese presso l’ex convento di S. Francesco dalla giornalista Loredana Lipperini, successivamente alla consegna del premio Crédit Agricole Friuladria “Una vita per la scrittura” alla protagonista del festival.
Un romanzo d’avventura, pieno di colpi di scena, ma anche d’amore, nonché un omaggio alla letteratura. Tutto inizia quando, durante la sua infanzia, Gioconda Belli scopre l’esistenza di Charles, duca d’Orléans, approdato in Nicaragua quasi un secolo prima, di cui sua nonna era la nipote. Dopo delle ricerche approfondite su questo antenato, comincia la stesura del romanzo.
Costretto a fuggire sull’isola di Wight, nel canale della Manica, dopo avere inscenato la sua morte, il duca deve cercarsi una nuova identità e crearsi una nuova vita, tormentato da mille domande sulla sua esistenza: un libro così lontano da noi, ma così vicino per i contenuti (una specie di fratello francese del pirandelliano “Mattia Pascal”). Da uomo nobile con una vita stabile, si ritrova in un altro mondo, completamente allo sbaraglio. A questo proposito è intervenuta Gioconda Belli sottolineando quanto sia attuale questo tema. Infatti, l’immigrazione è un fenomeno all’ordine del giorno: molte persone sono costrette a reinventarsi la vita, l’identità, la personalità. Lei stessa racconta di averlo fatto in quanto guerrigliera sandinista, in seguito esiliata.
Charles, o meglio Georges sotto falso nome, si crea una nuova vita grazie alla letteratura, da sempre un buon mezzo per fantasticare e creare. È proprio per colpa della lettura che fugge a New York e poi a Matagalpa, in Nicaragua. Ecco quindi il grande omaggio alla letteratura, in particolare a Dumas, autore citato esplicitamente nel libro e fonte d’ispirazione per lo stile del romanzo: crimini, colpi di scena e avventura.
Approdato in America Latina Charles/Georges verrà a contatto con le febbri, di cui parla il titolo, non solo metaforiche. Infatti, in Nicaragua, c’è un’epidemia di malaria (un fatto storico reale) che tenta di essere fronteggiata con l’utilizzo del chinino. Grazie alle sue conoscenza mediche apprese leggendo nella biblioteca dell’isola di Wight, salva la figlia della donna di cui si innamorerà. In queste terra lontana riesce, quindi, a rifarsi veramente una vita e mettere da parte i suoi tormenti, causati principalmente dalla moglie. Fanny era una donna difficile, ossessionata da Charles e Gioconda Belli decide di farcelo raccontare proprio da lui: la voce narrante è infatti un io maschile, la prima volta che succede in un suo romanzo. La scrittrice ha affermato che era curiosa di sapere come un uomo vedesse le donne all’epoca e per questo motivo ha anche aggiunto la presenza di figure femminili storiche non indifferenti: la fotografa Julia Margaret Cameron, divenuta famosa in tarda età, e l’attrice omosessuale Charlotte Cushman.
Un libro coinvolgente e attuale, basato su tematiche di rilievo quali identità, riflessione, letteratura, amore, tutto ciò di cui abbiamo bisogno, ovunque siamo, perchè è importante quello che si è, non il mondo in cui ci si trova o il nome che si ha.

Consegna del premio Crédit Agricole Friuladria “Una vita per la scrittura”, realizzato dallo scultore Gianni Pignat, rappresentante un simbolo precolombiano.

Gaia Vianello, Valentina De Zorzi, Liceo Scientifico M. Grigoletti Pordenone