La mattina del 31 marzo Riccardo Iacona ha presentato a Torino il suo ultimo libro “Utilizzatori finali. Sesso, potere, sentimenti. Il lato nascosto degli italiani” (Chiarelettere) davanti a una platea di 200 studenti all’ Primo Levi di Torino ai quali ha raccontato il pianeta della prostituzione e il mondo del sesso a pagamento. Come sempre avviene nell’ambito del Salone Off 365 gli studenti si erano preparati prima, aiutati da noi e dagli studenti e dai tutor della Scuola Holden. L’incontro è stato davvero emozionante e capirete e ci scuserete se ci abbiamo esso un pò di tempo a pubblicarli. I ragazzi hanno scritto molto e le loro riflessioni non sono mai banali. Ringraziamo il Primo Levi e il professor Gianni Gaetani Liseo, complice di tutta questa meravigliosa operazione. L’incontro è stato talmente riuscito che i ragazzi torneranno a incontrare Iacona anche al Salone 2015 , nell’ambito di un altro progetto che seguiamo da vicino, il nostro Potere alla Parola per prevenire la violenza contro le donne attraverso un uso corretto del linguaggio, realizzato in collaborazione con il Comitato Se non ora quanndo di Torino. Per saperne di più consultate il programma del Salone 2015 che da oggi è online!

Badr

Internet viene spesso ritenuto responsabile di due problemi riguardanti i giovani: il cattivo andamento scolastico e la superficialità nei rapporti, fino ai comportamenti cosiddetti a rischio. E sono soprattutto questi a portare enormi problemi nella vita delle persone che usano internet e in particolare alcuni siti, fra cui i social network. I social network sono siti che consentono di mettere le persone in contatto e far nascere relazio­ni. Permettono di comunicare e condividere la propria vita con altri utenti che vivono ovunque nel mondo. Se per un verso questo è stato un enorme passo avanti per l’umanità, dall’altro ha contribuito alla nascita di fatti davvero eclatanti e immorali, come il cyberbullismo o l’adescamento di ragazze e ragazzi che, per soldi, sono pronti a prostituirsi. Essi vengono contattati da persone che hanno come unico scopo il guadagno attraverso lo sfruttamento del corpo di altre persone. Di recente sono stati condannati parecchi “utilizzatori”, i quali mandavano i propri clienti dalle ragazze che sottostavano a loro e, in cambio di un’ora di atti sessuali, venivano pagati con somme, a volte, anche alte. Il problema non è solo l’utilizzo di queste persone, ma anche la loro età: la maggior parte di loro è minorenne e vive ancora con i genitori, i quali, molte volte, non sanno ciò che sta compiendo il proprio figlio o la propria figlia. La disinformazione dilaga in moltissime famiglie e continua a diffondersi perché non c’è più dialogo. I figli se ne stanno sempre chiusi in camera loro e quando escono, mentono ai propri genitori circa i luoghi e le persone che  frequentano.  I social network hanno debilitato la capacità di parola. Paradossalmente, hanno reso sempre più distanti le persone, favorendo gente che li utilizza in malo modo.

Badr

Arianna

Questo saggio rappresenta la realtà. È inutile negare che ci sono ragazze minorenni che si prostituiscono. Questa, però, non è l’unica notizia che provoca in me una sensazione di ribrezzo: anche gli adulti, più spesso in età matura, dimostrano di avere molto interesse nei confronti di queste bambine. A loro non importa della conseguente distruzione della personalità della persona con cui “consumano”: importa consumare e basta.
Credo che tra le ultime generazioni si stia perdendo sempre più il senso dei valori; l’amore vero sta perdendo posti in classifica.
Mi ha colpito il caso del fotografo Fusco: lui prometteva alle ragazzine che, facendosi fare foto di tipo pornografico, sarebbero diventate famose.
Personalmente mi è capitato di ricevere richieste da parte di alcuni fotografi di essere fotografata, non specificando in che modo avessi dovuto posare. Ho diffidato e, in un paio di casi, si è rivelata una saggia scelta, poiché i fotografi erano soltanto malfattori.
Penso che la colpa non sia soltanto degli uomini che approfittano dell’ingenuità delle ragazzine, ma anche dell’incoscienza delle stesse. Molto spesso, infatti, si tratta di scelte personali da parte delle giovani che non si sforzano di cercare altre opportunità di lavoro, accontentandosi di guadagnare denaro scegliendo di perdere la propria dignità.

Arianna

Antonia

A 12-14 anni sei ancora bambino, si sente così tanto il bisogno di crescere sessualmente? Loro non sanno bene cosa siano i veri sentimenti tra due persone, a quell’età dovrebbero ancora esplorare la sfera emozionale e non il sesso che incide molto sull’adolescente e può provocare danni, se non si agisce correttamente seguendo le varie “tappe” e adattandosi piano a questo mondo.

In generale non si ha coscienza del proprio corpo, della propria intimità e lo si usa senza riflettere. L’infanzia è l’età delle scoperte, le cose semplici non piacciono, i ragazzi si devono complicare la vita. Il sesso è qualcosa che si esplora poco per volta e che complica la mente del ragazzo. La società è piena di frustrati che trasmettono queste concezioni di tipo maschilista che noi seguiamo e diventiamo a nostra volta frustrati, in quanto non ci rispettiamo e non rispettiamo la nostra infanzia e la nostra innocenza:  vogliamo essere grandi senza renderci conto che i grandi hanno tanti problemi. Noi giovani dovremmo solo svegliarci e non lasciarci influenzare proteggendo i bambini.

