Ma esiste l’Europa? A questa domanda hanno cercato di fornire una risposta Marc Lazar e Carlo Ossola  presentando la nuova opera Europa, in tre volumi edita da Treccani. Gli studiosi offrono una nuova strategia per rifondare l’unità europea non solo in termini economici ma anche civili e culturali. Carlo Ossola, rileggendo il Manifesto di Ventotene (“i compiti del dopoguerra-l’Unità europea”), solleva la necessità di ripensare l’Europa come a un’unità sovranazionale, garante di pace e prosperità. Non si tratta di un’utopia, ma di un progetto  realizzabile. Il processo di integrazione attraverso il sapere è ormai irreversibile se si pensa agli scambi Erasmus, alla validità dei dottorati internazionali e alle molte istituzioni europee di ricerca, dal CERN all’università europea di Fiesole. Per quanto il 68% degli europei riconosca che la comunità europea abbia portato dei vantaggi notevoli in termini di benessere a tutti gli stati membri, la drammatica situazione sociale ed economica dei singoli paesi, aumentata dall’instabilità politica e dall’assenza di politiche di immigrazione condivise, ha determinato la diffusione di movimenti nazionalisti,  xenofobi ed euroscettici, che hanno messo in crisi il modello di Europa. Il motto alla base della UE , fu proprio ‘uniti nella diversità’, ma come può essere oggi realizzato? Molti Paesi infatti credevano nel concetto di Europa in termini utilitaristici e politici: nel momento in cui l’Europa non è più stata capace di soddisfare le aspettative dei singoli paesi, la fiducia nei suoi confronti si è incrinata. Il mondo globalizzato in cui viviamo impone la gestione di fenomeni quali le migrazioni e la convivenza in un singolo territorio di persone di origine, mentalità e costumi diversi. Ed è questa la nuova sfida che dobbiamo porci: rifondare un’Europa moderna in cui la “cittadinanza europea” sia concepita in un’ottica sovranazionale e universale.

Camilla Frara, Mark Marianello, Liceo Grigoletti, Pordenone