L’incontro con Manuela Valente, autrice di libri, Marco Albè, Demetrio Battaglia,  Alessandro Fusco, Viviana Tenga e Angelo Berti, si è tenuto il giorno 10 maggio ai Giardini Nicola Grosa ed era rivolto in particolare al nuovo libro della prima fra tutti citata: La leggenda degli occhi di ghiaccio, di genere urban fantasy. L’autrice racconta il percorso che l’ha portata a scoprire la sua vera passione: la scrittura. Come per molti ragazzi, l’amore per la letteratura le è sorto a scuola, ma all’inizio non si trattava solo di questo. Si era dedicata anche al canto, alla pittura e al teatro, attività che l’hanno accompagnata per i dieci anni successivi della sua gioventù. Nata da un padre artista, la giovane donna sostiene di aver ereditato il medesimo interesse paterno per tali discipline. Gli insegnanti per di più hanno contribuito all’ interesse e alla voglia di fare della ragazza con un sostegno positivo ed è così che durante gli anni del liceo ella si è divisa tra scrittura e teatro; a cavallo poi tra la terza e la quarta superiore, dunque, Manuela Valente ha scritto il suo primo libro.

Durante l’intervista, inoltre, il pubblico è stato messo al corrente di un importante fatto riguardo alla modalità di pubblicazione del lavoro della Valente: il libro, prima di essere stampato, era stato messo in rete e, almeno inizialmente, era disponibile solo l’edizione online. Nadia Camandona, editrice della Valente, spiega i motivi che l’hanno portata a prendere questa decisione ed espone il suo punto di vista riguardo alla lettura in formato digitale. Investire su uno scrittore emergente stampando le copie cartacee, senza aver prima potuto constatare la reazione dei lettori, è un passo molto audace ma che potrebbe rivelarsi anche disastroso, oltre che dispendioso, ed è per questo che il digitale aiuta molto. In rete si è tutti connessi e nella stessa condizione, in questo modo lanciare un nuovo libro, grazie anche al contributo del social,  è molto più semplice. È una modalità con la quale un editore ha la possibilità di capire se e come pubblicare nuovi testi, nel tentativo di contribuire anche all’immagine dell’autore.

Ma qual è il bisogno profondo che spinge un individuo verso la lettura del genere fantasy? Secondo la scrittrice è la necessità di evadere dal mondo reale, trovare rifugio in un universo immaginario in cui esistono creature fantastiche, persone con poteri magici, insomma, dove tutto è possibile; dove il lettore, entrando nel ruolo del protagonista, si possa sentire un eroe lontano da una quotidianità non sempre facile.

L’incontro è terminato con una riflessione dell’editrice: noi Italiani ci stiamo scoprendo un popolo di scrittori, ma non di lettori. Leggere è imprescindibile. Non si può svolgere un’attività come quella dello scrittore senza possedere un’ottima padronanza lessicale , senza avere un’opinione sui diversi stili, insomma tutte abilità che si acquisiscono solo leggendo. È per questo motivo che la scuola, ma anche la famiglia, dovrebbero spronare i ragazzi ed introdurli in questo modo: con la lettura si apprendono le competenze necessarie a formare il proprio bagaglio delle conoscenze.

Aurora Lagioia e Giulia Pavin

Redazione Off, ITAS Santorre di Santarosa