Antonia

Federica

La prostituzione, cioè la vendita del proprio corpo a scopi sessuali, non è un reato e neanche pagare una donna per fare sesso. Solo l’induzione e lo sfruttamento della prostituzione lo sono. In Italia le donne sono oggetto di sfruttamento da parte di molti uomini e ciò genera un mercato nero e clandestino.

Negli altri paesi europei la prostituzione è legalizzata e viene gestita in bordelli, frequentati da stranieri e anche da uomini italiani tra cui molti coniugati.

Nei paesi poveri, il fenomeno degrada: a prostituirsi sono ragazzine minorenni pagate pochissimo, molti italiani attratti e incuriositi organizzano appositamente viaggi a sfondo sessuale per provare l’esperienza, addirittura capita che alcuni si trasferiscano e  non facciano più ritorno.

Oltre che sulla strada, collegandosi in internet, si trovano donne disposte a prostituirsi e questo ha fatto aumentare la domanda.

Gli utilizzatori di questo servizio sono coloro che vogliono soddisfare una loro “esigenza” fisica o provare esperienze diverse. Ma non tengono in considerazione i problemi morali, quando a prostituirsi sono ragazze obbligate che non lo fanno di lavoro o in modo volontario, generando lo sfruttamento e la svalutazione delle donne e del loro corpo.

E’ doveroso elimare il fenomeno agendo sulla causa, monitorando l’utilizzatore o ridurlo legalizzando la prostituzione.

Federica

Erika

Il corpo della donna nella società è sempre stato considerato in modo diverso rispetto all’uomo. La donna è stata ritenuta inferiore sia per capacità intellettive oltre che per quelle fisiche. La distinzione fondamentale è data dal fatto che l’uomo incarna la figura del ‘capo famiglia’, colui che porta lo stipendio a casa (può svolgere quindi, mansioni di ogni genere). La donna invece, rappresenta la figura di moglie e madre/educatrice. Al giorno d’oggi si sente meno questa differenza, la figura femminile è stata valorizzata e viene più rispettata, non è più solo simbolo dell’attrazione sessuale.
Ciò non esclude che entrambi i sessi siano alla pari, perché lo sfruttamento del corpo della donna permane. Un esempio ne sono le pubblicità che ci martellano ogni giorno in tv e su internet. Perché continuare a sminuire le donne? Bisognerebbe esprimersi in modo diverso e cercare di valorizzare la parità tra sessi in ogni campo.

Erika

Enrico

Siamo in un’era in cui i social network hanno preso il sopravvento su qualsiasi comunicazione “umana”, e i valori di ogni singolo individuo vengono messi da parte, mentre l’incoscienza  e la stupidità emergono. Penso che i social network non siano però così determinanti nella degradazione sociale della popolazione, anzi bisognerebbe farsi un esame di coscienza e comprendere che certe cose come la pornografia sono sbagliate, a prescindere dai valori e disvalori proposti dalla famiglia e dalla scuola. Un ragazzo di dodici o tredici anni dovrebbe avere la consapevolezza del proprio valore e dovrebbe vivere con dignità il proprio corpo, evitando di cedere ai “bassi istinti” cadendo quindi nel vizio futile e degradante.

Enrico

Lara

Ciò che manca nella società d’oggi è un’educazione di tipo sessuale e sentimentale. I ragazzi della pre-adolescenza e dell’adolescenza hanno paura di parlare di sesso e di amore con i loro genitori che, a loro volta, vogliono affrontare il tema. Nasce quindi una generazione di adolescenti e bambini che perdono la loro verginità troppo presto e con qualcuno con cui non hanno alcun tipo di legame. Non sanno cos è l’amore, non sanno dimostrarlo e non sanno provarlo. I risultati sono le baby squillo, le teen mamme, tutte ragazze che usano il loro corpo come se fosse meno di un oggetto, ne hanno disprezzo e non hanno nessuna conoscenza, oltre che competenza, in ambito sia sessuale che sentimentale; perciò fanno sesso, e non amore, scoperto solo per un appagamento personale. Ma è giusto che i giovani d’oggi siano così? A mio parere, è inconcepibile. A quattordici anni non sarei mai riuscita a fare, o anche a pensare, quel che hanno fatto le ragazzine di Parioli e non riuscirei a farlo nemmeno ora che ho quasi vent’anni. Il fatto è che le famiglie, la scuola, la tv, internet e la società dovrebbero insegnare i valori veri, quelli dell’amore soprattutto, del rispetto reciproco, il valore intramontabile della famiglia. Si dovrebbe insistere su questi, bisognerebbe trasmetterli sin dall’asilo, mentre a partire dalle scuole medie bisognerebbe iniziare ad insegnare un’educazione sessuale e sentimentale in modo da raggiungere livelli simili a quelli olandesi.

