A tre anni dalla realizzazione de “Un’educazione milanese”, vincitore di numerosi premi nonostante fosse il primo esperimento dell’autore nel genere della narrativa dopo anni trascorsi in collaborazioni con quotidiani e spettacolo, Alberto Rollo si sofferma sul profondo cambiamento che ha assalito il capoluogo lombardo in così breve tempo, trasformandosi, agli occhi del resto della penisola, da florido centro economico a focolaio di un’epidemia potenzialmente letale, ma non solo per l’uomo. Inevitabilmente, infatti, le conseguenze in termini di mercato di una simile interruzione sono destinate a riflettersi su un periodo ben più esteso di quello afflitto da quelle sanitarie: l’eventuale scoperta di un vaccino non risanerà tre mesi di inattività che ha colpito la maggioranza della popolazione. Non di rado una situazione simile viene infatti, tristemente ma altrettanto legittimamente, associata alle condizioni in cui un territorio versa quando sconvolto da una guerra; soprattutto, numerose previsioni sono proposte sulle  future affinità che legheranno gli anni successivi a uno scontro e a una pandemia. 

È proprio questa somiglianza su cui Rollo si sofferma durante il breve intervento che gli è concesso tra la spietata programmazione di un Salone fuori dal comune: come negli anni immediatamente successivi alla guerra, la penisola, con particolare attenzione a Milano, armata di mascherina, guanti e gel disinfettante, dovrà trovare la forza necessaria per rialzarsi. Tuttavia, se nella seconda metà del XX secolo l’obiettivo era una ricostruzione, non solo metaforica, da zero, la sfida odierna è invece incentrata sul rilancio della produzione e del sistema economico che ne consegue. Un’interruzione che il Paese non vedeva proprio dai tragici anni ‘40.

Né malinconia o negatività, però, intaccano le parole dell’autore, che, anzi, con una meravigliosa luce negli occhi che grida speranza invita gli ascoltatori a tenere alti testa e cuore.

In conclusione, vi invitiamo a controllare la connessione perché anche quest’anno, nonostante le sorprese, per la maggior parte negative, che il 2020 ci sta regalando, il Salone si farà. Eccome se si farà.

Matteo Sartini e Francesco Vitali, LCS Vittorio Alfieri, Torino