Quasi sicuramente chi abita nell’Italia settentrionale può dire di essere stato almeno una volta a Milano, la bella e sofisticata Milano. Città vetrina, meta dei turisti più pretenziosi e culla della moda italiana, che Alessandro Robecchi però ci induce ad analizzare sotto un altro punto di vista, quello di chi la vive tutti i giorni, di chi la suda. Giornalista ed editore, con la consapevolezza di chi nel mondo della televisione ci ha messo piede più di una volta, apre gli occhi con parole dure, concrete e realistiche a Milano, mondo perfetto per ospitare le vite dei suoi personaggi dalle mille sfaccettature. Ci racconta la realtà delle case popolari milanesi e della lotta per guadagnarsele senza l’appoggio dello stato, disposto anche a renderle inagibili, pur di non assegnarle. E’ proprio questo l’argomento del suo nuovo giallo, “Torto Marcio”, nel quale questa situazione fa da sfondo a una serie di misteriosi omicidi, ognuno dei quali è caratterizzato dal fatto che il cadavere al momento del ritrovamento ha una pietra sul corpo. Da ciò ha origine un’indagine ricca di intrecci, che mette a confronto le due facce della stessa città, dal lusso al degrado progressivo. Il tutto è reso dai dialoghi molto realistici di Robecchi, che ha la capacità di arrivare alle persone grazie alla suo umorismo amaro e sincero.

Fortemente ispirato dalla letteratura russa e dalla sua vita nella metropoli milanese, ci spiega la sua decisione ferrea di non leggere alcun libro mentre ne sta scrivendo uno suo: la paura è quella di sentirsi condizionato da quello che legge oppure di ritrovarvici alcuni aspetti del libro che sta scrivendo.

In questo modo si è concluso l’incontro “Romanzo nero e civile”, che peraltro è anche la definizione che l’autore dà al suo romanzo.

Eva Canigiula, Alessandra Carisio

Liceo Alfieri