Lara

Lorenzo C

Una storia, un documento e infinite testimonianze. Un racconto dettagliato di un mondo sempre meno occulto, di una realtà i cui protagonisti sono uomini “normali” con spesso una famiglia alle spalle e una fama da mariti integerrimi. Se questo è il mondo in cui viviamo, io ,prima di leggere questo libro, lo conoscevo allora solo in parte.

Durante il primo incontro si è parlato di prostituzione minorile e di educazione. Secondo molti di noi sarebbe doveroso affrontare il tema dell’educazione sessuale nelle scuole, in modo da sensibilizzare i futuri cittadini, partendo dell’educazione sentimentale e ragionando sull’amore e sui sentimenti.

Il rapporto sessuale dovrebbe essere una conseguenza di un forte sentimento senza il quale tutto si ridurrebbe ad un mero atto meccanico e animalesco.

Lorenzo C

Lorenzo D

Il libro è profondo e interessante, ti fa ragionare in vari modi, ti pone e ti crea tante domande nella testa. Tratta un argomento molto caldo e forte; l’autore cerca di riassumere questo libro in quattro macrotemi che sono :

1) la prostituzione in merito ai social;

2) la donna sfruttata nelle pubblicità, quindi il corpo della donna come scambio di merce;

3) la prostituzione in generale;

4) l’ educazione sessuale che dovrebbe venir inserita come disciplina nelle scuole.

Il libro racconta e informa il lettore di come vanno le cose nei bordelli, che sono società di prostituzione messe in regola in paesi come la Svizzera, in cui una persona può decidere di fermarsi, pagare l’ingresso, e pagare per ogni volta che vuole soddisfare i propri “bisogni”.

Parte principale del libro è la storia delle due ragazzine di Roma di 14 e 15 che anni che hanno deciso di prostituirsi per soldi in un appartamento a chiunque volesse incontrarle.

Lo staff che ha affiancato Iacona ha deciso di indagare su come le persone di tutte le età in Italia siano perverse e psicopatiche alla sola idea del fare sesso. Persone che provano ancora più piacere, se la merce da consumare” ha meno di 18 anni, quindi una ragazzina minorenne.

In più il libro tratta l’argomento dell’educazione sessuale e spiega come in Italia uno studente su cinque di una scuola media abbia già fatto sesso per la prima volta nella fascia d’età compresa  tra i 13 e i 15 anni. Emerge un’assoluta mancanza di cultura e un buco nel sistema che non permette a questi ragazzi di capire e potersi vivere una delle poche cose belle della vita: l’amore.

Al contrario invece, in Olanda, l’educazione sentimentale viene messa tra i primi posti come disciplina scolastica e si ritiene che sia molto importante informare questi giovani e aiutarli a non rovinare le proprie esperienze.

Tutto sommato questo libro mi è piaciuto, e secondo me è stata una grande occasione potermi confrontare con il gruppo di lettura su questi argomenti. Sono felice di averne fatto parte.

Lorenzo D

Roberto

Un macro tema importante presente nel libro di Riccardo Iacona è l’educazione sessuale. In molti paesi europei da anni nelle scuole vengono proposte lezioni riguardo a questo argomento: spiegano i rischi, le prevenzioni, come deve nascere un rapporto ecc… Però la mia domanda è: che senso ha parlare ai ragazzi riguardo all’educazione sessuale se non si parte dall’educazione sentimentale? Se non c’è amore, come si fa? Ormai i ragazzi di oggi non sanno più che cosa sia l’amore, non provano più sentimenti.. Per loro il rapporto è solo un gioco…
Secondo me l’Italia deve prendere esempio dall’Olanda, si devono svolgere lezioni in tutte le scuole anche sull’educazione sentimentale… Sottolineo tutte, anche elementari. Quanti casi ci sono stati di bambine di quinta elementare rimaste incinte?

Roberto

Mirella

Internet ha invaso le nostre vite senza nemmeno chiedere il permesso: ma quanto questo può essere positivo? Controllare i propri figli non è mai stato semplice: ma ora è diventato impossibile. Si cancella una chat nell’arco di un secondo, ma è fondamentale ricordare che qualsiasi cosa, una volta in rete, lo sarà sempre. Tempo fa i primi approcci tra i bambini avvenivano tramite le letterine: “ti vuoi mettere con me? Sì – No”. Oggi si utilizza facebook. Sempre più ragazzine, per conquistare l’attenzione del fanciullo che è responsabile di aver rapito il loro cuore, sono disposte a fare sexting: si inizia con messaggini spinti per poi arrivare anche alla divulgazione di foto e o video compromettenti.
Come si può, allora, preservare l’infanzia dei bambini di oggi? Eventi del genere sono all’ordine del giorno: ormai nessuno sembra, purtroppo aggiungerei, neanche scandalizzarsi più di tanto: sembrano essere entrati a far parte della normalità. Ma questo non è normale: ciò è da evitare, è deplorevole.

Mirella

Maria

Questo libro mi ha aperto gli occhi su una realtà di cui ignoravo l’esistenza.

Ho sempre pensato che la vendita del proprio corpo sia la soluzione errata ai problemi della vita in assenza di strumenti più adatti che ne permettano la sopravvivenza.

Le ragazze di cui si parla in una sezione del libro, invece, hanno deciso di dare un prezzo alla loro dignità, di vendere loro stesse, in cambio di scarpe nuove e vestiti alla moda.

