”Con i bambini non si può far finta di essere ……” queste parole riassumono brevemente l’esperienza che Luca Doninelli ha vissuto mentre ideava e scriveva il suo libro: Tre nuovi casi per l’investigatore Wikson Alieni (Bompiani).

Durante l’incontro l’autore ha raccontato ai numerosi bambini presenti da dove sia nata l’idea di questo investigatore invisibile e di tutte le sue avventure. Siamo rimasti tutti di stucco quando ha confessato che, per creare il personaggio, ha chiesto aiuto a dei bambini, tutti di età inferiore ai sette anni. Sostiene infatti che è dai bambini che si impara ad essere veramente se stessi, perché con loro, come ci ha detto, non si possono avere maschere né fingere di essere ciò che non si è. Sono stati quindi dei piccoli a costruire l’immagine di Wikson Alieni: la sua eccessiva normalità, “il suo stare sempre un po’ più a destra”, i suoi buffi amici.

Uno dei personaggi principali, che rende migliore la storia, è sicuramente Londra con i suoi abitanti, descritti come personaggi metodici, a volte quasi stupidi, che non rinuncerebbero mai alle loro abitudini. Luca Doninelli ha ammesso di aver preso spunto, per il carattere degli inglesi, dal padre, per l’appunto inglese, della sua nipotina di nove anni Nicole Donaldson, l’illustratrice del libro.

Lo scrittore, grazie a suo nonno, ha imparato a scrivere a tre anni perché trovava buffe le lettere dell’alfabeto. Luca userà in seguito questa capacità perché si sentiva un buono a nulla e l’unica cosa che gli riusciva era scrivere, ne ha fatto quindi il suo punto di forza e in seguito un lavoro.

L’incontro si è concluso con le domande dei bambini presenti; anche noi abbiamo voluto farne una su un brano che parlava del nazismo, anche se in maniera implicita:”Come mai, in un libro per bambini, ha voluto inserire un tema così duro come il nazismo e le sue conseguenze?”. La risposta è stata: “Se non si impara da bambini che le altre persone, le altre culture, vanno rispettate, è difficile che si riesca ad apprendere questi concetti da grandi. Quando si è bambini si imparano le cose migliori.”

Lorenzo Presta, Andrea Scolaro SMS Caduti di Cefalonia.