Il 16 maggio alla fondazione Piazza dei Mestieri, si è tenuta la conferenza con il cuoco Giorgio Barchiesi, autore del libro Giorgione.

Giorgio è nato a Roma nel 1957 e vive a San Marco di Montefalco, in provincia di Perugia; da ragazzo aveva una forte passione per la veterinaria, tanto che ha lavorato nel settore per parecchi anni, nonostante suo padre fosse contrario: a 18 anni ha lasciato Roma e si è trasferito a Perugia per seguire questa sua passione e realizzare, così, il suo sogno.
In seguito, però, si è trasferito in provincia di Bari per lavorare in una catena di supermercati. In seguito alla chiusura di questa catena, nel 1987, mentre la moglie era incinta di 8 mesi, ha lasciato il suo lavoro a Bari per trasferirsi a Montefalco. Qui, con l’aiuto di un amico e della ragazza che ospitava in casa, ha aperto un ristorante, che è per lui fonte di grande orgoglio e di tanto lavoro. Afferma di avere aperto il ristorante per proporre nella zona qualcosa di nuovo, qualcosa che ancora non ci fosse. All’apertura ha promosso il locale con pasti gratuiti per tre giorni: il primo giorno il ristornate si è riempito di amici, il secondo è rimasto quasi vuoto, mentre il terzo giorno è stato preso d’assalto. Quest’episodio è il simbolo del suo carattere perseverante: anche quando le condizioni non erano così favorevoli, lui non ha mai mollato, per dimostrare a se stesso di cosa è capace.

Quando il suo nome ha cominciato a diventare famoso, Gambero Rosso Channel gli ha proposto di partecipare a un programma TV, ma lui, in un primo momento, ha rifiutato, ritenendo questo genere di intrattenimento pura finzione. Successivamente, però, ha rilanciato loro la proposta di girare il programma a casa sua: l’offerta è stata accettata e ciò ha contribuito ad accrescere la sua fama. Ha anche scritto due libri di ricette, riportando quelle che vengono realizzate in TV, affinché la gente possa riprodurle più facilmente!

Nonostante non abbia mai frequentato una scuola di cucina, la sua passione lo ha portato al successo: afferma, infatti, che la bontà di un piatto è data dalla semplicità e dall’utilizzo di materie prime di qualità. Ha imparato a cucinare osservando la sua tata, perché osservarla cucinare lo divertiva e il modo in cui trasformava le materie prime in piatti finiti lo affascinava.
L’obiettivo della sua cucina è di stupire i clienti: gli fa sempre piacere cogliere e comprendere le sensazioni che i suoi piatti suscitano in loro.

Benché sia un cuoco di grande fama, dice di non essere capace a preparare i dolci; in sua difesa, però, afferma che se si prepara una cosa che piace a se stessi, essa sarà più buona.
Il consiglio che dà è di mettersi in gioco, sempre, perchè l’importante è dimostrare quanto si vale, in ogni occasione: la vita del cuoco è impegnativa, va gestita con passione e senza pensare a quante sono le ore trascorse in cucina.

Durante tutta la conferenza, le sue parole hanno saputo coinvolgere tutte le persone presenti, con incoraggiamento ed ironia.
Al termine dell’incontro Giorgione ha lasciato spazio alle foto assieme ai ragazzi e agli autografi. Prima di andarsene ha ribadito di lottare per i propri sogni senza arrendersi mai e di non pentirsi delle proprie scelte.

Erica Pugliese e Giulia Botta, L.S. Majorana