Tutto ciò fa pensare molto: in primo luogo mi lascia esterrefatta la facilità con cui le due ragazze hanno iniziato tutto questo, da un semplice annuncio su internet sono state in grado di iniziare un’attività con decine di clienti. Pensare che  internet e i social network abbiano semplificato radicalmente il modo di conoscersi di due persone è terrificante.

Ciò che è emerso dalle nostre discussioni all’interno del gruppo di lettura è la forte mancanza di trasmissione di valori da parte della famiglia, oltre alla completa diseducazione sessuale e sentimentale delle due ragazze.

In una società come la nostra, in cui la donna viene vista come un oggetto, esibita in abiti succinti in molte pubblicità e programmi televisivi solo per attirare l’attenzione del pubblico maschile, il sistema scolastico italiano si dovrebbe impegnare a riservare almeno un’ora alla settimana da dedicare all’educazione sessuale e sentimentale.

Penso che ciò sia utile a fornire ai ragazzi strumenti utili ad affrontare al meglio i rapporti con l’altro sesso, insegnando l0r0 l’importanza del rispettare, non solo il loro corpo, ma anche quello altrui, così da evitare che si verifichino altri casi come quello delle “baby squillo” dei Parioli.

Maria

Simona

Al giorno d’oggi molte ragazze cercano di poter essere notate o apprezzate dalla società in cui vivono, per far ciò seguono modelli visti nei programmi televisivi o nei cartelloni pubblicitari che ritraggono donne in biancheria intima.

Credo che i media e i social network influenzino in maniera negativa scatenando problemi all’interno della società che potrebbe essere eliminati con la riduzione di immagini, programmi che illustrino una figura stereotipata delle giovani donne. Esse tendono ad emulare comportamenti eccessivi pur di sentirsi integrate tra gli amici o per essere più grandi rispetto alla loro età.

Simona

Salah

La prostituzione è un fenomeno ricorrente nella società di oggi. Esso è dovuto a diverse cause ed essendo una causa stessa  ha anche effetti . Principali cause, come sappiamo, possono essere sia economiche che sociali; ad esempio donne o uomini non avendo nulla per cui vivere e attraverso cui vivere , si prostituiscono in cambio di denaro e attraverso questo denaro riescono per lo più a sopravvivere, ma talvolta anche a vivere in condizioni agiate. Come questo accade con  donne e uomini,  accade anche con ragazzini e ragazzine e questo quando la famiglia non riesce a permettersi  di comprare oggetti nuovi per i propri figli. I figli ,perciò, essendo “invidiosi” di tale condizione degli altri, usano questo mezzo per avere (oppure non avendo una famiglia utilizzano questo fenomeno per vivere) . Questo infatti è quello che è successo alle due ragazzine di cui si è parlato nel libro. Secondo me, dal punto di vista sociale, la situazione risulta molto più grave ed ingiustificabile; ad esempio non solo l’arretratezza complessiva di un paese, ma anche una piccola arretratezza, come succede in Italia. L’Italia, essendo un paese avanzato dal punto di vista sociale, non dovrebbe presentare la forma di prostituzione più criticata di tutte, ovvero quella riguardante ragazzine e ragazzini. Questo fenomeno riduce la donna come uno strumento/mezzo per il soddisfacimento di una seconda persona e, facendo così, la impoverisce e ne diminuisce la virilità stessa. La donna, soprattutto, diventa così un oggetto dotato solo di corpo e non più di anima ed utilizzabile da tutti.

Salah

Giovanni

“Utilizzatori finali” è un libro d’inchiesta con un forte potenziale. Senza lasciar spazio a prefazioni o discorsi iniziali ti catapulta senza mezzi termini in realtà che hanno dell’incredibile e ti fa scoprire in poco tempo che esse non sono tanto lontane ed incredibili come sembrano.

Uno dei temi maggiormente di spicco nel libro è senza dubbio la relazione tra la concezione della donna e del suo corpo, questo in relazione alla società moderna dominata dai mass media. Un tema che merita approfondimenti, ma che certamente non esula da pensieri che quotidianamente ci passano per la testa. La donna è sempre stata oggetto di strumentalizzazione da parte dell’uomo, ma niente in passato era riuscito a soggiogarla così tanto come i mass media . Un buon marketing porta guadagni ed il guadagno è fondamentale per la sopravvivenza dei media. La strumentalizzazione della donna nasce da questo concetto. Il suo corpo incarna l’oggetto del desiderio che se accostato a ciò che si vuole promuovere porta ad invogliare l’utente a portare la sua attenzione verso quella determinata cosa. Proprio in questo modo molte pubblicità, quiz televisivi,  programmi tv o siti internet utilizzano figure femminili per “vendere” a più gente possibile i loro servizi. In questo modo si è innescato un meccanismo che ha modificato nel tempo la cultura e l’opinione di tutti coloro che usufruiscono passivamente di questi servizi. L’aspetto psicologico della donna ha progressivamente perso importanza lasciando posto solo all’aspetto esteriore. E progressivamente tutti si sono abituati all’idea che questo sia il ruolo della donna, smettendo pure di chiedersi quale sia il nesso tra una donna svestita ed uno spot di uno yogurt che la vede come protagonista.

