Siamo davvero tutti sulla stessa barca?

Questa la domanda protagonista del dibattito, tenutosi nel pomeriggio del primo giorno di Internazionale, col titolo, appunto, di “Sulla stessa barca.” Secondo Marco Bertotto di Medici senza frontiere, tale titolo non rispecchia affatto la situazione migratoria attuale: c’è chi è su una barca solida, c’è chi naufraga e c’è chi guarda altrove. Per questo il bilancio di Medici senza frontiere, a due anni di distanza dalla creazione della Agenda europea sull’immigrazione, è critico e negativo. “Fretta”, infatti, sostiene ancora Bertotto, è stata la parola chiave di questi due anni, quella fretta di firmare accordi, erigere muri e chiudere le frontiere, senza pensare alle conseguenze umanitarie. Quindi, se il blocco delle rotte migratorie ha causato una diminuzione dei flussi, l’intolleranza e il senso di pericolo dei cittadini europei sono aumentati  notevolmente, come risulta evidente anche delle recenti elezioni in Germania. A far paura, come sostiene il giornalista tedesco Karl Hoffmann, non è l’arrivo, ma piuttosto la conseguente ordinaria (o meglio straordinaria) gestione.

Importante punto di accordo tra i partecipanti al dibattito è stato inoltre la necessità di creare al più presto rotte e vie legali che combattano l’immigrazione illegale. “L’illegalità crea vulnerabilità”: per chi migra illegalmente trattamenti violenti e torture sono all’ordine del giorno. Basti pensare che 3 su 5 di loro sono soggetti a umiliazioni e brutalizzati dalle guardie di frontiera. Si tratta di proteggere o “rivittimizzare” chi è già vittima?

Questo tema molto attuale e gettonato ha riscosso una grande partecipazione del pubblico, che ha quasi totalmente riempito l’Aula magna della facoltà di Giurisprudenza, cornice dell’incontro. Molte le documentazioni specifiche e i dati citati dai quattro esperti presenti, Marco Cherubini e Marc Arno Hartwig oltre ai due precedentemente citati. Molti anche i numeri, come sempre succede quando si parla di immigrazione.  Ricordiamoci però che si tratta di persone, non solo di numeri.

Irene Bombonato, Liceo Ariosto

Gaia Olocco, Liceo Alfieri