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Subizionista: Simone Regazzoni

“E’ una buona parola baule che condensa insieme vittimismo ed esibizionismo: tende a coniare un concetto che manca, ovvero la possibilità per la vittima di acquisire potere dalla sua condizione, è un nuovo vittimismo esposto” Simone Regazzoni   “L’intervista al filosofo Simone Regazzoni è stata un’esperienza entusiasmante. Ha risposto in modo esauriente alle mie domande ed è stato utile anche per capire il suo pensiero sulla parola subizionista e come

Linkotico: Virginia Virilli

“In un momento linkotico come questo, di contatti leggeri, è facile essere spaventati davanti davanti a dei legami duraturi, diventa un concetto che si frequenta di meno, di cui si ha più paura.” Virginia Virilli  “Nonostante l’agitazione iniziale, l’esperienza è stata decisamente positiva. Virginia è simpatica ed è stata capace di farmi sentire perfettamente a mio agio, pur avendo discusso di temi importanti (e anche talvolta difficili da analizzare) come

Vocabolario allargato: subizionista

Subizionista è colui che enfatizza i propri problemi ritenendoli superiori a tutti gli altri. Così Simone Regazzoni, filosofo e allievo di Jacques Derrida, presenta l’ultimo neologismo del vocabolario allargato di Andrea Bajani insieme ai ragazzi del Bookstock village. Partendo dal suo ultimo libro “Sfortunato il paese che non ha eroi” presenta l’immagine di un subizionista ,che reagendo ai soprusi che ritiene di aver ricevuto dalla società, diventa un eroe, questo

Vocabolario allargato, disfuturi. Con Lorenzo Fazio

“Disfuturi è una parola che trasmette un’idea di rottura, di rottura con un’idea di futuro accettata in modo pigro, troppo legata all’adesso. Il futuro non si conosce, e i giovani se lo devono inventare. E’ una spinta positiva, non avere un futuro non è una condanna, il futuro va costruito.” Lorenzo Fazio “L’incontro con Lorenzo Fazio è stato interessante ed istruttivo; abbiamo confrontato i significati della parola “disfuturi”. Per lui

Svivere: Francesco Targetta

“Spero che l’incontro abbia fatto uscire dal solco della svita almeno alcuni di questi ragazzi. Proprio perchè, oltre alla letteratura può essere utile anche la condivisione con gli altri.” Francesco Targhetta   “A quanto pare per Francesco Targhetta esistono degli antidoti allo svivere: la musica indipendente, quella non copiata ma vissuta, “La vita agra” di Bianciardi, la poesia, forma espressiva del suo romanzo.” Marina Cociglio, scuola Cavour   Foto di Ornella

Svivere: come lasciarsi vivere

Francesco Targhetta, il cui ultimo libro “Perciò veniamo bene nelle fotografie” è uscito da poco, è stato invitato a riflettere, con Andrea Bajani e una delle ragazze del Vocabolario Allargato, sul significato della parola svivere. Lo svivere, tema di fondo del libro, è il non lasciarsi assorbire dalla vita, è la mancanza di volontà, è il lasciar scorrere la propria esistenza senza esserne il protagonista. Secondo Targhetta questo è un

Eteriderio: Massimo Recalcati

“Noi non siamo mai l’io che crediamo di essere, ma una somma di io. E questi io sono gli effetti dell’identificazioni con gli altri,  l’insieme di identificazioni che ci hanno formato: nostra madre, nostro padre, i nostri amici.” Massimo Recalcati “Beh…è difficile descrivere le emozioni che ho provato. So di per certo che è stata un’esperienza fantastica e indimenticabile che mi piacerebbe ripetere. Lo scrittore Massimo Recalcati ha saputo coinvolgere