Una storia di amicizia più forte della guerra: questo racconta il libro di Giorgio Scaramuzzino che presto diventerà anche uno spettacolo teatrale. Lo spunto è liberamente tratto da una notizia di cronaca: “Lo zoo non può permettersi le zebre. Così dipinge due asini di bianco e nero“, ottobre 2009, Corriere della Sera.

Talal è un bambino che vive nella Striscia di Gaza, territorio dilaniato da continui bombardamenti. I ragazzini che vivono in quella striscia di terra non hanno alcun modo di divertirsi e sono totalmente privati di diritti. Lo zoo è l’unica fonte di svago per loro, così Talal ci passa molto tempo, affezionandosi ad una zebra, Aidha. La vicenda si basa sul legame che unisce l’animale, il bambino e il padrone dello zoo, Nidal. L’autore ci insegna che la felicità e la speranza sono sempre possibili, anche sotto le bombe.

Al Laboratorio Selvaggio abbiamo assistito alla presentazione di Un asino a strisce. A questo evento erano presenti moltissimi bambini attenti e interessati a ciò che la bella voce di Giorgio Scaramuzzino narrava, mentre era accompagnato dai disegni del suo collega. La voce e la gestualità semplice ed essenziale dello scrittore hanno catturato il giovane pubblico che è rimasto in silenzio per tutta la durata della narrazione, pendendo letteralmente dalle labbra di Scaramuzzino.

Ci è piaciuto questo racconto  perchè, pur essendo per ragazzi dai sette ai dieci anni, ha colpito anche noi che ne abbiamo quattordici e ancor più ci è piaciuto sentirci raccontare la storia.

Abbiamo anche fatto un’intervista agli autori del libro:

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                               Andrea Trentalange e Luca Giraudi, SMS Caduti di Cefalonia