Quando ci si trova di fronte a un fumettista avviato come Leo Ortolani e al direttore di una casa editrice come la BAO Publishing, che ha scelto, e risceglie ogni giorno, con passione, di dedicarsi alla pubblicazione di libri a fumetti, il divertimento non può mancare. L’incontro, moderato da Michele Foschini, in cui l’autore della serie Rat-man presenta la nuova edizione del suo libro Due figlie e altri animali feroci è dominato, infatti, dal forte senso dell’ironia che caratterizza entrambi i personaggi.

Sono stati quaranta minuti di sorrisi e risate, leggeri, nonostante il tema del libro offra numerosi spunti di seria e attenta riflessione sul tema dell’adozione. Si tratta, infatti, di una raccolta di aneddoti con la quale l’autore, dal 2010 padre di due bambine colombiane, racconta il primo mese e mezzo passato in Colombia con le figlie: un viaggio tra le fasi dell’integrazione famigliare.
Al pubblico di ieri Leo ha regalato nuovi spaccati della sua vita quotidiana, successivi al ritorno in Italia da quel viaggio oltreoceano: le figlie nel mentre sono cresciute, ormai entrate in quella fase adolescenziale che tanto complica la vita ai genitori. Sono comparsi i primi fidanzatini e la musica trap ha fatto prepotentemente ingresso nelle loro vite, con il suo carico di gratuita volgarità.

Tra una battuta e l’altra, il fumettista esprime, inoltre, le proprie considerazioni riguardo al lungo e difficoltoso percorso dell’adozione che lui e la moglie hanno intrapreso ormai numerosi anni fa. Il suo libro, pur non volendo essere un testo pedagogico, può sicuramente contribuire a migliorare lo spirito con il quale le coppie generalmente affrontano tale percorso. L’iter burocratico è estremamente articolato, volto ad assicurarsi che chi fa domanda sia davvero motivato e convinto della propria scelta; tuttavia, questo controllo così apprensivo, per quanto necessario, genera spesso infelicità, più di quanta molte coppie ne abbiano già sperimentata, prima di arrivare lì. Occorre che esse imparino a vivere il loro viaggio verso il futuro tanto desiderato con maggiore ironia, scrollandosi di dosso il grigio e la pesantezza che gli incontri programmati con i servizi sociali, le difficoltà di carattere tecnico o economico e la paura di un rifiuto della loro domanda comportano.

Sara Tavella