Progetto dell’ISISS “A. Magarotto” – In collaborazione con Allegro con Moto s.c.s. a.r.l.

Progetto dell’ISISS “A. Magarotto” – In collaborazione con  Allegro con Moto s.c.s. a.r.l.

Studenti: ABBA’ Gianluigi, BATTA Umberto, BRUNI Lorenzo, CIFTEPALA Cem, GARA Simone, HIBOUSSI Salma, LAPENNA Roberta, MIRON Nicusor,OPRIS Ramona,PIRON Eva, SAVA Ion, SCOPELLITI Alessio, SOKOLOVA Tatiana,VOLPE Alessia
Insegnante referente: Luca GRASSO, Carla Porcellana, Elisa Porrello, Roberta Palmiotto

 DEFINIZIONE DEL CONTESTO E DEI BISOGNI

 La società  in cui viviamo è una società verbale in cui i rapporti tra  verbale e visivo sono spesso dominati dal primo termine.

Quindi, ovviamente, i sordi si trovano in una situazione di netto svantaggio

Una delle più grosse difficoltà è quella legata all’ apprendiamento della lingua parlata.

A differenza dei bambini udenti che impareranno, automaticamente, la lingua a cui saranno esposti  i bambini sordi , essendo esposti al silenzio, avranno un ritardo, in taluni casi anche grave, nell’apprendimento della lingua parlata.

Un ulteriore aspetto, spesso problematico per i sordi, è quello della difficoltà di raccogliere le CONOSCENZE ENCICLOPEDICHE e necessarie per comprendere il mondo  circostante  e ciò ostacola, in modo più o meno grave,  la capacità di formulare inferenze e di classificare le informazioni ricevute.

Per tutte queste e altre implicazioni oggi molti sordi, soprattutto stranieri,  non sono a conoscenza del valore  e rispetto della  dignità femminile, non possiedono conoscenze relative agli  strumenti disponibili  per far fronte a situazioni di disagio femminile, che la violenza non è solo quella fisica ma, soprattutto, anche quella morale e non sono a conoscenza della normativa vigente.

Negli anni di esperienza di insegnamento ai sordi, l’ISISS A. Magarotto è consapevole di quanto sia importante e cruciale, per i sordi,  accedere alle informazioni attraverso canali che superino l’ostacolo della sordità non solo ai fini della conoscenza degli strumenti e soluzioni per superare situazione di disagio ma, soprattutto, al raggiungimento della consapevolezza del valore della  dignità femminile ai fini della prevenzione di situazione di disagio femminile.

OBIETTIVI

L’Istituto, in collaborazione con Allegro con Moto s.c.s. a.r.l. che vanta un lunga esperienza  nel campo della sordità, che va dalla fornitura del servizio educativo e di mediazionie alla comunicazione al servizio di interpretariato in lingua dei segni , ha  ideato un progetto specifico per i propri studenti sordi  al fine di garantire l’accessibilità all’informazione sulla condizione femminile, sui diritti delle donne e  sugli strumenti disponibili a fronteggiare eventuali situazioni di disagio.

 

METODOLOGIE E STRUMENTI

Sempre in base alla  esperienza  di insegnamento ai sordi è stato  osservato come sia cruciale rendere visibile le informazioni non solo attraverso la lingua dei segni, che è l’unica lingua che viaggia attraverso il canale visivo ma, anche, attraverso video, immagini e ipertesti.

Verranno coinvolti gli studenti sordi, sia ragazze che ragazzi, dell’ISISS MAGAROTTO e insieme agli insegnanti e gli esperti di Allegro con Moto, parteciperanno a un ciclo di incontri in cui si studierà come elaborare le informazioni sulla condizione femminile in modo da renderle accessibili a tutti i sordi e modificare eventuali ostacoli alla loro acquisizione.

Verranno utilizzati disponibili ausili tecnologici, per la preparazione di un video completamente accessibile ai sordi, segnanti e non.

 

Link al progetto: https://www.youtube.com/watch?v=BK3tFf8lQmU&list=HL1397723284&feature=mh_lolz


DONNE VS UOMINI Maybe if I told you the right words . . .

DONNE VS UOMINI   Maybe if I told you the right words . . .

Studenti: Classi 3A - 3B - 3C
Insegnante referente: Giulia Miniati per il Laboratorio teatrale

Lo spettacolo nasce da un laboratorio, la prima tappa del quale è stato un lavoro di scrittura creativa proposto ai ragazzi nel corso del primo incontro. In seguito abbiamo individuato per ogni classe un tema portante che si legasse agli altri andando così a costruire un percorso teatrale. A legare insieme i tre momenti sarebbe stato un filo rosso, che noi abbiamo deciso essere la parola stereotipo. Forse per la giovane età, e la vera esigenza di trattare questo aspetto, il tema dello spettacolo si è naturalmente concentrato sulla difficoltà tra i due generi di comunicare. Non tanto la violenza sulle donne come minaccia incombente, difficile realtà da vivere ogni giorno, ma come qualcosa che va compreso e prevenuto : a partire dalle parole. Il sottotitolo del nostro spettacolo, infatti è Maybe if I told you the right words , titolo di  una celebre canzone di Tracy Chapman.

Il laboratorio si è poi articolato in giochi di improvvisazione e raccolta di materiale ( prodotto in parte da me e in parte dagli allievi, su richieste specifiche – canzoni, poesie, citazioni) che, congiunti, hanno portato alla realizzazione dello spettacolo.

Il risultato finale si presenta perciò come drammaturgia frammentata in tanti momenti che raccontano tante storie, come una coperta trapuntata.

 

Link al progetto: https://www.youtube.com/watch?v=nVF3fWrVdu4&feature=youtu.be


L’albero della vita

L’albero della vita

Studenti: 2^T della scuola
Insegnante referente: Enrica Moglia

Intendiamo partecipare al vostro progetto con un’installazione dal nome L’ALBERO DELLA VITA e un piccolo video contro la violenza.
Il lavoro nasce da un’attenta riflessione sulla tematica della violenza su cui gli allievi lavorano già da tempo.
Il presente progetto si inserisce nell’ambito di attività rivolte all’approfondimento e diffusione di tematiche legate alle Pari opportunità.

L’ALBERO è diviso in tre parti definiti da tre colori
1. ROSSO:relazione positiva  di innamoramento, amore
Albero vivo dal punto di vista grafico e del colore
2.NERO realtà violenta : cruda realtà, possesso gelosia
L’albero in questa parte è un albero morto
3.VERDE:VIA D’USCITA stategie , aiuti esterni, servizi

Ogni parte è ornata con buste con parole positive (rosse), negative (nere)e di cambiamento (verdi), e frasi di “spiegazione” delle parole , che escono fuori dalle buste stesse.

Le ragazze indosseranno nella fase di presentazione delle magliette da loro realizzate con frasi contro la violenza alle donne.

Enrica Moglia

Link al progetto: https://www.youtube.com/watch?v=GHzCWaV2Zwo


Una tela dura come un muro

Una tela dura come un muro

Studenti: Antonino Caltabellotta, Elena Gialli, Marco Denegri, Giulia Cucco, Federico Bergaglio, Riccardo Cordone, Vincenzo Ventorino.
Insegnante referente: Gaia Bindella

Questo lavoro consiste in un dipinto su tela che descrive una ragazza davanti ad un muro sul quale è stato dipinto un mondo sereno, reale o fasullo? La ragazza forse non lo sa e crede che l’unico mondo possibile sia il grigio al di qua del muro.

Link al progetto: http://youtu.be/f23vCaJxA7M


Spesso la violenza

Spesso la violenza

Studenti: Classi 3C e 3A
Insegnante referente: Angela Glionna e Daniela De Donato

Le classi 3°A e 3°C della Scuola Secondaria di Primo Grado “A. Moro” hanno partecipato ad un progetto proposto dall’associazione SE NON ORA QUANDO? per affrontare il tema della violenza contro le donne, diventato oggi una drammatica emergenza, da una particolare angolazione, quella di una riflessione sulle parole come possibili strumenti di prevenzione e contrasto al fenomeno. I ragazzi hanno riflettuto sul tema della violenza in generale, e in particolare di quella contro le donne, per valutare e verificare come la parola e la comunicazione possano essere mezzi di prevenzione e forse anche di superamento della violenza. Dopo aver raccolto suggestioni ed emozioni nate all’interno della classe, hanno prodotto due brevi video in cui hanno raccontato, con i mezzi che hanno ritenuto più efficaci, il loro percorso di consapevolezza.

Link al secondo video realizzato: https://www.youtube.com/watch?v=5L49-GAf_V8&feature=youtu.be

Le riprese e il montaggio dei video sono stati effettuati da Lino Briganti e Claudio Garino.

Link al progetto: https://www.youtube.com/watch?v=87HPhHU2iBs&feature=youtu.be


Il mio nome segreto è…

Il mio nome segreto è…

Studenti: Prelavorativo: Filippo Agazzone, Lorenzo Margnini, Veronica Petrelli, Tabitha Sacco, Gaetano Scognamiglio | 2a Operatore ai servizi di vendita, in particolare Valeria Gallo.
Insegnante referente: Anita Cane, Liliana Fusè, Rosella Bolamperti, Silvia Giani, Tino Bettini

Il nostro progetto nasce dalla suggestione creata dalla lettura dalla poesia di Alda Merini “Ma da queste profonde ferite usciranno farfalle libere”.

Intorno a questa metafora si è sviluppato un percorso di consapevolezza sul tema della violenza contro le donne. Abbiamo definito tre piste di lavoro che hanno portato alla realizzazione di tre prodotti correlati dalla metafora della farfalla quale simbolo di rinascita.

Nel video prende corpo l’idea sopra descritta tramite la realizzazione di farfalle in poliuretano realizzate dagli allievi del prelavorativo. Lo sviluppo dell’animazione evidenzia le fasi di trasformazione che porteranno alla rinascita: le farfalle costrette ed oppresse da una mano piano piano si animeranno e prenderanno il volo posandosi su alcune parole  chiave tratte da una poesia scritta dagli allievi stessi.

Infine, il racconto costituisce il frutto di un percorso di sensibilizzazione svolto con gli/le studenti/studentesse del corso Operatori ai servizi di vendita e scaturisce da una storia vera che un’allieva ha rielaborato in forma narrativa.

Il mio nome segreto è libertà.

 

Link al progetto: http://www.enaip.piemonte.it/html/progetto_potere_donne/


Uno sbaglio da non fare

Uno sbaglio da non fare

Studenti: Florin Rosu, Cristian Capriati, Matteo Cucco, Abdou Lakhate Leye, Oana Rogojina, Claudia Deac, Leonida Vukay, Anna Scarponi
Insegnante referente: Gaia Bindella

Uno sbaglio da non fare è un video che raccoglie attraverso immagini, frasi e pensieri, le suggestioni scaturite dal dialogo con i ragazzi inerente ai tema relativo alla violenza psicologica. E’ stato realizzato con Movie Maker.