Un’altra grave conseguenza di questa strumentalizzazione, oltre ad aver trasformato l’opinione che l’uomo ha della donna, è anche quella di aver modificato la concezione che la donna ha di se stessa.  Le “figlie” della dottrina dei mass media sembrano sempre più in linea con questa idea di strumentalizzare senza troppi pensieri il loro corpo. Aiutate dai social networks ormai anche le ragazzine possono seguire le donne che vedono in tv, possono così imitarle in atteggiamenti poco rispettosi della loro femminilità e riportare il tutto su un social. Ciò permetterà a migliaia di persone di vedere quelle immagini. Nasce così una gara ad apparire dove la competitività si batte a colpi di apparenza e quasi mai di essere, dove una donna con la d maiuscola viene emarginata se non rispecchia determinati canoni estetici. Come se l’essere non conti più nulla se paragonato ad una scollatura da sfoggiare.

Giovanni

Emilia

La prostituzione è un problema che non è nato esclusivamente negli ultimi secoli, anzi sembra che sia un fenomeno vivo nell’intera storia dell’umanità. Questo fenomeno si manifesta in varie forme e comprende praticamente ogni età. Con il passare del tempo si è diversificato, fino a diventare uno dei modi più semplici per fare soldi facili e in pochissimo tempo. In Italia lo sfruttamento della prostituzione è illegale. Sembra un paradosso il fatto che proprio coloro che creano le leggi siano i primi a sfruttare le prostitute, condannando chi non rispetta il regolamento. In molti altri stati la prostituzione è quasi totalmente legale e quindi anche il paese riesce a trarne un profitto. Io penso che la prostituzione sia obbiettivamente impossibile da eliminare completamente, esisterà sempre e sta alle ragazze o ai ragazzi che si prostituiscono rendersi conto di loro stessi. Rendersi conto dell’importanza del loro corpo e del rispetto per la loro persona. Riguardo ai clienti penso che siano dei mercanti di corpi che barattano un’ora di piacere con 200 euro. Non rendendosi conto di ciò che fanno e inconsciamente togliendo un po’ di dignità a loro stessi e alle prostitute, ogni volta di più. Seguendo la mia esperienza, ho avuto la fortuna/sfortuna di toccare con mano questo fenomeno in un viaggio che ho fatto in Brasile grazie al quale ho conosciuto circa dieci prostitute. L’età andava dai 9 anni ai 40 anni, vedendole e ascoltandole mi sono realmente resa conto di quanto ci si dimentichi di se stessi per qualche moneta in più. La libertà è la prima cosa, quindi ognuno deve essere libero di fare ciò che vuole. Solo non si può e non si deve violentare in nessun modo il proprio corpo, e di conseguenza anche la propria mente, perché qualsiasi somma di denaro non sarà mai abbastanza per riaverli indietro.

Emilia

Edoardo

Ho iniziato la lettura del libro per curiosità e interesse, volevo capire meglio questi fenomeni che hanno una posizione sempre più rilevante nello scenario mondiale. L’Italia è uno dei paesi in cui la prostituzione e l’ignoranza dei giovani verso l’educazione
sessuale è in continuo aumento. Il corpo umano è divenuto merce di scambio e le richieste sembrano non finire mai. Ciò che più ho trovato sconvolgente è la prostituzione minorile, ragazzine che si vendono (magari ancora vergini) così per gioco, per provare o sentirsi più grandi, sentirsi accettate dalle amiche e in cambio ricevono soldi o magari la borsa tanto sognata o un paio di scarpe nuovo. Delle ragazzine, di 13/14/15/16 anni, che entrano in questo modo nel mondo del sesso, come ci aspettiamo che possano crescere? Con quale educazione verso se stesse e verso gli altri? Con quali valori?
Per me tutto ciò è intollerabile, sono fermamente convinto che la prima volta di ogni ragazza debba essere un momento speciale che ricorderà per tutta la vita, non un’occasione per vendersi o per sentirsi più belle. Ancora peggio, quando questo avviene perché si è ubriachi o magari sotto l’effetto di qualche sostanza…
Credo che da questo punto di vista si debba intervenire alla radice, ovvero nei luoghi dove ogni ragazzo impara a crescere e a conoscere se stesso e ciò che lo circonda: la scuola.
Portare un progetto di educazione sessuale negli istituti scolastici potrebbe salvaguardare quei valori che stanno via via sbiadendo nelle nuove generazioni. Imparare a conoscere il proprio sesso e quello opposto, rispettandolo e riconoscendone i valori è un compito che pochi ragazzi arrivano a svolgere.
Capire che cos’è l’amore tra due persone, capire che non c’è solo sesso, tutto questo può insegnarlo l’educazione sessuale. Per i giovani trovare qualcuno con cui parlare di questo può essere una ardua impresa, magari in famiglia ci si vergogna o non
c’è il clima adatto e farlo con gli amici può portare a scelte sbagliate poiché non si ha un discorso con una persona specializza in materia. Diverse ore di lezione con degli educatori nelle scuole possono aiutare a far crescere al meglio le generazioni future, queste persone spiegano, sono disponibili ad ascoltare ed aiutare i vari problemi sentimentali e sessuali che ogni può incontrare nell’adolescenza. Io penso che questo libro aiuti a far riflettere su molti aspetti di cui ormai non ci curiamo più di tanto, ma sono aspetti importanti e alla base delle relazioni umane. Questo libro è anche un invito ad attuare provvedimenti per cercare di limitare il mercato del sesso che sta entrando sempre più nelle nostre vite, nelle nostre case e nella vita dei nostri figli.

