Non è facile scrivere su “Adotta uno scrittore” quando sai che sarà l’ultima volta.

E’ arrivato  infatti il tempo di lasciare la scuola, i ragazzi, il carcere minorile e tutte quelle figure che lo popolano e lo rendono vivo.

Lascerò anche lo “scrittore” che ogni anno, da 10 anni, viene a trovarci, sempre diverso, sempre imprevedibile, con un carico di umanità, sensibilità e gentilezza che intacca i nostri esili equilibri. Mi guardo indietro e vedo Fabio Geda, il primo che si è seduto tra i banchi in mezzo a noi e ci ha insegnato l’arte dell’ascolto, vedo Giusi Marchetta, Luigi Garlando, Alessandro Bergonzoni e tutti gli altri fino a Salvatore Striano, Shady Hamady e, ultimo, Federico Guglielmi, uno dei Wu Ming che è entrato in punta di piedi ma ha saputo coinvolgere i ragazzi intorno alla sua professione utilizzando la passione comune per il calcio.

Sono eventi questi di grande importanza per una scuola, quella del carcere minorile, che rischia di implodere su se stessa se ogni tanto non si apre all’esterno, permettendo a persone dai profili professionali più diversi di scoperchiare un mondo che temo sia nascosto agli occhi della gente, ma è un mondo che esiste, che vive e che vuole tornare a vivere magari con qualche certezza in più.

Se la Costituzione dice che la pena deve tendere al reinserimento sociale dobbiamo portare la società “dentro”, in modo che il tempo trascorso tra le sbarre non sia un tempo perso ma un tempo pieno, pieno certo di rimpianti e espiazioni ma anche di nuovi incontri, nuove esperienze, nuove figure professionali che non siano sempre e solo quelle dei giornali.

Se tutti noi siamo gli incontri che facciamo allora è doveroso che proprio all’interno di una classe chiusa in un carcere minorile i ragazzi, che di incontri sbagliati ne hanno già fatti troppi, possano continuare a fare incontri che diano forma ad una vita che rischia di essere deformata per sempre.

Federico Guglielmi è passato tra noi stravolgendo il normale tran tran scolastico, costringendoci ad allargare una mente che il chiuso di un’aula scolastica a volte tende a chiudere ancor di più, imponendoci nostro malgrado ad affrontare una situazione nuova con lo spirito dei bambini che attendono il dì di festa.

Mario Tagliani, maestro al Ferrante Aporti

Leggi anche il resoconto di Federico Guglielmi con i ragazzi del carcere minorile Ferrante Aporti