Link al progetto: http://youtu.be/LUj3Fvo6Ii4


NON AMARMI DA MORIRE – classe IV scientifico, Istituto Adorazione Cadorna

NON AMARMI DA MORIRE – classe IV scientifico, Istituto Adorazione Cadorna

Studenti: Gabriele Enrico, Edoardo Vichi, Giorgio Giacoma Bottalat, Carlotta Follo, Camilla Genitilli, Alessandra Marta, Ilaria Quirico, Andrea Mazzone, Gianlorenzo Giraudi, Luigi Goria, Beatrice Novaresio, Edoardo Prat, Dalpasso Carola
Insegnante referente: Stella Sorcinelli

Dare potere alla parola. Usarla per far riflettere in modo immediato sul difficile tema della violenza sulle donne. Usarla per riflettere sui luoghi comuni e promuovere un altro punto di vista.

La classe IV scientifico dell’Istituto Cadorna ha provato a farlo creando alcuni slogan frutto di una pratica di scrittura collettiva  volta a mettere in luce il potere delle parole, se usate con rispetto e cura, senza abbellimenti. Per quello che  sono.

 

NON AMARMI DA MORIRE.

AMAMI E BASTA.

SENZA PERDERE LA TESTA.

IL SILENZIO

È

D’ORO.

MA

TI COSTA CARO.

 

 

 

 

NON MANDARE LA TUA VITA IN STANDBY. PREMI PLAY.

STOP AL SILENZIO.

CAMBIA MUSICA.

ALZA IL VOLUME.

FAI SENTIRE LA TUA VOCE.

 

 

NON MANDARE LA SUA VITA IN STANDBY.

FERMATI PRIMA.

ABBASSA LE MANI.

 

 

SE HAI MAI PENSATO

ANCHE SOLO UNA VOLTA

NELLA TUA VITA…

“IL POSTO DELLA DONNA È LA CASA”

“È LA DONNA CHE LAVA I PIATTI”

“SE LA DONNA VA IN GIRO NUDA, SE LE VA A CERCARE”

“LA MIA DONNA È SOLO MIA”

…CHIEDI AIUTO. LA “TUA” DONNA È IN PERICOLO.

 

 

 

AMA

LA DONNA TUA

COME TE STESSO. (ANZI. DI PIU’.)

 

CHI DICE DONNA DICE DANNO

(SE HA UN MARITO GELOSO.)

 

 

 

SONO QUASI SEMPRE GLI STRANIERI O GLI SCONOSCIUTI.

VERO.

IL MIO FIDANZATO

NON LO RICONOSCO PIÙ.

 

 

COMPAGNA.

CHIAMAMI COSÌ.

NON

SONO

LA

TUA

DONNA.

 

 

PROMETTO

DI ESSERMI FEDELE

SEMPRE

E DI AMARMI

E ONORARMI

TUTTI I GIORNI DELLA MIA VITA.

SÌ, LO VOGLIO.


Link al progetto:


LA DONNA FRA DIRITTI E REALTA’

LA DONNA FRA DIRITTI E REALTA’

Studenti: Classe 3°E
Insegnante referente: V. Seia A.Sburlati

s.m.s Leonardo Da Vinci – I.C. Orbassano 2

Classe 3° E

Insegnanti : V. Seia , A. Sburlati

Durante quest’anno scolastico , nell’ora di Cittadinanza e Costituzione , abbiamo affrontato lo studio della Costituzione Italiana per temi . Abbiamo riflettuto sul diritto al lavoro , il principio di eguaglianza , la libertà personale e le libertà politiche e il principio di solidarietà . La nostra Costituzione ,in numerosi articoli , riconosce l’eguaglianza giuridica di tutti i cittadini , uomini e donne e impegna lo Stato a rimuovere tutti gli ostacoli che possono impedire tale principio ed anche a promuovere le condizioni che rendono effettivo tale diritto . Ci siamo resi conto che , purtroppo , la realtà dei fatti è molto diversa. La donna , in  Italia, nonostante il riconoscimento giuridico non ha gli stessi diritti , le stesse opportunità che hanno gli uomini

 

Link al progetto: https://www.youtube.com/watch?v=ynVMYiD5ZJI


Non tutto è come sembra

Non tutto è come sembra

Studenti: Matteo Cucco, Liana Lombardi, Ema Rotaru, Rosamaria Montelepre, Aurora Renda, Natasha Cumanaj, Luca Salvi.
Insegnante referente: Gaia Bindella

Questo lavoro consiste in un video “spot”  di circa un minuto e venti secondi, realizzato utilizzando la tecnica delle “ombre cinesi”. La protagonista del video, riguardante la violenza fisica di un uomo su una donna, all’inizio sfila davanti a noi mostrando il suo volto di profilo, ma ” non è tutto come sembra”, appunto, e dopo un breve flashback creato con le ombre di due ragazzi, si scopre anche l’altro lato del suo volto che esprime la terribile condizione del suo vissuto.

Link al progetto: http://youtu.be/BE9m-BAyL1k


LA DONNA E IL LAVORO

LA DONNA E IL LAVORO

Studenti: Tutta la classe 2^ N
Insegnante referente: Rita Pradella

In relazione al programma scolastico da svolgere, la nostra classe ha deciso di sviluppare  la tematica “Donna e lavoro. Innanzitutto  abbiamo analizzato gli articoli di legge che tutelano le lavoratrici poi ci siamo soffermati sulle diverse problematiche che le donne devono affrontare ogni giorno.
Gli incontri con la sindacalista e con le esponenti di “Se non ora quando? ci hanno offerto nuovi spunti di riflessione.
Il power  point è stato predisposto per offrire agli allievi, della futura classe seconda economico sociale, un approfondimento sulla tematica donne-lavoro

Link al progetto: http://ftp3.esprimo.com/magistrale_cuneo/httpdocs/course/category.php?id=38


La Rinascita

La Rinascita

Studenti: Aguiari Sara (4^R), Barboni Anna (4^R), Bellettato Vittoria (4^R), Benini Micol (3^M), Boicelli Sara (3^Q), Compagno Micaela (3^Q), Donà Beatrice (4^Q), Ferraresi Giulia (4^Q), Lavezzi Giacomo (3^M), Masarenti Caterina (4^Q), Perdonati Chiara (4^R), Piccinini Anna (4^Q), Sarti Jessica (4^R), Soffritti Linda (3^Q).
Insegnante referente: Laura Fenoglio e Silvia Romagnoli

Prima di affrontare la realizzazione dell’elaborato per il concorso “Potere alla Parola”, abbiamo incontrato 3 operatori del “Centro Donne e Giustizia” e del “Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti” di Ferrara, che hanno introdotto il tema della violenza di genere.

Ha fatto seguito la visione del film “Ti do i miei occhi”, che ha rappresentato un punto di partenza dal quale è nata l’idea dell’elaborato in seguito realizzato.

In un primo momento abbiamo individuato due insiemi di PAROLE, positive e negative, relative al rapporto di coppia.

Si è tenuto un nuovo incontro con gli operatori del “Centro Antiviolenza” con i quali abbiamo riflettuto sul film e le parole raccolte.

E’ emersa l’idea che qualsiasi situazione problematica può essere risolta, attraverso un percorso di CAMBIAMENTO, che conduca la coppia verso un equilibrio positivo.

E’ possibile, quindi, una “RINASCITA” che porti l’uomo dal CONTROLLO alla FIDUCIA e la donna dall’ANNIENTAMENTO all’AUTONOMIA.

Gli studenti hanno deciso di rappresentare questo concetto attraverso l’immagine della fenice che rinasce dalle sue ceneri.

Nel dipinto sono inserite le PAROLE individuate durante il percorso: nel fuoco, nelle ceneri e nella coda quelle negative, il CAMBIAMENTO attraversa il corpo dell’animale mitologico, sulle piume delle ali sono collocate le parole positive fino alla FIDUCIA e all’AUTONOMIA, che rappresentano le fondamenta sulle quali si può costruire un equilibrato rapporto di coppia.

Link al progetto:


Manifesti

Manifesti

Studenti: AGGAZIO ANDREA, ALLASIA ALEXIA, CONTE STEFANO, EMANUELE ENRICO, FARINA ARIANNA, GODWIN DESTINY, KAROSAS DZIUGAS, LUCENTE ELISA, MANUGUERRA MARTINA, MARCACCINI GIULIA, MARRI ALESSIA, MEDA RICCARDO, MICLAUS ANTONIO, PETO ENI, POSA MARCO, SAVARINO ALESSIO, SLITINE IKBAL, VARESI FRANCESCA
Insegnante referente: Daniela Cantamessa

Quando, poco dopo l’inizio del’anno scolastico, la nostra insegnante di Lettere ci ha presentato il progetto “Potere alla Parola”, ci siamo subito sentiti coinvolti, poichè il tema della violenza contro le donne è di grande attualità ed il terribile fenomeno sta dilagando.
Siamo giovani, alle soglie dell’adolescenza, ragazze e ragazzi che guardano ad un futuro migliore; il nostro obiettivo è prepararci a vivere in pace, il più serenamente possibile, a partire dal rapporto fondato sul dialogo e sulla comprensione che instaureremo con coloro che saranno i nostri compagni di vita.
Perciò abbiamo scelto di non rimanere indifferenti a certe notizie di cronaca ed ai racconti fatti da esperti dei settori socio-sanitari e giuridici e ci siamo attivati.
Dopo aver visto via web e letto alcune delle relazioni dei personaggi intervenuti durante le giornate di Formazione, abbiamo avviato in classe un lavoro composto di letture antologiche, momenti di confronto di idee, esposizione del nostro sentire rispetto alla violenza, espressione scritta delle riflessioni personali su ciò che sentiamo e viviamo come violenza, al femminile ma anche al maschile.
Poi, analizzando le nostre produzioni, siamo andati via via a ridurle, limarle, sintetizzarle, per giungere alla formulazione di brevi slogan, il più possibile incisivi e carichi di significato. Sono nati così, sull’onda della Pubblicità-Progresso, i nostri “Manifesti”.
Questo è il nostro modesto contributo alla lotta contro il femminicidio e la violenza contro le donne.
Un caloroso ringraziamento va alla scrittrice Giuditta Scalzi che ci ha fatto l’onore di incontrarci e, con i suoi consigli, ci ha aiutato a dare voce ai nostri sentimenti.

Torino, 28 marzo 2014 La Classe 3^ A
Scuola secondaria di primo grado
I.C. “Sandro PERTINI”- Torino

 

Slogan 1

NON VESTIRTI DI LIVIDI

SPOGLIATI

CAMBIA ABITO

Slogan 2

LA VIOLENZA

 

SERVE A UN UOMO

PICCOLO

PER SENTIRSI

GRANDE

 

 

 

Slogan 3

NON SI UCCIDE PER ONORE…

E NEANCHE PER AMORE

 

Slogan 4

GLI SCHIAFFI

FANNO MALE

 

NON SCAMBIARLI

PER AMORE

Slogan 5

 

 

 

TI SVESTONO DELLA

DIGNITA’

VESTITI DELLE TUE

QUALITA’

 

Slogan 6

 

I TUOI OCCHI

SONO LIBRO

 

LEGGO LA TUA SOFFERENZA

 

Slogan 7

 

DOVE MUORE VIOLENZA

NASCE SPERANZA

 

Slogan 8

 

 

SE RESPIRI LA

VIOLENZA

SOFFOCHI NELLA

DIPENDENZA

 

Slogan 9

 

IL SILENZIO FA MALE

 

URLA

IL TUO BISOGNO DI

 

AIUTO

 

 

 

Slogan 10

 

GUARDA DENTRO

SEI BELLA !

