Quando il 10 Maggio alle 17:40 sono entrata a Palazzo Nuovo, l’auditorium Quazza era già gremito di persone. Un po’ intimorita da tutti quegli studenti universitari  ho preso posto in disparte ascoltando distrattamente i loro discorsi per ingannare l’attesa. L’ospite dell’incontro sarebbe stato il famoso regista cinematografico Giuseppe Tornatore ed eravamo tutti esaltati all’idea di incontrarlo e ascoltare cos’avesse da raccontarci.

Dopo lo scroscio di applausi che ha accolto il suo ingresso, Tornatore ha cominciato a parlare. L’incontro verteva sulla presentazione del libro “Diario Inconsapevole”, una sorta di biografia formata da diversi testi di carattere disorganico (prefazioni, memorie, pensieri, chiacchierate con personaggi illustri…ecc.) che, raccolte nel corso degli anni, avevano appunto creato questo libro senza che l’autore se ne rendesse nemmeno conto.

Grazie al ricordo di alcuni passi del libro, come il colloquio del regista con Sciascia, si è inoltre trovato lo spunto per ampliare il discorso partendo dalla seguente domanda: é giusto o no ispirarsi a un libro per scrivere la sceneggiatura di un film? Se sì occorre essere fedeli alla trama o si può “tradirla”? Queste due domande, attualissime ancora adesso, hanno destato l’attenzione dei moltissimi studenti del DAMS lì presenti, che hanno subito vivacizzato l’incontro con interventi di vario genere.

Da questo momento in poi Tornatore ha infatti gentilmente risposto alle tantissime domande poste dal pubblico in sala, da cui sono partite ogni volta delle interessantissime riflessioni su temi quali:

  • I film sulla mafia come prodotto speculativo del cinema contemporaneo.
  • Il tema della nostalgia in Nuovo Cinema Paradiso e la funzione della sala cinematografica oggi.
  • Lo “stallo” che sta vivendo il cinama italiano odierno
  • Com’è cambiato il linguaggio del cinema grazie all’utilizzo dei nuovi mezzi tecnologici che hanno permesso montaggi sempre più articolati.
  • Il ruolo dello scrittore dopo aver venduto i duritti cinemografici del proprio romanzo

Insomma due ore sono volate e se non ci avessero fermati sono certa che l’incontro si sarebbe protratto a lungo. E’ stato un bellissimo pomeriggio di arricchimento culturale e di certo la miglior prima esperienza nel Bookblog che potessi auspicarmi! A presto.

Chiara Romiti