Edoardo

Valentina

Siamo un gruppo, il gruppo di lettura. Termine un po’ riduttivo per indicare la quantità di idee, valori, proposte che ci hanno accompagnato in questi giorni dedicati al libro “Utilizzatori finali” di Riccardo Iacona. I quattro macrotemi trattati (la prostituzione minorile, il corpo delle donne, i social network e l’educazione sentimentale e sessuale) sono stati fonti e al tempo stesso punti di partenza, per arrivare a recepire quella sensibilità, che a volte sembra essersi persa tra gli individui, e soprattutto captare quell’esigenza di cambiare, migliorare e progredire nell’educazione di ogni persona. Sentiamo come necessaria una risposta alla richiesta di sensibilizzazione nei confronti della figura della donna e di quel tema che accomuna tutti gli adolescenti: il rapporto sessuale e sentimentale. Siamo informati davvero rispetto ai rapporti sessuali? A quale circolo vizioso diamo vita aumentando l’audience di determinati canali in TV? Siamo veramente liberi dagli stereotipi maschilisti? Ma la domanda principale è: prima ancora di saper affrontare l’amore carnale, SAPPIAMO AFFRONTARE L’AMORE SENTIMENTALE? E allora ecco che dall’aula di una qualunque scuola, da una qualunque città, da noi, studenti qualunque, vogliamo far rimbombare l’appello: insegnateci ad amare! Noi stessi e gli altri.

Valentina

Romina

La domanda che mi sono posta subito dopo aver letto il libro “Utilizzatori finali” di Iacona è stata: «Perché condannare i cosiddetti utilizzatori e non le donne che si vendono? Un rapporto sessuale può avvenire solo se ci sono due persone, perché punirne solo una allora?». E’ sì sbagliato  che l’uomo”affitti” il corpo di una donna per qualche ora in cambio di somme di denaro, ma è altrettanto sbagliato vendersi ed accettare soldi per farlo. Quando la donna si apposta sul marciapiede in abiti succinti e tacchi vertiginosi, mostrando il suo lato più provocante ai guidatori che passano, istiga volontariamente le fantasie  di quest’ultimi. I più deboli che alla fine cadono nel “peccato” fanno solo il gioco delle prostitute. Anche se sembra il contrario, a parer mio, sono le donne ad essere gli utilizzatori che catturano ed utilizzano a loro modo gli uomini per guadagnare soldi facili senza fatica allo scopo di soddisfare i propri bisogni materiali.

Romina

Carola

L’educazione sessuale è uno strumento per garantire la salute fisica e psicologica della popolazione,ridurre gravidanze precoci e contrastare la diffusione di malattie. Ingloba l’educazione sentimentale, che, a mio parere, dovrebbe anticipare quella sessuale, dato che ricopre alcuni vuoti che famiglie disattente o disagiate possono creare.
L’educazione sessuale è obbligatoria in tutti i paesi europei tranne in Italia, Bulgaria, Cipro, Lituania, Polonia, Romania e Regno Unito. La classe politica italiana e la Chiesa, ancora una volta, non aiutano la popolazione nel tentativo di migliorarsi, infatti nelle scuole i corsi sono lasciati all’iniziativa dei docenti e organizzati da consultori, nonostante il grande interesse da parte dei giovani.
Nel suo libro Iacona ci propone il caso dell’Olanda, ma non è il solo che funziona; tra le best practices vi è anche la Germania, ed è proprio qui che dopo la riunificazione la legge sulla gravidanza e la famiglia, ha reso obbligatorio l’insegnamento in tutto il paese, con la materia si comincia a 9 anni e la si studia nelle ore di religione, educazione civica, etica e biologia.
Nel 2009 la Corte Costituzionale ha respinto il ricorso di cinque coppie di genitori di fede battista  che avevano impedito ai figli di seguire le lezioni e per questo erano state multate: per la Corte non era una giustificazione perché la ‘sex ed’ garantisce la salute sessuale e riproduttiva dei ragazzi. Lo Stato italiano avrebbe bisogno di emancipazione anche sotto questo punto di vista, bisognerebbe lasciare da parte alcuni aspetti burocratici e pensare di più al bene dei giovani e di conseguenza al futuro del Paese.

Carola M

Diego

È sempre più nota la facilità e la velocità di caricare, o meglio “postare”, una propria foto sui social che fanno oramai parte della vita della maggior parte della popolazione. Qualunque persona può scattarsi una foto e caricarla aspettando poi la reazione del web. L’abuso di questa comunione di foto con il mondo arriva, però, con il caricamento di foto pubbliche con posizioni ed espressioni molto accattivanti oppure “semplicemente” senza vestiti o con biancheria intima. I perché di questa moda sono multipli:  notorietà, alzamento dell’autostima e , purtroppo, anche per vendere ciò che la foto stessa ritrae. Vendere il proprio corpo pensando di non esporsi così tanto come tutti dicono. “tanto non si vede la faccia” “massi che vuoi che sia, è solo una foto e poi hai visto quanto like?!”   La convinzione di queste persone è falsa e molto pericolosa tanto da arrivare ad una sorta di “prostituzione controllata”.