GUARDA AVANTI

 

 

 

…E RICOMINCIA !!!

 

Slogan 11

FIGLIO

 

OCCHI PIENI DI PAURA

 

SARAI MIGLIORE DI TUO PADRE

 

Slogan 12

 

…QUEL SENTIRTI

INUTILE

CHE E’ IL TUO

NEMICO…!

Slogan 13

UOMO

IL TUO TEMPO MIGLIORE?

 

L’ORA DEL RISPETTO

 

Slogan 14

 

 

 

SEI UNA FARFALLA

CON LE ALI STRAPPATE?

 

DENUNCIA

Link al progetto:


La parola sale in cattedra, poi scende e prende nuove strade

La parola sale in cattedra, poi scende e prende nuove  strade

Studenti: 1. Berinetti Erik2. Bourzaik Ikram3. Breglia Davide4. Canestrelli Sara5. Casellato Giada6. Coda Z.Andrea7. Crosa Alessio 8. Di Bitonto Irene9. Erbetta Marta10. Esposito Elisa11. Fante Ilaria12. Ghirardi Margherita13. Marangoni Alessia14. Melis Adele15. Moustati Hamza16. Palma Christian17. Piazza Francesca18. Porta Maddalena19. Reale Tommaso20. Revelchione Matteo21. Rosso Francesco22. Sansalone Pietro23. Subasic Mijamer24. Turrin Marco25. Vercellino Alex26. Zanotti Francesco
Insegnante referente: Vincenzina Palamara

I.C. di Mongrando(BI)

Classe II A Scuola Secondaria di 1° Grado”Boggiani”

La parola sale in cattedra , poi scende e prende nuove strade (…….è questa la scommessa della scuola)”

  1. Berinetti Erik
  2. Bourzaik Ikram
  3. Breglia Davide
  4. Canestrelli Sara
  5. Casellato Giada
  6. Coda Z.Andrea
  7. Crosa Alessio
  8. Di Bitonto Irene
  9. Erbetta Marta
  10. Esposito Elisa
  11. Fante Ilaria
  12. Ghirardi Margherita
  13. Marangoni Alessia
  14. Melis Adele
  15. Moustati Hamza
  16. Palma Christian
  17. Piazza Francesca
  18. Porta Maddalena
  19. Reale Tommaso
  20. Revelchione Matteo
  21. Rosso Francesco
  22. Sansalone Pietro
  23. Subasic Mijamer
  24. Turrin Marco
  25. Vercellino Alex
  26. Zanotti Francesco

Insegnante referente : Palamara Vincenzina

La classe cui è stato proposto un progetto riguardante tematiche tanto delicate è composta da allieve ed allievi molto curiosi ed attenti ai problemi della società attuale. Partendo dalle notizie drammatiche riguardanti i casi di femminicidio in Italia si è quindi iniziato un percorso didattico che ha voluto analizzare le caratteristiche del fenomeno, le sue cause sociali e culturali, i condizionamenti operati dai media nella creazione di stereotipi riguardanti le donne e i fattori di possibile cambiamento.

Le fasi del lavoro ,prevalentemente in situazione di cooperative learning, sono state le seguenti:

  • Brainstorming in classe sulle conoscenze del problema già in possesso delle allieve e degli allievi.

  • Spiegazione generale della tematica da parte dell’insegnante di lettere.

  • Analisi di spot pubblicitari e di illustrazioni tratte da giornali e riviste che danno della donna un’immagine stereotipata , come “oggetto di desiderio” o come “angelo del focolare “.

  • Interviste a mamme e a nonne per conoscere gli eventuali condizionamenti ricevuti in famiglia “in quanto donne”.

  • Lettura di articoli riportanti approfondimenti sull’argomento e rielaborazione dei dati statistici ufficiali .

  • Lettura ed analisi di poesie scritte da donne che hanno sperimentato la violenza nelle sue innumerevoli forme .

  • Realizzazione di una canzone rap contro l’amore “malato”.

  • Riflessione sull’attività svolta e sul percorso personale di crescita raggiunto .

Alla fine, tutte le tappe effettuate sono state riproposte in un video nel quale si è voluto dare rilievo alla funzione della scuola che vede nella PAROLA il suoelemento privilegiato di trasformazione culturale. La parola , quindi ,“sale in cattedra”(… non solo metaforicamente), poi scende per essere condivisa, per essere ascoltata, per essere approfondita, per essere visualizzata, per essere rappresentata, per essere musicata e per percorrere , infine, le innumerevoli strade del mondo attraverso l’evoluzione consapevole raggiunta dai giovani che ci si augura possano essere a loro volta , ed è questo la scommessa degli insegnanti, promotori di cambiamento .

Link al progetto: http://youtu.be/ibM34_yoYbM


Potere alla Parola – Affonda la violenza – 3° A Pino T.

Potere alla Parola – Affonda la violenza – 3° A Pino T.

Studenti: Maria Luciana Jara Chavez
Insegnante referente: Ilaria Fazzina

PROGETTO “POTERE ALLA PAROLA”

MARZO 2014

IC DI PINO TORINESE

CLASSE 3° A

 

La 3° A dell’Istituto Comprensivo di Pino Torinese ha lavorato sul progetto Potere alla Parola prendendo spunto da alcuni personaggi incontrati durante l’attività didattica.

In particolare i ragazzi hanno riflettuto su alcune figure femminili, sulle loro storie e sui modi in cui hanno trovato una possibilità di riscatto dalla violenza subìta.

Le protagoniste dei lavori sono: Artemisia Gentileschi, Bambine soldato, Gertrude Monaca di Monza, Tante Donne Qualunque.

Alcuni ragazzi hanno scelto di lavorare in gruppo, altri individualmente, ad ognuno di loro è stata data la possibilità di realizzare il proprio elaborato scegliendo la modalità e il formato che meglio avrebbe reso il senso di ciò che volevano esprimere.

 

Di seguito l’indice dei lavori presentati:

  1. AFFONDA LA VIOLENZA: è la copertina dell’intero progetto. Disegno di Maria Luciana Jara Chavez che simboleggia la donna violentata che si getta nell’acqua dove lascia la sua esperienza drammatica, per riemergere aggrappandosi a uno scoglio per ricominciare una nuova vita
  2. ARTEMISIA GENTILESCHI: video realizzato da Tommaso Bonetto, Tommaso Delzotto, Francesco Maisto e Gregorio Pagani che ripercorre la vita della grande pittrice che riuscì a riscattarsi dalla violenza attraverso la passione per la pittura. Il video si chiude con un augurio di speranza da quattro adolescenti maschi a tutte le donne.
  3. GERTRUDE, MONACA DI MONZA: pagina di diario scritta da Sara De Benedetti che racchiude lo sfogo di Gertrude di fronte all’ineluttabilità del suo destino; piccolo Book realizzato da Rachele Ciriano e Andreea Pitirut ideato per narrare ai più piccoli le tristi vicende del personaggio manzoniano.
  4. BAMBINE SOLDATO: video realizzato da Francesca Clerico, Elda Facca, Benedetta Gaspardo Moro, Valentina Pastrone e Giulia Vergnano, con testimonianze tratte dalle storie della bambine soldato con un messaggio che contiene l’identificazione in queste bambine e la pretesa del riscatto umano e sociale.
  5. BIOGRAFIA DI UNA DONNA, DI TROPPE DONNE: testo realizzato da Mattia Pulvirenti nel quale, con agghiacciante lucidità, è ripercorsa la storia di violenza di una donna anzi, di troppe donne. Dopo un’esposizione sintetica ma realistica delle risposte al perché della violenza sulle donne, la fine è volutamente rimasta in sospeso nell’augurio che ogni donna possa trovare la strada del proprio riscatto
  6. TAKE YOUR LIFE IN YOUR HAND: slogan conclusivo ideato da Matteo Parisi che racchiude, con un linguaggio immediato, l’epilogo positivo che abbiamo voluto dare a questo progetto.

 

Quando abbiamo iniziato l’attività non avevamo in mente quale sarebbe stato lo sviluppo preciso delle idee iniziali; abbiamo dato alcuni suggerimenti e abbiamo atteso che questi venissero accolti ed elaborati dai ragazzi: questa è la forma che le giovani menti di una classe di tredici/quattordicenni hanno saputo dare ad un tema tanto complesso quanto impellente.

 

Ilaria Fazzina  ilariafazzina@libero.it e Marta Riminucci martarimi@yahoo.it

IC Pino Torinese

Via Molina 21

 

Link al progetto:


Potere alla Parola – Dal diario di Gertrude – 3° A Pino T.

Potere alla Parola – Dal diario di Gertrude – 3° A Pino T.

Studenti: Sara De Benedetti
Insegnante referente: Ilaria Fazzina

PROGETTO “POTERE ALLA PAROLA”

MARZO 2014

IC DI PINO TORINESE

CLASSE 3° A

 

La 3° A dell’Istituto Comprensivo di Pino Torinese ha lavorato sul progetto Potere alla Parola prendendo spunto da alcuni personaggi incontrati durante l’attività didattica.

In particolare i ragazzi hanno riflettuto su alcune figure femminili, sulle loro storie e sui modi in cui hanno trovato una possibilità di riscatto dalla violenza subìta.

Le protagoniste dei lavori sono: Artemisia Gentileschi, Bambine soldato, Gertrude Monaca di Monza, Tante Donne Qualunque.

Alcuni ragazzi hanno scelto di lavorare in gruppo, altri individualmente, ad ognuno di loro è stata data la possibilità di realizzare il proprio elaborato scegliendo la modalità e il formato che meglio avrebbe reso il senso di ciò che volevano esprimere.

Dal Diario di Gertrude, Monaca di Monza:

Caro diario,

odio tutti. Come vorrei essere una bambina su un albero in primavera, quando il sole è alto e l’ erba ai miei piedi è piegata dal vento leggero che ti tocca  come una carezza sul viso; come vorrei non conoscere nessuno, ricominciare in un mondo libero,  gentile.

Come mi piacerebbe fare sempre la scelta giusta… ma qual è? come faccio a capire cosa devo fare in questo mondo cattivo e complicato?  Temo tutto e tutti, la facilità con cui le persone fanno del male e la capacità dei più deboli di subire tutte le ingiustizie,   ma temo soprattutto me stessa e  la capacità con cui io ho imparato a fare del male.  Mi sento obbligata a compiere crudeltà, forse solo per il fatto che anch’ io ne ho subite; nulla è riuscito a fermarmi, né il  male inflitto a qualche  innocente, nè quella speranza che io stessa per tanto tempo ho cercato: la giustizia.

Chiusa tra queste quattro mura, probabilmente riesco a vedere solo la parte negativa del mondo, quella crudele e senza scrupoli, senza paura del  male e di quel gran Signore che è in cielo e che fin da piccola mi hanno costretta a servire.

Anche se non ne posso essere sicura credo che la parte  buona del mondo esista  e credo che sia vicino, se solo fossi in grado di vederla, di capire dov’è…   Ho subito delle crudeltà e non so come mai sento il bisogno di vendicarmi, non riesco a uscire da questo circolo del male da cui scaturisce solo altro male. Oh se ne avessi la forza ! Se riuscissi ad affrontare il mondo, se riuscissi a portare un po’ di giustizia nel mio cuore! Oh se riuscissi a trovare quella parte buona che c’ è in ogni cosa!

