E’ stato Ernesto Ferrero, direttore del Salone del Libro di Torino, a dare inizio al dibattito tra Camillo Venesio, direttore di Banca Piemonte, Federico Rampini e Luca Ciarrocca, scrittori, e Francesco Maraconda, mediatore della discussione. Oggetto della conferenza non è stato solo il contenuto dei libri scritti dai due autori presenti, “Banchieri. Storie dal nuovo banditismo globale” e “I padroni del mondo”, ma anche una riflessione generale sulla malafinanza e la crisi globale.
“I due libri sono importanti per capire che cosa può succedere in un paese che subisce e ha subito la crisi finanziaria del 2008. Parlano dell’America, dove i due autori vivono, ma anche dell’Italia e delle nostre vite” dice Maraconda “Sono entrambi mossi da un intento civico”.
Il dibattito è proseguito con una serie di domande e confronti incalzanti che il mediatore ha posto ai tre personaggi. “Siamo in crisi o meno?”. Rampini risponde “Mentre l’America è uscita dalla crisi finanziaria da più di cinque anni, il sistema italiano continua a poter essere definito come una foresta fortificata: non riesce ad instaurarsi un’operazione di trasparenza, e non si aprono i capitali”.
Un pensiero simile è quello espresso da Ciarrocca, il quale reputa che la crisi sia in parte risolta, ma che non sia servita a correggere gli errori commessi dall’Italia: mentre l’America infatti ha fornito “un’iniezione di liquidità alle banche”, per evitare il fallimento, in Italia invece “qualcosa si è inceppato”. Titoli di stato poco redditizi, famiglie e imprese spaventate, questi sono stati gli elementi che hanno determinato una grande differenza nella ripresa economica fra la nostra nazione e gli USA.
A questo punto Camillo Venesio,  sentendosi chiamato in causa, è intervenuto esprimendo la sua opinione: “Le banche italiane sono vittime inesorabili della crisi”. Spiega inoltre che il debito italiano era troppo superiore a quello americano e che dunque un’azione come quella statunitense sarebbe stata irrealizzabile.
Si è successivamente introdotto l’argomento Draghi, sul quale i tre personaggi hanno preso posizioni divergenti. Tre dei quindici trilioni che hanno salvato le banche americane sono stati destinati all’Italia e, secondo i due scrittori, avrebbero permesso alla nazione di ristabilire una sorta di equilibrio, mentre secondo il direttore della Banca Piemonte sono stati solo una grande illusione e non hanno in alcun modo salvato l’economia.
All’interno del dialogo non è però mancato un aspetto umano, poiché la discussione non verteva solo su crisi globale e finanziaria, ma anche sulla posizione che i piccoli imprenditori e le  famiglie rivestono all’interno di esse.

Anna Margherita Toso e Elisa Ciccarese

Redazione Alfieri. Torino