Diego

Alex

Il nostro professore di italiano Gianni Liseo Gaetani ha selezionate un gruppo di studenti tra le sue classi ai quali ha proposto di leggere il libro “Utilizzatori finali” di Riccardo Iacona. Assieme al gruppo di lettura, ovvero noi studenti scelti dal professore per leggere il libro, abbiamo individuato 4 macrotemi presenti nel libro:

1. Educazione sessuale;

2. Prostituzione;

3.  Social Network;

4. Il corpo della donna nelle pubblicita’.

In italia, purtroppo, l’educazione sessuale e’ poco diffusa, forse perche si ha ancora una mentalita’ regredita, forse per il cattolicesimo, ma e’ un dato statistico che proprio di questo argomento molto importante se ne parla poco. Un esempio e’ la storia di Azzurra e Aurora, due ragazzine di Roma che si prostituivano nel quartiere del Pairoli in una casa affittata per loro dalla persona che li metteva in contatto con i clienti. Quando si e’ venuto a sapere di questa storia e sono scattate le denuncie e gli arresti, la scuola delle due ragazzine si e’ comportata a mio parere in modo indignitoso, stendendoci sopra  un veloe facendo finta di nulla. La preside stessa, intervistata da una giornalista, ha espressamente chiesto di non far sapere il nome della scuola e di non spargere notizie. Se una cosa del genere fosse accaduta in un Paese come l’Olanda, sicuramente la scuola tanto per cominciare avrebbe subito aiutato le due ragazzine, con psicologi e comunita’, e soprattutto avrebbe fatto dibattiti, discussioni e incontri con esperti sull’ argomento per gli studenti della scuola.

Insomma, la prostituzione e’ purtroppo molto diffusa tra giovani e giovanissimi, e i maschi italiani ne approfittano all’inverosimile.

Dopo aver letto il libro, comunque, abbiamo avuto la fortuna di incontrare Iacona in persona, che e’ addirittura venuto da noi a scuola. Abbiamo preparato delle domande che poi gli abbiamo rivolto e alle quali ha risposto a noi e alle classi che si trovavano in Aula Magna in quel momento.

Questo libro, oltre al fatto che lo abbia trovato molto interessante, e’ molto importante per quanto riguarda le informazioni che puo’ dare e per i temi che affronta.

Alex

Sara

L’emancipazione femminile si è sviluppata alla fine del XIX sec. e nei primi decenni del XX sec. in Inghilterra e negli Stati Uniti d’America, dove le donne rivendicano il diritto al voto e parità di trattamento con gli uomini nelle varie mansioni, soprattutto nei lavori manuali e in fabbrica. La vera emancipazione femminile nel mondo occidentale è iniziata dopo la seconda guerra mondiale per affermarsi nel 1946. Le donne parteciparono alle elezioni per l’assemblea Costituente e nel 1948 alle prime libere elezioni politiche. La diffusione dei mezzi d’informazione come la radio, i giornali, i libri e soprattutto la TV, favorirono la nascita dell’opinione pubblica in favore dell’emancipazione femminile, sostenuta anche dalla notevole scolarizzazione delle donne. Così, gradualmente, le donne, infatti, diventano parlamentari o ricoprono importanti incarichi nell’amministrazione dello stato nella carriera giudiziaria e nel mondo della scuola. Ma nonostante la società si sia evoluta, ancora oggi molti, moltissimi uomini hanno l’idea della donna come oggetto. La grande responsabilità di tutto ciò va ai media, basta vedere un normalissimo programma tv, dove c’è il conduttore vestito da capo a piedi, e la donna di fianco chiamata anche “valletta”, usata come oggetto in mostra per aumentare gli ascolti. Nonostante il diritto di voto e tutte le emancipazioni ottenute, ancora oggi la donna ha uno stipendio minore dell’uomo, vi sono contratti che le vietano gravidanze e tutto ciò che appartiene alla vita naturale di una donna.
Se oggi una donna non curasse il suo aspetto nei minimi dettagli,difficilmente avrebbe l’occasione di farsi conoscere e far vedere le proprie capacità.
Se è vero che una donna in Medio Oriente è costretta a girare col volto coperto, nell’Occidente si è arrivati a forme di  “oppressione” meno evidenti; la donna pare libera nei cartelloni pubblicitari, ma altro non è che uno strumento dell’azienda che sfrutta il suo corpo. Le viene insegnato fin da piccola a stare sui tacchi e dedicare parecchio tempo al trucco, ad essere schiava della moda.
In un continente che vanta dei valori raggiunti e dei diritti dati alle donne,il problema del traffico umano è più allarmante che mai.
Donne valutate a un prezzo, bordelli che le mostrano in vetrina come carne dal macellaio, minorenni prese dai paesi dell’Est e portate in tutta Europa.
Siamo sicuri che il ruolo della donna sia cambiato? O forse ha assunto solo forme diverse di oppressione?
Ma la parità fra i sessi esiste davvero? E’ stato raggiunto questo obbiettivo?
Per rispondere a queste domande basta accendere la tv, leggere “Utilizzatori finali” per capire che questo fenomeno sta crescendo con l’aiuto dei media e il consenso di uomini in percentuali allarmanti.