Grazie,

Gertrude

Pagina di diario di Gertrude, la  monaca di Monza, personaggio de “ I promessi sposi” di A. Manzoni scritta da Sara De Benedetti, nella quale la monaca scrive i suoi pensieri, la sua confusione mentale.

Progetto POTERE ALLA PAROLA.

 

 

Link al progetto: https://www.youtube.com/watch?v=_L4ZewYvV6c


Potere alla Parola – Gertrude, Monaca di Monza – 3° A Pino T.

Studenti: Rachele Ciriano e Andreea Pitirut
Insegnante referente: Ilaria Fazzina

PROGETTO “POTERE ALLA PAROLA”

MARZO 2014

IC DI PINO TORINESE

CLASSE 3° A

 

La 3° A dell’Istituto Comprensivo di Pino Torinese ha lavorato sul progetto Potere alla Parola prendendo spunto da alcuni personaggi incontrati durante l’attività didattica.

In particolare i ragazzi hanno riflettuto su alcune figure femminili, sulle loro storie e sui modi in cui hanno trovato una possibilità di riscatto dalla violenza subìta.

Le protagoniste dei lavori sono: Artemisia Gentileschi, Bambine soldato, Gertrude Monaca di Monza, Tante Donne Qualunque.

Alcuni ragazzi hanno scelto di lavorare in gruppo, altri individualmente, ad ognuno di loro è stata data la possibilità di realizzare il proprio elaborato scegliendo la modalità e il formato che meglio avrebbe reso il senso di ciò che volevano esprimere.

 

Di seguito l’indice dei lavori presentati:

  1. AFFONDA LA VIOLENZA: è la copertina dell’intero progetto. Disegno di Maria Luciana Jara Chavez che simboleggia la donna violentata che si getta nell’acqua dove lascia la sua esperienza drammatica, per riemergere aggrappandosi a uno scoglio per ricominciare una nuova vita
  2. ARTEMISIA GENTILESCHI: video realizzato da Tommaso Bonetto, Tommaso Delzotto, Francesco Maisto e Gregorio Pagani che ripercorre la vita della grande pittrice che riuscì a riscattarsi dalla violenza attraverso la passione per la pittura. Il video si chiude con un augurio di speranza da quattro adolescenti maschi a tutte le donne.
  3. GERTRUDE, MONACA DI MONZA: pagina di diario scritta da Sara De Benedetti che racchiude lo sfogo di Gertrude di fronte all’ineluttabilità del suo destino; piccolo Book realizzato da Rachele Ciriano e Andreea Pitirut ideato per narrare ai più piccoli le tristi vicende del personaggio manzoniano.
  4. BAMBINE SOLDATO: video realizzato da Francesca Clerico, Elda Facca, Benedetta Gaspardo Moro, Valentina Pastrone e Giulia Vergnano, con testimonianze tratte dalle storie della bambine soldato con un messaggio che contiene l’identificazione in queste bambine e la pretesa del riscatto umano e sociale.
  5. BIOGRAFIA DI UNA DONNA, DI TROPPE DONNE: testo realizzato da Mattia Pulvirenti nel quale, con agghiacciante lucidità, è ripercorsa la storia di violenza di una donna anzi, di troppe donne. Dopo un’esposizione sintetica ma realistica delle risposte al perché della violenza sulle donne, la fine è volutamente rimasta in sospeso nell’augurio che ogni donna possa trovare la strada del proprio riscatto
  6. TAKE YOUR LIFE IN YOUR HAND: slogan conclusivo ideato da Matteo Parisi che racchiude, con un linguaggio immediato, l’epilogo positivo che abbiamo voluto dare a questo progetto.

 

Quando abbiamo iniziato l’attività non avevamo in mente quale sarebbe stato lo sviluppo preciso delle idee iniziali; abbiamo dato alcuni suggerimenti e abbiamo atteso che questi venissero accolti ed elaborati dai ragazzi: questa è la forma che le giovani menti di una classe di tredici/quattordicenni hanno saputo dare ad un tema tanto complesso quanto impellente.

 

Ilaria Fazzina  ilariafazzina@libero.it e Marta Riminucci martarimi@yahoo.it

IC Pino Torinese

Via Molina 21

 

Link al progetto: https://www.youtube.com/watch?v=_L4ZewYvV6c


Potere alla Parola – Biografia di una donna, di troppe donne – 3° A Pino T.

Studenti: Mattia Pulvirenti
Insegnante referente: Ilaria Fazzina

PROGETTO “POTERE ALLA PAROLA”

MARZO 2014

IC DI PINO TORINESE

CLASSE 3° A

 

La 3° A dell’Istituto Comprensivo di Pino Torinese ha lavorato sul progetto Potere alla Parola prendendo spunto da alcuni personaggi incontrati durante l’attività didattica.

In particolare i ragazzi hanno riflettuto su alcune figure femminili, sulle loro storie e sui modi in cui hanno trovato una possibilità di riscatto dalla violenza subìta.

Le protagoniste dei lavori sono: Artemisia Gentileschi, Bambine soldato, Gertrude Monaca di Monza, Tante Donne Qualunque.

Alcuni ragazzi hanno scelto di lavorare in gruppo, altri individualmente, ad ognuno di loro è stata data la possibilità di realizzare il proprio elaborato scegliendo la modalità e il formato che meglio avrebbe reso il senso di ciò che volevano esprimere.

BIOGRAFIA DI UNA DONNA DI TROPPE DONNE

Sono qui in questo sacco strano, in questo mondo liquido e prima o poi dovrò uscire.

Si chiama NASCITA. Io non so se voglio nascere, sono una bambina, che bello!

O no?! Dovrò vestirmi di rosa, giocare con le bambole, a mamma e papà e fare sempre la figlioletta brava ed educata, ma … se non andasse così ?!

Io voglio nascere e fare anche qualcos’altro …

SONO NATA. MA LE COSE NON SONO ANDATE ESATTAMENTE COME PENSAVO E, COME A ME, E’ SUCCESSO A MOLTE ALTRE DONNE.

Non so di preciso cosa è successo fino all’età di 5 anni. Quell’anno mio padre rimase a casa, colpa del licenziamento; i primi mesi si impegnò nel cercare un altro lavoro ma poi si lasciò andare. La zia racconta che iniziò a bere, lei non vuole parlarne ma io ho bisogno di sapere, di conoscere la verità.

Io sentivo mia madre urlare e piangere … credo che mio padre la picchiasse ma non toccò mai me, perché lei si metteva sempre in mezzo; poi un giorno mio padre ricevette una denuncia da parte del vicino … non lo vidi mai più. Nemmeno la mamma.

Fui data in affidamento ad una lontana zia che non avevo mai conosciuto. Lei fece dei grandissimi sforzi e sacrifici ed io degli enormi progressi tornando ad essere una ragazza quasi del tutto normale.

Comunque quando, grazie alla zia, capii cosa fosse successo … beh fu li che decisi che nessuna bambina, ragazza,donna avrebbe più dovuto subire quello che patimmo noi  e fu un po’ una promessa alle altre come me, un po’ una vendetta che riconobbi, o forse giustificai, come legittima.

Crebbi, mi laureai in psicologia e legge. All’età di 35  anni aprii un mio studio e divenni a tutti gli effetti psicologa …. Poi avvocato e poi assistente sociale. Tutto nacque dal desiderio inestinguibile e profondamente radicato in me di aiutare tutte le donne che subissero violenza.

Mi si presentarono tanti casi simili al mio o profondamente diversi, ma tutti uniti e accomunati da quello sfondo … quel concetto, quella sensazione indescrivibile che non capirò mai.

Durante tutti quegli anni di lavoro mi sono impegnata e adoperata al fine di trovare risposte esaurienti agli assillanti interrogativi che sin da bambina  avevo in testa.

 Il principale:

perché violenza sulle donne?

Alcuni studi da me condotti mi hanno condotta alle seguenti risposte:

–         L’uomo si sente più forte (soprattutto fisicamente) e perciò crede di avere il diritto di prendersela con i più deboli

–         L’uomo vede la donna come oggetto di possessività e perciò se essa prova a sottrarsi lui non lo accetta e tenta di “riaverla”

–         La società si è evoluta e l’uomo non vuole lasciare il suo posto di protagonista in essa e cederlo alla donna

–         La donna viene messa in cattiva luce e resa quasi un oggetto da mass media condizionando negativamente il suo valore e sminuendolo agli occhi della società

–         Giustificazione maschile secondo la quale sono le donne a provocare gli uomini scatenando in essi un senso di violenza e diritto ad abusarne

–         Con la rapida e facile diffusione della pornografia l’uomo non si rende conto della gravità dell’atto di violenza compiuto e, paradossalmente, tende a credere che questo alla donna piaccia

–         Questo tipo di violenza è molto evocato dai mass media e ciò fa si che gli uomini non si prendano la responsabilità dell’atto di violenza

–          La donna può anche essere vista come mezzo per soddisfare i bisogni dell’uomo e farlo sentire forte, capace ed importante.

–         Gli uomini non sanno reagire all’emotività della donna e la loro impulsività sessuale li rende incapaci di tenere conto delle esigenze e dei rifiuti della donna

Tutto questo non è però riferito ad un uomo sano di mente o che si trova in condizioni di vita “normali”.

Realizzato da Mattia Pulvirenti

Link al progetto:


Potere alla Parola – Bambine soldato – 3° A Pino T.

Studenti: Francesca Clerico, Elda Facca, Benedetta Gaspardo Moro, Valentina Pastrone e Giulia Vergnano
Insegnante referente: Ilaria Fazzina

PROGETTO “POTERE ALLA PAROLA”

MARZO 2014

IC DI PINO TORINESE

CLASSE 3° A

 

La 3° A dell’Istituto Comprensivo di Pino Torinese ha lavorato sul progetto Potere alla Parola prendendo spunto da alcuni personaggi incontrati durante l’attività didattica.

In particolare i ragazzi hanno riflettuto su alcune figure femminili, sulle loro storie e sui modi in cui hanno trovato una possibilità di riscatto dalla violenza subìta.

Le protagoniste dei lavori sono: Artemisia Gentileschi, Bambine soldato, Gertrude Monaca di Monza, Tante Donne Qualunque.

Alcuni ragazzi hanno scelto di lavorare in gruppo, altri individualmente, ad ognuno di loro è stata data la possibilità di realizzare il proprio elaborato scegliendo la modalità e il formato che meglio avrebbe reso il senso di ciò che volevano esprimere.

