“Prendete un cappello, buttateci dentro delle semplici parole, pescate a caso e poi create una storia”. Così Gud, nome d’arte di Daniele Bonomo, (Bonomo=Goodman=Gud) interagisce con i bambini della scuola primaria, cercando di renderli partecipi e protagonisti dell’incontro.

Poche linee e tratti sicuri per creare simpatici fumetti, che lasciano spazio alla fantasia del lettore.

Gud ci racconta che nel suo libro Tutti possono fare fumetti, edito da Tunué, è racchiusa tutta la sua esperienza di fumettista e insegnante. Dice infatti che fare fumetti non vuol dire saper disegnare, ma saper trasmettere emozioni con illustrazioni anche stilizzate. E col titolo del suo libro Tutti possono fare fumetti, Gud provoca il lettore, invitandolo a seguire la sua stessa strada di fumettista.

Non ci sono solo disegni, ma anche spazi bianchi tra le vignette, che ogni lettore riempie con la sua immaginazione. D’altronde, come ha scritto nel libro, “Michelangelo ha curato la creazione fino al minimo dettaglio. Eppure sembra aver concentrato tutta la tensione nello spazio vuoto tra l’indice di Dio e quello di Adamo“.

Prima di disegnare, Gud ha cercato, invano, vari modi per riuscire a trovare la sua forma di comunicazione e alla fine ha scoperto che era proprio il fumetto.

Il libro è un manuale che, con ironia, ci insegna che anche nei fumetti la cosa più importante è il racconto di una storia.

Edoardo e Stefania, scuola secondaria di primo grado Peyron – Torino