Sara

Giuliano

La prostituzione è un fenomeno da sempre esistito, ma mentre in passato le ragazze erano indotte a prostituirsi ora sono loro stesse a mettersi sul mercato del sesso a pagamento.
Negli ultimi anni è sempre più evidente come queste, fin dall’età adolescenziale si avvicinino al sesso e ci diano un peso sempre minore, a differenza del passato, quando la sfera sessuale era considerata quasi come un tabù.
I valori stanno cambiando, ora gli adolescenti danno molta importanza all’aspetto fisico, ai vestiti di marca, al cellulare di ultima generazione, ecc.. Forse per questo molte ragazze iniziano a sentire l’esigenza di guadagnare soldi facili e la via più semplice, ora, sembra essere la prostituzione, ovviamente non pensano ai danni che questa può provocare in loro e con una grande superficialità provano questo “lavoro”.
Purtroppo in una società del genere, con scarsi valori morali e poco dialogo tra genitori e figli, sembra difficile vedere una via d’ uscita dal problema.
L’educazione sessuale nelle scuole però potrebbe essere un inizio positivo anche perché la scuola è proprio il luogo dove le ragazzine iniziano ad entrare in contatto con questo mondo malato del sesso a pagamento.

Giuliano

Giulia

Semplice e diretto, senza troppi giri di parole arriva dritto al dunque, ovvero un argomento che oggi, purtroppo, ci tocca e ci colpisce sempre più, quello della prostituzione.  Ora, finalmente, anche la gente comune può farsi un’idea di questa grave situazione che affligge il nostro paese, grazie a documenti e reportage più che chiari ed espliciti.  Abbiamo apprezzato molto il coraggio e la volontà di Riccardo Iacona di rappresentare uno scenario impietoso dell’Italia e dell’Europa. Un ritratto tracciato senza remore, rinunciando a considerare l’utilizzo del corpo come un tabù.

Giulia

Jacopo

Con il passare degli anni si stanno perdendo tutti i valori che i genitori hanno cercato da sempre di insegnare ai propri figli. Non c’ è più amor proprio, non si vuole bene più a se stessi, ma si cerca solo il consenso degli altri.
Oramai si è arrivati a vendere il proprio corpo per ottenere cose futili in cambio, per essere al passo con i tempi, per apparire.
Internet e la società, a parer mio, sono la causa principale. Infatti con la diffusione dei social network tra gli adolescenti, si è arrivato a un livello eclatante di ignoranza e ad uno scarso rispetto verso se stessi.

Jacopo

Giulia

La pubblicità è comunicazione, diffonde linguaggi e valori,
contribuisce a costruire l’immaginario collettivo, orienta opinioni e
costruisce convinzioni. Ci dice come è meglio essere e come è ovvio
comportarsi, diffondendo modelli talvolta sbagliati.
La pubblicità, così come diversi programmi televisivi, crea e sostiene
stereotipi e modelli discriminanti. Il soggetto femminile viene
appiattito, fino a diventare un semplice oggetto, narrato
insignificante dal punto di vista delle competenze e della
personalità. Anzi, la personalità viene sì descritta, ma in maniera
unica: può capitare a noi donne di essere superficiali, di desiderare
di essere belle ma la nostra vita non si limita a questo, la nostra
emotività non si limita all’essere isteriche o esagerate, il
nostro pensiero non si limita all’essere il desiderio di tutti gli
uomini.
Ma non è soltanto l’immagine della donna a uscirne danneggiata,
anche l’uomo lo è, viene raffigurato come un professionista, ma un
professionista la cui vita gravita intorno al corpo di una donna,
sempre alla ricerca di affermare la propria virilità.
Tirando le somme è la ripetizione infinita dello stesso ritratto che
stanca e discrimina, che finisce per tratteggiare un solo tipo di
donna, inespressiva, passiva e squallida, limitante perciò per la
nostra affermazione sociale.

Giulia

Davide

Grazie alla lettura di “Utilizzatori finali” e alla prtecipazione agli incontri con la Scuola Holden sono venuto a conoscienza di  un mondo che, personalmente, non conoscevo. Già dalle prime pagine del libro ciò che leggevo mi sconcertava non tanto per il fenomeno in sé ma quanto più per la naturalezza con cui i testimoni parlavano di ‘viaggi del sesso’ e di  ‘case di tolleranza’ in cui i così detti utilizzatori si recano con l’unico scopo di soddisfare il loro piacere sessuale. Un altro aspetto che mi ha spaventato è la mancanza assoluta di educazione sessuale o sentimentale, che potrebbe essere la causa prima dello sviluppo di questi fenomeni.  Personalmente credo che uno buona società, fondata sui dei  veri valori, debba anche e sporattutto insegnare ai giovani a gestire e controllare i propri sentimenti e le proprie passioni. In Olanda, infatti, in orario extrascolastcico le scuole organizzano delle lezioni di educazione sentimentale in cui i ragazzi possono imparare a conoscere il mondo del’AMORE.  Il punto di partenza , secondo me, dovrebbe proprio essere questo, ovvero insegnare ad amare , e trattare il rapporto sessuale come conseguenza dell’amore.

Davide