 

Di seguito l’indice dei lavori presentati:

  1. AFFONDA LA VIOLENZA: è la copertina dell’intero progetto. Disegno di Maria Luciana Jara Chavez che simboleggia la donna violentata che si getta nell’acqua dove lascia la sua esperienza drammatica, per riemergere aggrappandosi a uno scoglio per ricominciare una nuova vita
  2. ARTEMISIA GENTILESCHI: video realizzato da Tommaso Bonetto, Tommaso Delzotto, Francesco Maisto e Gregorio Pagani che ripercorre la vita della grande pittrice che riuscì a riscattarsi dalla violenza attraverso la passione per la pittura. Il video si chiude con un augurio di speranza da quattro adolescenti maschi a tutte le donne.
  3. GERTRUDE, MONACA DI MONZA: pagina di diario scritta da Sara De Benedetti che racchiude lo sfogo di Gertrude di fronte all’ineluttabilità del suo destino; piccolo Book realizzato da Rachele Ciriano e Andreea Pitirut ideato per narrare ai più piccoli le tristi vicende del personaggio manzoniano.
  4. BAMBINE SOLDATO: video realizzato da Francesca Clerico, Elda Facca, Benedetta Gaspardo Moro, Valentina Pastrone e Giulia Vergnano, con testimonianze tratte dalle storie della bambine soldato con un messaggio che contiene l’identificazione in queste bambine e la pretesa del riscatto umano e sociale.
  5. BIOGRAFIA DI UNA DONNA, DI TROPPE DONNE: testo realizzato da Mattia Pulvirenti nel quale, con agghiacciante lucidità, è ripercorsa la storia di violenza di una donna anzi, di troppe donne. Dopo un’esposizione sintetica ma realistica delle risposte al perché della violenza sulle donne, la fine è volutamente rimasta in sospeso nell’augurio che ogni donna possa trovare la strada del proprio riscatto
  6. TAKE YOUR LIFE IN YOUR HAND: slogan conclusivo ideato da Matteo Parisi che racchiude, con un linguaggio immediato, l’epilogo positivo che abbiamo voluto dare a questo progetto.

 

Quando abbiamo iniziato l’attività non avevamo in mente quale sarebbe stato lo sviluppo preciso delle idee iniziali; abbiamo dato alcuni suggerimenti e abbiamo atteso che questi venissero accolti ed elaborati dai ragazzi: questa è la forma che le giovani menti di una classe di tredici/quattordicenni hanno saputo dare ad un tema tanto complesso quanto impellente.

 

Ilaria Fazzina  ilariafazzina@libero.it e Marta Riminucci martarimi@yahoo.it

IC Pino Torinese

Via Molina 21

 

Link al progetto: https://www.youtube.com/watch?v=qKSCr9J0KmI


Potere alla Parola – Artemisia Gentileschi – 3° A Pino T.

Potere alla Parola – Artemisia Gentileschi – 3° A Pino T.

Studenti: Tommaso Bonetto, Tommaso Delzotto, Francesco Maisto e Gregorio Pagani
Insegnante referente: Ilaria Fazzina

PROGETTO “POTERE ALLA PAROLA”
MARZO 2014
IC DI PINO TORINESE
CLASSE 3° A

La 3° A dell’Istituto Comprensivo di Pino Torinese ha lavorato sul progetto Potere alla Parola prendendo spunto da alcuni personaggi incontrati durante l’attività didattica.
In particolare i ragazzi hanno riflettuto su alcune figure femminili, sulle loro storie e sui modi in cui hanno trovato una possibilità di riscatto dalla violenza subìta.
Le protagoniste dei lavori sono: Artemisia Gentileschi, Bambine soldato, Gertrude Monaca di Monza, Tante Donne Qualunque.
Alcuni ragazzi hanno scelto di lavorare in gruppo, altri individualmente, ad ognuno di loro è stata data la possibilità di realizzare il proprio elaborato scegliendo la modalità e il formato che meglio avrebbe reso il senso di ciò che volevano esprimere.

Di seguito l’indice dei lavori presentati:
1. AFFONDA LA VIOLENZA: è la copertina dell’intero progetto. Disegno di Maria Luciana Jara Chavez che simboleggia la donna violentata che si getta nell’acqua dove lascia la sua esperienza drammatica, per riemergere aggrappandosi a uno scoglio per ricominciare una nuova vita
2. ARTEMISIA GENTILESCHI: video realizzato da Tommaso Bonetto, Tommaso Delzotto, Francesco Maisto e Gregorio Pagani che ripercorre la vita della grande pittrice che riuscì a riscattarsi dalla violenza attraverso la passione per la pittura. Il video si chiude con un augurio di speranza da quattro adolescenti maschi a tutte le donne.
3. GERTRUDE, MONACA DI MONZA: pagina di diario scritta da Sara De Benedetti che racchiude lo sfogo di Gertrude di fronte all’ineluttabilità del suo destino; piccolo Book realizzato da Rachele Ciriano e Andreea Pitirut ideato per narrare ai più piccoli le tristi vicende del personaggio manzoniano.
4. BAMBINE SOLDATO: video realizzato da Francesca Clerico, Elda Facca, Benedetta Gaspardo Moro, Valentina Pastrone e Giulia Vergnano, con testimonianze tratte dalle storie della bambine soldato con un messaggio che contiene l’identificazione in queste bambine e la pretesa del riscatto umano e sociale.
5. BIOGRAFIA DI UNA DONNA, DI TROPPE DONNE: testo realizzato da Mattia Pulvirenti nel quale, con agghiacciante lucidità, è ripercorsa la storia di violenza di una donna anzi, di troppe donne. Dopo un’esposizione sintetica ma realistica delle risposte al perché della violenza sulle donne, la fine è volutamente rimasta in sospeso nell’augurio che ogni donna possa trovare la strada del proprio riscatto
6. TAKE YOUR LIFE IN YOUR HAND: slogan conclusivo ideato da Matteo Parisi che racchiude, con un linguaggio immediato, l’epilogo positivo che abbiamo voluto dare a questo progetto.

Quando abbiamo iniziato l’attività non avevamo in mente quale sarebbe stato lo sviluppo preciso delle idee iniziali; abbiamo dato alcuni suggerimenti e abbiamo atteso che questi venissero accolti ed elaborati dai ragazzi: questa è la forma che le giovani menti di una classe di tredici/quattordicenni hanno saputo dare ad un tema tanto complesso quanto impellente.

Ilaria Fazzina ilariafazzina@libero.it e Marta Riminucci martarimi@yahoo.it
IC Pino Torinese
Via Molina 21

Link al progetto: https://www.youtube.com/watch?v=TCNU-IAMAS4


Potere alla Parola – Take your life in your hand – 3° A Pino T.

Potere alla Parola – Take your life in your hand – 3° A Pino T.

Studenti: Matteo Parisi
Insegnante referente: Ilaria Fazzina

PROGETTO “POTERE ALLA PAROLA”

MARZO 2014

IC DI PINO TORINESE

CLASSE 3° A

 

La 3° A dell’Istituto Comprensivo di Pino Torinese ha lavorato sul progetto Potere alla Parola prendendo spunto da alcuni personaggi incontrati durante l’attività didattica.

In particolare i ragazzi hanno riflettuto su alcune figure femminili, sulle loro storie e sui modi in cui hanno trovato una possibilità di riscatto dalla violenza subìta.

Le protagoniste dei lavori sono: Artemisia Gentileschi, Bambine soldato, Gertrude Monaca di Monza, Tante Donne Qualunque.

Alcuni ragazzi hanno scelto di lavorare in gruppo, altri individualmente, ad ognuno di loro è stata data la possibilità di realizzare il proprio elaborato scegliendo la modalità e il formato che meglio avrebbe reso il senso di ciò che volevano esprimere.

 

Di seguito l’indice dei lavori presentati:

  1. AFFONDA LA VIOLENZA: è la copertina dell’intero progetto. Disegno di Maria Luciana Jara Chavez che simboleggia la donna violentata che si getta nell’acqua dove lascia la sua esperienza drammatica, per riemergere aggrappandosi a uno scoglio per ricominciare una nuova vita
  2. ARTEMISIA GENTILESCHI: video realizzato da Tommaso Bonetto, Tommaso Delzotto, Francesco Maisto e Gregorio Pagani che ripercorre la vita della grande pittrice che riuscì a riscattarsi dalla violenza attraverso la passione per la pittura. Il video si chiude con un augurio di speranza da quattro adolescenti maschi a tutte le donne.
  3. GERTRUDE, MONACA DI MONZA: pagina di diario scritta da Sara De Benedetti che racchiude lo sfogo di Gertrude di fronte all’ineluttabilità del suo destino; piccolo Book realizzato da Rachele Ciriano e Andreea Pitirut ideato per narrare ai più piccoli le tristi vicende del personaggio manzoniano.
  4. BAMBINE SOLDATO: video realizzato da Francesca Clerico, Elda Facca, Benedetta Gaspardo Moro, Valentina Pastrone e Giulia Vergnano, con testimonianze tratte dalle storie della bambine soldato con un messaggio che contiene l’identificazione in queste bambine e la pretesa del riscatto umano e sociale.
  5. BIOGRAFIA DI UNA DONNA, DI TROPPE DONNE: testo realizzato da Mattia Pulvirenti nel quale, con agghiacciante lucidità, è ripercorsa la storia di violenza di una donna anzi, di troppe donne. Dopo un’esposizione sintetica ma realistica delle risposte al perché della violenza sulle donne, la fine è volutamente rimasta in sospeso nell’augurio che ogni donna possa trovare la strada del proprio riscatto
  6. TAKE YOUR LIFE IN YOUR HAND: slogan conclusivo ideato da Matteo Parisi che racchiude, con un linguaggio immediato, l’epilogo positivo che abbiamo voluto dare a questo progetto.

 

Quando abbiamo iniziato l’attività non avevamo in mente quale sarebbe stato lo sviluppo preciso delle idee iniziali; abbiamo dato alcuni suggerimenti e abbiamo atteso che questi venissero accolti ed elaborati dai ragazzi: questa è la forma che le giovani menti di una classe di tredici/quattordicenni hanno saputo dare ad un tema tanto complesso quanto impellente.

 

Ilaria Fazzina  ilariafazzina@libero.it e Marta Riminucci martarimi@yahoo.it

IC Pino Torinese

Via Molina 21

 

Link al progetto:


PAROLA ALLA TERZA C

PAROLA ALLA TERZA C

Studenti: Fiorenza Allemandi - Noemi Benech - Silvia Bosia - Aymane Bousselham - Fabio Bricco - Alessia Congiu - Giada Di Miscio - Didier Donzelli - Gaia Ferrero Regis - Ioana Fratila - Giorgio Galfione - Josei Genre - Letizia Jahier - Daniel Laratore - Ruchai Liu - Arianna Nicola - Marta Peiretti - Andrea Perrachino - Michelle Piva - Nicolò Porporato - Irene Romagnolo - Greta Rumbolo - Noa Stirano Raiteri - Arianna Veglio - Lihuan Zhou
Insegnante referente: Maurizia Manassero

PAROLA ALLA TERZA C
La nostra classe IIIC, Scuola Secondaria di I grado – Istituto Comprensivo De Amicis di Luserna San Giovanni (TO), ha aderito all’ iniziativa del comitato SNOQ di Torino con l’aiuto dell’ insegnante di Italiano Maurizia Manassero.
Discutendo tra di noi abbiamo capito che il problema della violenza sulle donne può essere affrontato con diverse modalità, insieme abbiamo deciso di lavorare sulla prevenzione riflettendo sul come l’educazione che riceviamo, sia famigliare che scolastica, i media, la pubblicità, il linguaggio, influiscano sul nostro comportamento.
I casi di violenza sulle donne avvengono prevalentemente in ambito domestico, tra le cause principali, secondo noi, c’è anche la mancanza di comunicazione, l’assenza della parola.

