Piazza Municipale, ore 17.30. Sul palco, di fronte a un vasto pubblico, sono seduti Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione Libera, Gianpiero Calzolari, agenzia Cooperare con Libera Terra, Gianluca Faraone, consorzio Libera Terra Mediterraneo, Carolina Girasole, sindaco di Isola Capo Rizzuto e Santo della Volpe, giornalista del Tg3.

La discussione verte su un tema attuale e delicato: le terre liberate dalla mafia, luoghi nei quali molti ragazzi allo sbando hanno trovato un lavoro, riuscendo a scappare al triste destino mafioso. Come Libera, sono molte le associazioni che tentano di creare e sviluppare comunità alternative alla mafia, sono diversi gli ambiti in cui operano: gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, istruzione e sport. Purtroppo alcune di loro rischiano di chiudere, sopraffatte dalle perenni minacce e dai mancati sostegni da parte dello Stato. Finchè il degrado morale e il pensiero sbrigativo odierno persisteranno le associazioni continueranno ad essere isolate e non potranno avere il massimo sviluppo.

Il problema fondamentale è costituito da una “legalità malleabile, di leggi ambigue e vuote che possono essere facilmente aggirate”. Siamo di fronte a un’emergenza etica: si avverte la forte necessità di un rinnovamento morale da parte dei cittadini, ma soprattutto dei politici, che non sono in grado di emanare leggi chiare senza l’utilizzo di compromessi, poichè loro stessi, in alcuni casi, sono corrotti dalla mafia.

“La politica può vivere senza la mafia, ma la mafia senza politica cessa di esistere”: la criminalità organizzata è presente sulla scena italiana da centinaia di anni e continuerà ad esserci fino a quando i politici non saranno in grado di mostrare programmi chiari e di mantenere gli impegni promessi, dimostrando di fare una “politica alta” volta al bene comune, altrimenti il sacrificio di persone come Falcone e Borsellino e il ricordo delle tante vittime risulterà inutile .

Tutti i presenti sono consapevoli che la lotta alla criminalità organizzata è difficile e faticosa, ma loro non si arrendono e continuano a sperare che un giorno si potrà vivere in un mondo libero dalla mafia.

Valentina Govoni