Oggi Beatrice Bonato, Flavia Conte, Claudio Tondo e Francesca Scaramuzza hanno presentato in un incontro due libri, frutto della loro collaborazione con altri autori.

“Fabbricare l’uomo” e “Conversazione sul Postmoderno” sono due testi che trattano due importanti tematiche della filosofia contemporanea: il postumano e il postmoderno. A proposito del primo tema, Beatrice Bonato e Claudio Tondo ne hanno fornito una loro definizione, spiegandolo come il superamento dell’uomo e la sua fabbricazione attraverso la scienza e la tecnologia di oggi.

Ciò non comporta la rinuncia al progresso e all’emancipazione intesi come miglioramento dell’uomo nelle sue caratteristiche fondamentali: la sua responsabilità verso il futuro, la considerazione di se come superiore rispetto a qualsiasi altro animale, e la capacità di provare empatia ed essere sensibile.

E come animale, come si comporta l’uomo nei confronti degli altri animali? Ci ha risposto la dottoressa Francesca Scaramuzza, autrice di un articolo sulla trasformazione dell’animale in una macchina di laboratorio per le sperimentazioni scientifiche.

L’uomo vive due tipi di rapporto con l’animale: un rapporto violento, dove non esiste simmetria e parità ma dominio e, d’altra parte, un rapporto di affetto, nel quale l’uomo si fa carico dell’animale e lo carica di aspettative.

Flavia Conte ha invece introdotto il concetto di postmoderno, che nasce nel pensiero degli anni ’70 del secolo scorso, come sviluppo di un concetto estetico affrontato tra le due guerre mondiali.

La professoressa ha spiegato che il postmoderno e la modernità non hanno un rapporto di successione, poiché il primo nasce nell’erosione dell’altra nel momento in cui avviene la delegittimazione del sapere, ovvero quando la conoscenza non viene più concepita con una direzione e un fine ma in continuo mutamento ed evoluzione.

L’aspetto più interessante è stato sicuramente quello legato alle tematiche non solo del postumano ma anche del postumanesimo, come lo sviluppo della cultura di questo secolo.

Chiara Cozzarini e Silvia Pivetta