Per organizzare al meglio il lavoro, dopo aver individuato le varie tematiche, ci siamo divise/i in sei gruppi, per realizzare una presentazione, che potrete visionare, grazie all’aiuto del professor Andrea Primiani, su http://ow.ly/v5tPK .
Ci siamo occupate/i di:
-Pubblicità: per mettere in risalto le pubblicità scorrette, dove compare che solo la donna si deve occupare di tutti i lavori casalinghi
-Ruoli in famiglia: parole per dividersi i compiti in casa
-Parole che diventano stalking
-Pari opportunità di lavoro, pari opportunità di parola
-Parole che fanno bene e parole che fanno male
-Maschi e femmine a confronto: giochi, abbigliamento per bambine e bambini, l’educazione in famiglia.

Ringraziamo SNOQ per averci dato lo stimolo ad approfondire questi argomenti.

Link al progetto: http://ow.ly/v5tPK


Potere alla parola, potere del linguaggio. Proposta per un uso non sessista del linguaggio nella comunicazione scolastica e nella didattica

Potere alla parola, potere del linguaggio. Proposta per un uso non sessista del linguaggio nella comunicazione scolastica e nella didattica

Studenti: Classe VA SPP, Valeria Albamonte, Eleonora Altieri, Immen Ben Alì, Lorenzo Bevacqua, Carmen Ignat, Tracy Iyamu, Carlotta Livrieri, Giuseppe Olocco, Daniela Saia, Irene Smaila, Roberta Soldano, Linyong Wang
Insegnante referente: Maria Teresa Silvestrini Barbara Bertola

Nell’anno scolastico 2012-2013 la nostra classe ha iniziato un percorso di sensibilizzazione sulle questioni di genere con diversi approfondimenti legati alla scelta di preparare per l’esame di maturità un’Area di Progetto (tesina di classe) sulla violenza alle donne. Il primo momento della nostra “presa di coscienza” è stato la visione del film-documentario Il corpo delle donne di Lorella Zanardo nell’ambito di un progetto con la associazione Almateatro. In seguito abbiamo approfondito l’uso del corpo femminile nella pubblicità con l’aiuto di Elena Rosa dell’associazione “Lofficina”.  Successivamente abbiamo indagato i dati e le forme della violenza, abbiamo cercato le radici sociali e antropologiche del dominio maschile, abbiamo provato a ricostruire i tratti del patriarcato nella legislazione, nella società, nella cultura, ci siamo soffermate/i sulla socializzazione di genere attraverso il famoso libro di Elena Gianini Belotti, Dalla parte delle bambine, abbiamo osservato le rappresentazioni della violenza nelle opere di artiste, abbiamo ascoltato le esperienze delle donne che operano nei centri antiviolenza. Molto utili sono stati per noi gli incontri con esperte/i organizzati da Senoraquando nell’autunno 2013.

Nel corso di questo lavoro ci siamo rese/i conto che l’emancipazione giuridica che ha garantito alle donne la parità dei diritti non ha ancora trasformato la società, la cultura, i quadri mentali: nel Novecento le donne hanno conquistato spazi di protagonismo grazie alla parità di diritti sociali, civili e politici, ma la marginalità e l’esclusione sociale e culturale rimangono esperienze possibili e dolorose per ogni donna. La violenza e i femminicidi, raccontati dai media come vicende di cronaca e non come fatti sociali legati al dominio di genere, affondano le loro radici in una cultura della prevaricazione che i movimenti delle donne hanno contrastato e che oggi anche alcuni uomini cominciano a mettere in discussione.

Tra gli argomenti che stiamo affrontando c’è anche il linguaggio: abbiamo così deciso di partecipare al concorso di Potere alla parola con questo documento, che comprende le nostre riflessioni e le nostre proposte sull’introduzione di un linguaggio non sessista nella comunicazione scolastica e nella didattica.

Il linguaggio come sistema complesso e articolato di simboli è uno strumento di comunicazione tipicamente umano: gli animali possono scambiarsi informazioni tramite segni particolari, ma sono gli esseri umani che attraverso il linguaggio costruiscono i significati che danno senso alla loro esperienza, registrano memorie, sviluppano apprendimento, pensiero e intelligenza, costruiscono soggettività.

Innumerevoli scienziate/i sociali incontrati nel nostro programma curriculare di pedagogia, sociologia, psicologia e metodologia hanno approfondito le funzioni del linguaggio nello sviluppo del pensiero, dell’intelligenza, della costruzione di soggettività e relazioni.

Per lo psicologo sovietico Lev Semënovič Vygotskij il linguaggio è funzionale allo sviluppo cognitivo. Inizialmente nel bambino pensiero e linguaggio seguono due linee di sviluppo differenti, indipendenti l’una dall’altra. Intorno ai due anni queste due linee di sviluppo si incontrano e si integrano e da questo momento pensiero e linguaggio iniziano a “collaborare” nel senso in cui il bambino attribuisce significati alle parole. La prima forma di linguaggio è “sociale” e interpsichica. Con l’avanzare dello sviluppo, poi, il linguaggio viene interiorizzato e questo è molto importante in quanto consente la formazione delle funzioni psichiche superiori. Il linguaggio si fa così “intrapsichico”  e diventa la voce attraverso cui il bambino parla a se stesso e il modo in cui pensa. Così il linguaggio diventa un importante strumento di sviluppo cognitivo che permette forme di pensiero che non sarebbero possibili senza di esso (Luigi D’Isa, Psicologia generale, evolutiva e sociale. Temi. Teorie. Applicazioni, Hoepli, Milano, 2009, pp. 110-120).

Per i sociologi americani Peter e Brigitte Berger il linguaggio  è l’istituzione fondamentale della società dal momento che “tutte le altre istituzioni dipendono da un mondo di significati che è stato costruito attraverso il linguaggio e che si può mantenere solo con il linguaggio”. In quanto istituzione il linguaggio ha un potere coercitivo: vale a dire che esiste e che l’individuo non può farne a meno. Attraverso il linguaggio il bambino entra in contatto con la realtà e la oggettivizza dando significati simbolici alle sue parole. Inoltre, sempre grazie a attraverso il linguaggio, l’individuo assume una morale che nell’infanzia è eteronoma in quanto imposta dai genitori, ma che con la crescita diventa autonoma. Anche se il linguaggio è considerato come una istituzione, questo non vuol dire che esso non sia soggetto a trasformazioni. Anzi, il linguaggio muta continuamente e necessariamente, perché non è altro se non “il risultato inevitabilmente fragile dei significati emessi da innumerevoli individui nel mondo” (Peter L. Berger – Brigitte Berger, Sociologia. La dimensione sociale della vita quotidiana, il Mulino, Bologna, 1995 (ed. or. 1975), cap. IV, Che cosa è un’istituzione? Il caso del linguaggio, pp. 81-91).

Il linguaggio non è dunque mera trasmissione di informazioni, è creazione di significati, ha un potere di costruzione della realtà sociale e psichica di donne e uomini.

Se il linguaggio è il sistema simbolico con cui rappresentiamo e costruiamo realtà sociali e soggettive, è evidente che il modo di “dire” le donne nel linguaggio le costituisce come soggetti sociali e individuali.

Il potere della parola è il potere di dire chi e come siamo e quali relazioni abbiamo con gli altri.

Il sociologo francese Pierre Bourdieu, famoso per il concetto di “violenza simbolica”, “quella forma di violenza che viene esercitata su un agente sociale con la sua complicità” (Pierre Bourdieu, Sur le pouvoir symbolique, in “Annales”, 3, 1977, pp. 405-411; Id., Il dominio maschile, Feltrinelli, Milano, 1998), afferma che, essendo tutta la nostra società costruita “attorno all’uomo” e sulla base dei suoi bisogni, i dominati – o per meglio dire le dominate – accettano e interiorizzano inconsciamente questo sistema di pensiero, che poi si risolve in azione, facendolo sembrare come naturale. Questo è possibile, secondo Bourdieu, attraverso le vie simboliche della comunicazione e della conoscenza. “I sistemi simbolici non esercitano solo funzioni di comunicazione e d’integrazione sociale, come per Durkheim, ma operano come potenti strumenti di dominio in quanto sono dei veri e propri agenti costitutivi della realtà. “Le parole fanno le cose”, afferma Bourdieu “perché fanno il consenso sulla loro esistenza e sul loro senso” (Gabriella Paolucci, Pierre Bourdieu. Strutturalismo cognitivista e sguardo relazionale, http://gabriellapaolucci.files.wordpress.com/2008/06/paolucci-bourdieu-def.doc).

Il linguaggio ha dunque rappresentato e costruito le strutture patriarcali delle società.

Il linguaggio include e/o esclude, fissa stereotipi e/o restituisce complessità, segna le linee invalicabili del dominio o apre i margini e i confini al protagonismo delle donne.

“La nostra cultura è da sempre improntata a modelli maschili per entrambi i generi, a partire dal linguaggio che spesso annulla, nel suo uso, il genere femminile” afferma Caterina Righi (L’accoglienza alle donne maltrattate presso i Centri antiviolenza: esperienza e prospettive di una realtà locale, in Voci del verbo violare. Analisi e sfide educative contro la violenza sulle donne, a cura di Chiara Cretella e Cinzia Venturati, I libri di Emil, Bologna, 2010, p. 125).

L’idea che il linguaggio sia uno strumento fondamentale per promuovere emancipazione e protagonismo femminile, per dare visibilità alle donne e contrastare la cultura della violenza e della prevaricazione comincia lentamente a farsi strada nel nostro paese. Già da tempo studiose, linguiste e politiche hanno promosso iniziative che, a partire dal famoso lavoro di Alma Sabatini, Raccomandazioni per un uso non sessista del linguaggio (1987), cercano di sensibilizzare sulla necessità che il linguaggio rappresenti le donne in modo rispettoso e non stereotipato e che le includa come soggetti, rappresentandone i ruoli sociali e pubblici. Per la scuola il progetto POLITE (1996-2000) ha elaborato un codice di autoregolamentazione che include l’attenzione allo sviluppo delle identità di genere nei manuali scolastici e nei materiali didattici.

La recente Risoluzione del Parlamento europeo del 12 marzo 2013 sull’eliminazione degli stereotipi di genere nell’Unione europea istituisce un legame tra stereotipi di genere, discriminazioni e violenza, e sollecita gli Stati membri ad adottare strategie di eliminazione degli stereotipi e delle discriminazioni nella scuola e nella formazione, nella cultura e nelle pubblicità, nel mercato del lavoro. Benché il linguaggio di genere non sia espressamente nominato, si insiste sulla necessità “di un processo di integrazione della dimensione di genere nelle scuole e incoraggia pertanto queste ultime a progettare e a includere nel programma accademico esercizi formativi di sensibilizzazione ed esercizi pratici finalizzati a promuovere l’uguaglianza di genere” nonché “a valutare i programmi di studi e il contenuto dei libri di testo per le scuole nell’ottica di una riforma che conduca all’integrazione delle questioni di genere quale tematica trasversale in tutti i materiali didattici, sia in termini di eliminazione degli stereotipi di genere sia in termini di maggiore visibilità del contributo e del ruolo delle donne nella storia, nella letteratura, nell’arte, ecc. anche nei primi livelli dell’istruzione” (http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P7-TA-2013-0074+0+DOC+XML+V0//IT).

Per questo la nostra proposta, ispirata dal progetto Potere alla parola, è di discutere, accogliere e divulgare nella nostra scuola, l’Istituto Albert Einstein, e, auspichiamo, anche in altre scuole, i criteri per un uso non sessista del linguaggio che già nel 1987 erano stati individuati da Alma Sabatini e che recentemente sono stati riproposti da Cecilia Robustelli e da altre linguiste.

