Yascha Mounk, uno dei più grandi esperti della crisi della democrazia liberale e della crescita del populismo, alle ore 15:30 nella sala blu nel Padiglione 2 ha presentato il suo libro Popolo VS Democrazia in una coinvolgente conversazione con il direttore de La Repubblica, Mario Calabresi: si discute sulla crisi della democrazia tradizionale che si sta trasformando in una democrazia senza diritti. Questo tipo di governo si dimostra rigido nei confronti delle minoranze e talvolta in stati come l’Ungheria, la Polonia, la Russia e il Venezuela comporta l’instaurarsi di un regime di fatto dittatoriale che ha il controllo quasi assoluto sui mezzi di comunicazione e sulle elezioni. Per tutelare la democrazia tradizionale bisognerebbe valorizzare la libertà individuale e l’autogoverno collettivo che ne sono i principi cardine.

Alla domanda di Calabresi sul perché il populismo si stia sviluppando così velocemente Mounk risponde che ci sono alcuni fattori comuni che fanno in modo che questa crescita non si arresti: il primo è l’inequivocità dell’immagine che una persona influente o  un politico può dare al popolo tramite un parziale controllo dei mezzi di comunicazione grazie al potere che esercita, cosicché le persone abbiano un’ unica opinione del personaggio senza che esso sia attacabile; il secondo è il ruolo che la trasformazione delle reti sociali ha nella propaganda che riesce ad arrivare a un maggior numero di persone. Il populismo, conclude Mounk, non ha avuto successo perché si trova al suo apice in una società tendenzialmente monoculturale e monoreligiosa in un momento in cui la realtà si sta trasformando per diventare multietnica.

Federica Balia e Stefano Serafino