Gli studenti del Liceo Classico G. e Q. Sella di Biella raccontano il secondo incontro con Tito Faraci , l’autore che hanno adottato; tre punti di vista diversi da ben tre studenti e studentesse dele classe. Inutile nascondervi che quando scrittori e autori sono così produttivi noi della redazione siamo strafelici. Non voglio distravi oltre, buona Lettura!

Il resoconto di Alberto Bucci

Dopo il primo del 9 marzo, mercoledì 23 ha avuto luogo il secondo incontro con Luca “Tito” Faraci: il fumettista e scrittore ha portato alla classe una serie di sceneggiature, da quella di Tex a quella di Topolino, per mostrare il lavoro che sceneggiatori come lui svolgono per ogni opera. Un lavoro che spesso, soprattutto in anni passati, è stato ritenuto quasi inutile a causa della poca visibilità nell’opera definitiva, ma che in realtà sta alla base di ogni storia.

Questa scelta non è stata dettata solo dal desiderio personale dell’autore di farsi conoscere o dalla curiosità della classe, ma serve da punto di partenza per il lavoro del terzo e ultimo incontro: costituisce le fondamenta dell’attività, quasi come se fosse il lavoro in generale che poi diventerà il lavoro specifico del nostro percorso. Partendo da tali sceneggiature, Faraci ha dato ancora un po’ di spazio al proprio vissuto, raccontando come lui prima sia stato giudicato e ora sia anch’egli un giudice per le sceneggiature altrui, soprattutto in campo fumettistico. Conclusa questa digressione, ha dato il via al vero e proprio programma del progetto, introducendo le modalità di creazione di una storia. Ci è stato fatto notare come il canovaccio tipico di un racconto, soprattutto seriale, abbia una struttura circolare, e come nonostante tutte le peripezie che il protagonista possa affrontare, il prologo e l’epilogo della storia si collocano in una situazione di normalità. Questo discorso non è stato che l’inizio di ciò che ci aspetta nell’ultimo incontro e ci ha dato modo di accostarci più direttamente alle strutture dei racconti: siamo abituati a leggere, o guardare, un’opera già finita, come se fosse monolitica; studiarne le singole parti e scelte dalla nascita, invece, è qualcosa di insolito, e, per noi che abbiamo letto La vita in generale, è come identificarsi con uno dei personaggi che si affaccia al mondo della narrativa.

Alberto Bucci

Il resoconto di Elisa Badone

L’incontro del 23 marzo con lo scrittore, sceneggiatore e fumettista Tito Faraci si è rivelato un’occasione di confronto e crescita personale molto piacevole e interessante. Egli ci ha spiegato in modo approfondito, ma al contempo simpatico e dinamico, le fasi del suo lavoro, sia di sceneggiatore sia di scrittore, raccontandoci anche delle difficoltà nel passare dalle modalità narrative della sceneggiatura e del fumetto a quelle del romanzo. Si è dimostrato aperto e disponibile, instaurando con la classe un rapporto rispettoso e collaborativo, rispondendo sempre con gentilezza ed esaustività alle domande poste. Narrando la sua esperienza di scrittura, il suo percorso professionale e aneddoti sul suo passato legati alla realizzazione del romanzo La vita in generale, dalla scelta del titolo all’immagine di copertina, dall’ambientazione alle modifiche necessarie dalla prima stesura, ci ha coinvolti e fatto capire quanto sia importante tenere sempre a mente la comprensibilità per il lettore, data dalla coerenza dei personaggi e dalla chiarezza di esposizione, in modo che il messaggio finale risulti immediato. Ha inoltre delineato in generale la struttura del romanzo, spiegando come e quanto si sia ispirato a fatti e persone reali per creare i suoi personaggi e le situazioni in cui si trovano, senza però entrare mai troppo nel dettaglio, visto che ciò sarà argomento nell’ultimo incontro. In più ci ha illustrato le regole base dello storytelling e il perché della sua importanza nel mondo contemporaneo, essendo oggi così largamente impiegato. Infine, per rendere meno monotone le ore dell’incontro, ci ha portato fumetti e bozzetti da lui realizzati, in modo che potessimo vedere concretamente le varie fasi di lavorazione.
In generale, dunque, l’esperienza è stata piacevole e istruttiva, condotta con ironia e seguita con interesse, tanto che alla fine, come già nel primo incontro, non ci si era quasi accorti che le due ore fossero ormai terminate.

Elisa Badone

Il resoconto di Simone Vercella Marchese

È stato, questo, il secondo incontro con Tito Faraci e una costante, sia del primo che di quest’ultimo, è come il tempo sia passato incredibilmente veloce mentre lui ci parlava. La stessa cosa è già successa con il suo libro La vita in generale, che la maggior parte di noi ha letto tutto d’un fiato, in mezza giornata. Abbiamo parlato anche di questo, se sia un pregio che il lettore finisca subito un libro “divorandolo” oppure no. L’autore sembrava molto propenso per il sì, del resto è nato come sceneggiatore di fumetti, lavoro nel quale lo scopo principale è creare una storia avvincente, capace di far rimanere il lettore incollato a ciò che sta leggendo e sicuramente questo si vede nel suo libro: una storia ben scritta, molto facile da seguire e sicuramente molto godibile. La fortuna di avere “adottato” un autore così eclettico come Faraci è proprio la possibilità di discutere su molti temi del mondo della scrittura. Infatti non è solo uno scrittore di romanzi, ma è anche stato, ed è tuttora, nonostante ultimamente si stia dedicando di più alla scrittura in prosa, sceneggiatore di moltissimi fumetti tra cui Topolino, Tex, Dylan Dog e Diabolik. In questo secondo incontro si è parlato molto anche di fumetti, di come funzioni la loro sceneggiatura e di cosa li differenzi dalla narrativa in prosa. È stato veramente molto interessante poter ascoltare come funzioni e quali siano le tecniche di scrittura del racconto per immagini e cosa cambi tra queste modalità e quelle del romanzo.

Simone Vercella Marchese

Leggi anche il resoconto di Tito Faraci sul primo incontro con la classe che lo ha adottato
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