Potere alla parola vuol dire per noi che il Liceo Einstein dovrebbe adottare linee guida per dare visibilità ed esistenza sociale ad allieve, insegnanti, operatrici e che nei programmi e nei libri di testo dovrebbe essere prestata attenzione al modo in cui ruoli, soggettività, rappresentazioni, sono stati di volta in volta costruiti (progetto Polite).

Riteniamo che questo lavoro non possa essere “calato dall’alto”, ma debba essere il risultato di un percorso condiviso di sensibilizzazione e presa di coscienza. E’ necessario organizzare e promuovere momenti di studio, di confronto e di riflessione con esperte, in modo da sedimentare nella “coscienza collettiva” il potere della parola.

Abbiamo pertanto scritto una lettera aperta diretta al Preside, al Consiglio di Istituto, al Collegio docenti nella quale sollecitiamo l’avvio di un percorso per l’adozione di linee guida per un uso non sessista del linguaggio nella comunicazione scolastica e nella didattica.

Questo è il nostro elaborato e la nostra proposta per Potere alla parola che speriamo possa essere estesa ad altre scuole.

Vogliamo pensare a un orizzonte in trasformazione, l’orizzonte del nostro futuro, e vogliamo contribuire a costruirlo.

 

Lettera aperta della classe V A del Liceo SocioPsicoPedagogico

al Preside, al Consiglio di Istituto, al Collegio Docenti, alle allieve e agli allievi, ai genitori, agli operatori e alle operatrici scolastiche

per promuovere presso l’Istituto Einstein l’adozione di linee guida

 per un uso non sessista del linguaggio nella comunicazione scolastica e nella didattica.

 Con questa lettera aperta intendiamo condividere alcune riflessioni scaturite nel corso del nostro lavoro di Area di Progetto sul tema della violenza alle donne che sviluppano i contenuti già presentati nella giornata del 25 novembre 2013, L’Einstein contro la cultura della prevaricazione, quando abbiamo approfondito come alla base delle violenze e delle discriminazioni di genere vi sia una cultura della prevaricazione che ha origini molto antiche nelle strutture patriarcali della società.

Nel corso dei nostri studi e approfondimenti abbiamo compreso come tra le cause delle disuguaglianze di genere siano particolarmente importanti gli stereotipi, i pregiudizi e il linguaggio.

Numerosi scienziati sociali incontrati nel nostro percorso scolastico, dallo psicologo Vygotskij ai sociologi Peter Berger, Brigitte Berger e Pierre Bourdieu, hanno affermato che il linguaggio è uno strumento di costruzione del pensiero, dal momento che attraverso esso parliamo, pensiamo ed interpretiamo simbolicamente la realtà. Essendo una “istituzione sociale”, dunque, il linguaggio è uno degli strumenti formativi per eccellenza.

Tradizionalmente nella lingua italiana si ritiene che il maschile neutro possa comprendere anche il femminile, cioè che sia universale. Tuttavia nel corso dei nostri studi di scienze umane, in particolare di sociologia, abbiamo imparato a “mettere il mondo in questione”, non fermandoci all’ovvio, allo scontato che appare “naturale”. Studiando questi argomenti abbiamo sviluppato una sensibilità per la quale ora ci è chiaro come non sia la stessa cosa dire “ragazzi” per “ragazze”, “i docenti” per “le docenti” o anche “la storia dell’uomo” per “la storia dell’umanità”: non nominare un soggetto significa, dal punto di vista simbolico, annullarne la rilevanza, la visibilità. Ciò che non viene nominato non ha esistenza. L’abitudine a non nominare il genere femminile, di comprenderlo nel maschile, non è più ora per noi scontato, ma è il frutto di una discriminazione culturale e sociale.

Dunque, il linguaggio discriminatorio rispecchia e produce rapporti di disuguaglianza e discriminazione da cui possono nascere e da cui possono essere legittimati episodi di violenza.

Proponiamo pertanto l’avvio di un lavoro condiviso tra docenti e studentesse/studenti finalizzato a identificare, sulla base delle indicazioni già elaborate da Alma Sabatini e Cecilia Robustelli, delle linee guida da usare nella comunicazione scolastica istituzionale (documenti, circolari, verbali, sito internet, ecc.) e nella didattica che comprendano il genere femminile. Proponiamo in particolare di costituire un Gruppo di lavoro con le persone interessate e di organizzare una giornata di studi sul tema nel prossimo anno scolastico.

Con questa nostra proposta vogliamo indicare un orizzonte in trasformazione, l’orizzonte del nostro futuro, e vogliamo contribuire a costruirlo.

La classe VA

 Valeria Albamonte, Eleonora Altieri, Immen Ben Alì, Lorenzo Bevacqua, Carmen Ignat, Tracy Iyamu, Carlotta Livrieri, Giuseppe Olocco, Daniela Saia, Irene Smaila, Roberta Soldano, Linyong Wang

Cronologia, bibliografia e sitografia

1987 Alma Sabatini pubblica le Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana che rappresenta ancora oggi il punto di riferimento fondamentale sul tema del linguaggio non sessista.

Alma Sabatini (a cura di), Il sessismo nella lingua italiana, Presidenza del Consiglio dei Ministri e Commissione Nazionale per la Parità e le Pari Opportunità tra uomo e donna, 1987.

1997  Le raccomandazioni di Sabatini vengono riprese nel Manuale di stile – Strumenti per semplificare il linguaggio delle amministrazioni pubbliche con cui si forniscono indicazioni agli organi delle pubbliche amministrazioni.

Manuale di stile. Strumenti per semplificare il linguaggio delle pubbliche amministrazioni, a cura di Alfredo Fiorito, Presidenza del Consiglio dei Ministri. Funzione Pubblica, il Mulino, Bologna, 1997.

 1996-2000 Progetto Polite (Pari Opportunità nei libri di testo): nel 2000 pubblica “Saperi e Libertà”, un vademecum destinato agli autori e all’intero mondo della scuola che invita ad adottare un codice di autoregolamentazione per prestare attenzione nei libri di testo e nei materiali didattici allo sviluppo dell’identità di genere.

Codice di autoregolamentazione Polite. Pari opportunità nei libri di testo http://media.pearsonitalia.it/0.830052_1355407263.pdf

2007 La direttiva Misure per attuare parità e pari opportunità tra uomini e donne nelle amministrazioni pubbliche rinnova la raccomandazione a usare in tutti i documenti di lavoro un linguaggio non discriminante e ad avviare percorsi formativi sulla cultura di genere. I criteri linguistici fanno riferimento alle Raccomandazioni di Sabatini.

http://www.urp.gov.it/allegati/Dir_23_05_2007.pdf

2008 Sul sito della rivista Noi donne viene lanciato un appello per sostenere la proposta, indirizzata alla ministra alle Pari Opportunità Barbara Pollastrini, per un uso della lingua italiana rispettoso dell’identità di genere. I criteri linguistici fanno riferimento alle Raccomandazioni di Sabatini.

Ciò che non si dice non esiste, intervista a Cecilia Robustelli di Elena Ribet (2008), http://www.noidonne.org/articolo.php?ID=01578

2008 Il Parlamento europeo pubblica La neutralità di genere nel linguaggio usato al Parlamento europeo, un opuscolo sull’uso del linguaggio di genere all’interno dei propri atti.

2010  L’Accademia della Crusca collabora con il Comune di Firenze al progetto Genere & linguaggio e alla pubblicazione delle prime Linee guida per l’uso del genere nel linguaggio amministrativo

Cecilia Robustelli, Linee guida per l’uso del genere nel linguaggio amministrativo, Progetto Genere e linguaggio. Parole e immagini della comunicazione, Firenze, Comune di Firenze, 2012.

 2013     La Presidente dell’Accademia della Crusca, Nicoletta Maraschio (…) tiene a ribadire l’opportunità di usare il genere grammaticale femminile per indicare ruoli istituzionali (la ministra, la presidente, l’assessora, la senatrice, la deputata ecc.) e professioni alle quali l’accesso è normale per le donne solo da qualche decennio (chirurga, avvocata o avvocatessa, architetta, magistrata ecc.) così come del resto è avvenuto per mestieri e professioni tradizionali (infermiera, maestra, operaia, attrice ecc.). La posizione dell’Accademia è documentata da iniziative diverse: il Progetto genere e linguaggio svolto in collaborazione col Comune di Firenze; la Guida agli atti amministrativi, pubblicata dalla Crusca e dall’Istituto di Teoria e Tecnica dell’Informazione Giuridica del Consiglio Nazionale delle Ricerche ITTIG-CNR.

            Infermiera sì, ingegnera no?, di Cecilia Robustelli, marzo 2013, http://www.accademiadellacrusca.it/it/tema-del-mese/infermiera-s-ingegnera

            La Crusca risponde: il ministro o la ministra?, 2013, http://www.accademiadellacrusca.it/it/comunicato-stampa/crusca-risponde-ministro-ministra

 

 

 

Link al progetto: http://gabriellapaolucci.files.wordpress.com/2008/06/paolucci-bourdieu-def.doc


TIENI GIU’ LE MANI, video “ UNA DOMENICA DA DIMENTICARE” : Scuola Internazionale Europea Altiero Spinelli di Torino (Classe 4C)

TIENI GIU’ LE MANI, video “ UNA DOMENICA DA DIMENTICARE” : Scuola Internazionale Europea Altiero Spinelli di Torino (Classe 4C)

Studenti: Betty Richardson, Cinzia Molinatto, Federica Albo, , Lorena Gallizia, Martina Morini, Virginia Criscenti , Zahra Ed Darrak. Selezione brani musicali: Marco Luparia. Montaggio: Massimo Auci
Insegnante referente: Prof. Elena Napolitano - Scuola Internazionale Europea Altiero Spinelli di Torino

Presentazione video: Il video riprende una breve storia, opportunamente sceneggiata, che racconta una vicenda di ordinaria violenza.
Ordinaria perchè purtroppo accade tutti i giorni; ordinaria perchè certe vicende accadono sotto gli occhi di tante persone, spesso nella totale indifferenza.
Non più ordinaria quando sono ragazze e ragazzi, la scuola, le associazioni e soprattutto le persone che si fanno carico di dire: BASTA ALLA VIOLENZA.
TIENI GIU’ LE MANI rappresenta l’ultima di una serie di iniziative svolte in stretta sinergia tra il Telefono Rosa Piemonte e la Scuola Internazionale Europea Altiero Spinelli di Torino.
Nel corso degli anni, diverse classi hanno partecipato a svariate iniziative di formazione. Si è passati dalla rappresentazione multiartistica della violenza (con utilizzo di tecniche fotografiche, pittoriche, audio e video). Nel corso del 2012 è stato anche realizzato uno spot video utilizzato da diverse testate giornali televisive (tra le quali RAI3) per illustrare le iniziative per la Giornata Internazionale contro la Violenza alle Donne. Un video e uno slogan (GIU’ LA MASCHERA) che rappresentava un chiaro invito alle vittime di violenza a non nascondersi, ma anzi a trovare immediate soluzioni per l’uscita dalla violenza.
Nei diversi percorsi, si sono poi utilizzati percorsi psicomotori, utilizzo di striscioni, slogan e materiali divulgativi: tutto per comprendere la relazione tra i generi e le questioni che rendono necessario distinguere i conflitti dalla violenza.
Nel corso degli ultimi mesi del 2013, si è svolto un intervento specifico dedicato ai maltrattanti. Se la violenza, nelle sue diverse forme, da quelle dirette e di tipo fisico a quelle psicologiche fino ad arrivare alle forme di persecuzione tramite i social network e le nuove tecnologie, è una reatà ben conosciuta ai giovani, in questa occasione si è cercato di comprendere attraverso quali dinamiche un uomo (o un ragazzo) possa diventare un persecutore o un violento. Circa il 20% delle giovani ragazze sono vittime di azioni violente; molte (e molti) sono coloro che hanno assistito o assistono alla violenza. Un numero significativo di ragazzi ha utilizzato mezzi informatici per screditare, vittimizzare o perseguitare delle coetanee.
Tieni giù le mani è il contesto in cui sono nate canzoni (testo e musica), banner in stoffa, poesie, dialoghi e monologhi: fino a UNA DOMENICA DA DIMENTICARE, il video che viene presentato in questa occasione

Professoressa Elena Napolitano – Scuola Internazionale Europea Altiero Spinelli di Torino

Link al progetto: http://youtu.be/OZ0xm2H5rAE


Non oggetti, donne!

