Ieri al Salone del Libro, due voci si sono prestate alla lettura dell’ultimo libro di Cristina Comencini: “Lucy”.

Una voce femminile, quella dell’autrice, ha fatto da narratore, ha raccontato con fermezza quei nessi che hanno unito le storie dei vari personaggi: una madre e moglie disinteressata, persa nel suo mondo, incurante degli affetti familiari; un marito e padre che continua a chiedersi cosa ha posto fine a quella bizzarra relazione; due figli alla ricerca di una madre che non hanno mai avuto, alla ricerca di risposte, di un perché.

Sara e Lucy, due personaggi distanti migliaia di anni, ma in un certo senso molto vicini. Entrambi stravolti da un’epoca, sopraffatti dagli eventi. Due caratteri affini, che magari si sarebbero anche potuti comprendere, se solo non fossero stati così lontani.

Ilaria Rossin, Francesco Tessari