Carlo Petrini e Mario Calabresi, i protagonisti dell’incontro di oggi, 13 maggio, in sala Gialla. Due giornalisti di spicco de La Repubblica, che ci narrano coinvolgendoci con un calore familiare, le avventure di Petrini. Non è semplice delineare l’argomento principale della conferenza; si destreggiano tra Salone del Libro, Slow Food, Salone del Gusto, Terra Madre e “Buono, pulito e giusto”, libro edito nel 2005, dello stesso Petrini.

Partiamo da Slow Food, che proprio quest’anno festeggia i suoi 30 anni di fatiche e successi. L’intento iniziale era di portare l’attenzione per il cibo ai livelli di quella per la moda. Ciò è avvenuto e l’effetto mediatico ha superato le aspettative di quattro “ciucatùn” piemontesi.

Nel 1989 l’elemento fondante si trovava nel lavorare per sostenere le cucine nazionali e opporsi radicalmente ai fast food, così da difendere non solo la tradizione culinaria, ma anche le comunità che ci dedicano la vita.

La svolta si ha con Terra Madre, nel 2004. Una rete di 170 paesi costituita da comunità che arrivano da tutto il mondo per trovarsi qui da noi. Nonostante sia una collaborazione mondiale, la componente provinciale, dice Petrini, genera più creatività della città. Una rete anarchica. Ora le comunità di contadini vogliono ospitare anche senza ricompensa, “non c’è struttura organizzativa che possa dare la risposta del cuore”. Una diplomazia di pace che parte dal basso, ma con capacità di vera leadership.

Bisogna dunque difendere la diversità delle culture, sono la nostra ricchezza. In Italia, ci stiamo riducendo a una “pornografia alimentare”, senza però il coraggio di difendere questa economia che è ormai alla frutta: il latte viene pagato (al massimo) 32 centesimi al litro ai produttori.

E’ questo il made in Italy?

In conclusione il libro, “Buono, giusto e pulito”,  sempre attuale anche dopo un decennio di sconvolgimenti. Passano gli anni ma non le tradizioni, ora come allora dobbiamo conservare i ricordi nei sapori e negli odori, quelli delle cucine delle nostre nonne e come hanno fatto loro tramandarli senza abbandonarli nel dimenticatoio.

Questa realtà è arrivata perfino da Walmart, LA, dove possiamo trovare un reparto di prodotti local (fatto inimmaginabile fino a poco fa).

Alla fin fine quei quattro ciucatùn sono riusciti a combinare qualcosa, nè?

Francesca Sorice

Liceo Alfieri