Non oggetti, donne!

Studenti: gli alunni della III H: Cinzia Andreotti, Atzori Valentina, Cristian Bellini, Anais Bessone, Luca Bongiovanni, Beatrice Cacio, Lisa Cilenti, Davide De Nicolo, Simone Francullo, Niccolò Giordano, Giulia Guastamacchia, Giuseppe Iandolino, Pasquale Intellicato, Daniela Leone, Andrea Novo, Federica Perrone, Paolo Pinelli, Emanuele Romano, Simone Rota, Alessandra Speziale.
Insegnante referente: Marco Callea, Ermanno Morello, Deborah Taricco

I ragazzi della III H della S.M.S. Don Milani di Venaria Reale (To), attraverso un percorso interdisciplinare condotto dagli  insegnanti di Lettere e di Arte e Immagine, coadiuvati dall’insegnante di sostegno,  hanno riflettuto sul concetto di stereotipo di genere e hanno provato a interrogarsi su quali siano le loro opinioni sul ruolo della donna nella società, cercando poi di capire in che misura tali opinioni siano condizionate da luoghi comuni  diffusi e in particolare dai messaggi veicolati dalla pubblicità.

Attraverso un’analisi critica dei testi pubblicitari, hanno quindi preso coscienza di quanto spot e manifesti propongano un’immagine della donna stereotipata, spesso ridotta ad un oggetto associato alla merce pubblicizzata, e di come questo sia uno dei fattori all’origine della dilagante violenza sulle donne.

E’ così nata l’idea di usare quanto imparato per dare forma alla propria creatività e, a gruppi, ideare pubblicità (spot radiofonici, manifesti, brevi clip, …) che promuovano un messaggio antitetico a quello che imperversa: “non oggetti, donne!”

Il videoclip documenta il percorso di crescita che i ragazzi hanno compiuto, iniziando a mettere in discussione, almeno in parte, la propria visione della figura femminile e dei rapporti tra i sessi.

 

Link al progetto: https://www.youtube.com/watch?v=zTc_cme0XK0


Lib(e)ri di…

Lib(e)ri di…

Studenti: Bianco Francesco, Chiaravalloti Domenico, Colacitti Giovanni, Costa Francesco, De Stefani Silvia, Gualtieri Simone, Iania Martina, Marcella Luca, Patruno Giuseppe, Piperissa Umberto, Piroso Giuseppe, Russo Saverio, Samà Francesco
Insegnante referente: Anna Staropoli

Dopo un percorso formativo si è deciso di realizzare questo spot contro la violenza sulle donne  cercando di coinvolgere tutti gli studenti dell’Istituto. Abbiamo deciso di affiggere  in un punto di passaggio della nostra scuola una serie di cartelloni sui quali i nostri compagni avrebbero duvuto scrivere un loro pensiero su questa tematica. Diversi sono stati i messaggi lasciati accanto ad una fotografia di una donna vittima di violenza con la frase “Io libera di”. Così, come da noi previsto, ci sono stati messaggi sia positivi che negativi, portandoci ad una riflessione più approfondita sul pensiero attuale di noi giovani rispetto a questa tematica. Con questo progetto abbiamo voluto manifestare nei confronti dei nostri coetanei la nostra posizione rispetto all’argomento, manifestando il nostro dissenso rispetto ai pensieri negativi che abbiamo riscontrato nel nostro istituto.( Istituto per geometri con maggioranza di iscritti maschile).

Nell’ottica del coinvolgimento di tutta la scuola,  è nata l’idea di realizzare, oltre al video, anche la colonna sonora dal titolo “Sangu amaru”(sangue amaro) che accompagna l’opera. La colonna sonora è stata scritta e musicata da un gruppo che frequenta il nostro istituto e sono stati in grado di realizzare una canzone che risulta un vero e proprio manifesto sull’importanza della figura femminile, con i suoi sacrosanti diritti e la sua libertà Con questo video, con il quale abbiamo anche partecipato al concorso “Noi e le donne” promosso dall’Ufficio scolastico territoriale di Novara, abbiamo voluto lanciare un messaggio ai nostri coetanei su quanto spesso i nostri pensieri e le nostre idee, siano influenzate negativamente da pregiudizi, dalla non conoscenza delle cose e da ciò che ci circonda.

Link al progetto: http://liberi2014.wordpress.com/


Siedi e Ascolta

Siedi e Ascolta

Studenti: Cocco Giorgia, Cuorvo Desireè, Fileccia Elisa, Gavioli Anita, Giugno Alice, Manassero Cristina, Rossini Miriam, Simbula Martina (4Acm)Gigliotti Giorgia, Markeci Monika, Mollo Alessandra, Puzzo Carmela, Rubinato Veronica (4Acm)Onesti Nikla (2Att)Cordaro Maurizio (5Ctur)Valvano Stefano (studente DAMS)
Insegnante referente: Concetta Tonti

L’intento di questo lavoro, nato nell’ambito di un laboratorio teatrale, non è stato quello di produrre dei testi da rappresentare quanto quello di analizzare, valutare e approfondire il tema della violenza di genere che è stato affrontato sia sul piano storico, partendo da Liliana Ingargiola e dall’occupazione, avvenuta a Roma, del 2 Ottobre del 1976 di uno stabile in via del Governo Vecchio, primo centro antiviolenza sessuale, casa delle donne e consultorio self help, fino ad arrivare al DL 14/08/2013, convertito nella legge 199/2013.

Attraverso il processo del Circeo e le figure di Tina Agostena Bassi, Franca Viola e Giovanna Reggiani sono stati poi affrontati i temi del reato contro il pudore, del delitto d’onore, della trasformazione della donna da vittima a imputata, dell’abolizione del matrimonio riparatore e della criminalizzazione degli stranieri e della deriva securitaria della violenza di genere, definizione data dall’ONU alla violenza sulle donne nel 1993.
Successivamente sono state analizzate le diverse tipologie di violenza:

  • Maltrattamento e sopruso fisico
  • Maltrattamento psicologico
  • Maltrattamento economico
  • Stolking
  • Abuso sessuale

I contesti del maltrattamento, la frequenza degli abusi, la sofferenza psicologica nel maltrattamento e la sintomatologia ad essa correlata, la violenza domestica in gravidanza, le modalità di accoglienza nei centri anti violenza e gli strumenti giuridici per combatterla e/o contrastarla.
Di non meno interesse è stata la trattazione delle figure dei maltrattanti di cui sono stati analizzati i profili e le caratteristiche fondamentali vedendo in essi altrettante vittime da curare.
Tutto lo studio è stato accompagnato dalla lettura di documenti e dalla visione di filmati come ad esempio “Processo per stupro”, realizzato da Loredana Rotondo nel 1979 e “Il monologo” di Franca Rame che hanno poi portato all’edizione di questo lavoro, che non ha la pretesa di essere un’opera letteraria e rimane solo un’esercitazione scolastica, con l’obiettivo di promuovere nelle giovani donne, che frequentano l’Istituto, l’autodeterminazione e il diritto a vivere la propria vita fuori dalla violenza e dalla discriminazione di genere.
Tre sono i testi nati all’interno del progetto: “Scarpette rosse”, scritto da Desireè Cuorvo,Gavioli Anita, Miriam Rossini, Martina Simbula della classe IV A c.m., un monologo dal titolo “La violenza sulle donne ha tante facce” e “Siedi e ascolta”, composto da quattro scene autonome e scritti dagli allievi Maurizio Cordaro (classe V C tu), Elisa Fileccia (classe IV A c.m.), Giorgia Gigliotti, Markeci Monika, Alessandra Mollo, Carmela Puzzo, (classe III A c.m.) Nikla Onesti (classe II A tt, Alessandra) col contributo di Mercede Zucca, esperta di teatro di Amnesty International, di Stefano Valvano, studente del DAMS di Torino.
Il 14/12/2013 il testo “Siedi e ascolta” col contributo di Enrica Cerrano, docente di musica, che ha selezionato gli adattamenti musicali, ha dato vita ad una successiva rappresentazione scenica, che ha permesso di revisionare i testi, apportando le dovute modifiche e correzioni nel testo originale.
L’allievo Matteo Giachin della classe IV C p.r. ha invece prodotto la locandina dello spettacolo teatrale e la copertina dell’edizione cartacea e la realizzazione di tutto lo spettacolo ha richiesto anche la partecipazione di ex allievi e di genitori.

Professoressa Concetta Tonti

Link al progetto: https://www.youtube.com/watch?v=Eliy7aD_e8A


Noi contro il silenzio

Noi contro il silenzio

Studenti: Giada Notarangelo; Alessia Gambino; Enrico Toscano; Matteo Scifo.
Insegnante referente: Lara Centonze

Abbiamo tentato con questo video di rappresentare come la parola possa impedire la violenza sulle donne. L’idea ci è venuta dopo aver trattato in classe l’argomento con la nostra professoressa che ci ha fatto leggere alcuni documenti tratti dal libro di geografia e altri estrapolati dal web e analizzati sulla nostra LIM. L’ argomento era la violenza sulle donne.

Siamo stati divisi in vari gruppi ed al nostro gruppo è venuta l’idea di realizzare un video, in cui venivano mimate scene di comuni rapporti fra adolescenti di entrambi i sessi che secondo noi si realizzavano nella maniera sbagliata. Con l’uso di cartelloni abbiamo cercato di evocare quella voce che spesso alle donne viene meno nel denunciare gli abusi subiti; quella voce che si ha paura ad usare, a sussurrare, ma che deve diventare un grido di protesta e una richiesta di aiuto. Solo in seguito alla reazione, alla presa di coscienza del diritto alla felicità da parte delle donne, si possono instaurare quei rapporti umani giusti ed equilibrati che noi ci auguriamo per noi stessi. La parte finale del nostro lavoro rappresenta questa speranza con cui dobbiamo convivere e che vogliamo portare avanti.
Alessia Gambino, Giada Notarangelo, Matteo Scifo, Enrico Toscano

Link al progetto: https://www.youtube.com/watch?v=_4yz-ypjR2M