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Inconscio noir

Ci troviamo in un piccolo locale del centro, “Da Emilia”, dove il clima è di partecipazione ma allo stesso tempo molto rilassato. Gli spettatori, se così si possono chiamare, sono piacevolmente sparsi tra i tavolini, nell’attesa mangiano o sorseggiano qualcosa (P.S. Lo spritz è tanto buono), scambiandosi due parole. Partecipano all’incontro Enrico Gabrielli, autore di Piscine Terminali, musicista e disegnatore e Giorgio Mayer Gatti, l’editor del libro. “Piscine terminali” è

L’estetica del piano di Tolkien

Complice l’orario, l’incanto del Borgo Medievale il sabato sera, la bellezza della natura attorno ad esso e non in ultimo il ripetuto perdersi di una delle due corrispondenti nel tentativo di giungere al luogo dell’incontro, giungiamo ad esso presto ma non presto abbastanza: non è difficile notare quanto la sala sia affollata, e continua ad arrivare gente per giunta. Non in pochi siedono a terra o sui bordi delle finestre,

Occorre non spaventare chi non sa

La Libreria Borgo San Paolo aspetta quieta e accogliente l’inizio della presentazione. Nell’attesa, mi perdo piacevolmente tra i suoi scaffali e il naufragar m’è dolce in questo mare. Passata una buona mezz’ora è chiaro che non entrerà più nessuno e si decide di dare inizio all’incontro, anche se in sala non siamo più di dieci. L’argomento – non proprio tra i più leggeri – e la lieve pioggerellina non basteranno

Metafisica del viaggio

Paolo Rumiz parla senza microfono. Preferisce così, ci dice: è più intimo, la sala è piccola, i posti sono pochi, la sua voce non rimbomba. Arriva invece alle orecchie diretta e calma, come se avesse già cominciato a raccontare, e ascoltare viene naturale. Mette a suo agio il suo approccio: si sta zitti e buoni perché lo si vuole, senza necessità di sentirsi obbligati. E allora ci si accomoda e

Il Coraggio di Essere Donne

  Giovedì 14 Maggio  la Biblioteca Natalia Ginzburg, Circoscrizione 8, si è tinta di rosa grazie alla presentazione del libro “E la donna rispose…“, curato e presentato dagli studenti di tre classi del Liceo Classico Gioberti. Un progetto ambizioso che si è proposto di mostrare la donna nelle sue mille sfaccettature, e non soltanto come oggetto pubblicitario come troppo spesso accade oggi. L’idea è nata da una professoressa di inglese che,