Ciao ragazzacci!” è così che Piero Pelù apre la conferenza salutando, come un vero rocker, tutto il pubblico. Questo, radunatosi nell’arena del Bookstock village, è talmente numeroso che quasi non si respira e una grande parte si ammassa fuori dai cancelli. Con lui c’è il musicista e regista Mauro Pagani affiancati dal lavoro di Enzo Gentile e Alberto Tonti: il Dizionario del Pop-Rock 2014.

Al linguaggio musicale è paragonata la letteratura. Infatti Pelù trova che tra questi vi siano molte similitudini poiché una “canzone in versi” può sintetizzare un’ intera biografia. La formazione musicale equivale al carattere dei singoli individui che dipende dall’educazione ricevuta dai genitori e dai generi ascoltati già da bambini. Per il musicista le sue colonne portanti sono tre: “Vengo anch’io no tu no” di Enzo Jannacci e Dario Fo,”Revolver” dei Beatles, “Paranoid” dei Black Sabbath.

Interrogato sul futuro della società odierna e la tematica del lavoro lui cita: “Se tu ad un uomo dai un pesce mangerà per un giorno. Se gli darai una canna (senza doppi sensi) e gli insegnerai a pescare mangerà per tutta la vita.

 

A fine conferenza, catapultati in un camerino, ci rilascia questa intervista:

In relazione alla tua autobiografia appena uscita, perché il ribellarsi diventa così importante e fondamentale?

“Allora bisogna capire questo: non è che bisogna ribellarsi a prescindere, solo perché fa figo. Ribellarsi significa innanzitutto avere coscienza di quello che sta succedendo intorno a noi. In questo è fondamentale tenersi  informati e sapete oggi quanto sia difficile. Quindi bisogna cercare di leggere più fonti di informazione possibile. A questo punto sarà la nostra coscienza a decidere se vivere da Yes man, all’interno di una massa senza cervello, oppure se vivere la propria vita come individui liberi e con la voglia di affermare il fatto che siamo essere viventi e non solo vegetali, con tutto il rispetto per il mondo vegetale.”

Il tema del salone è il Bene, cos’è per te?

“Il bene può essere una cosa soggettiva, bisogna stare un po’ attenti, cos’è il bello? Io lo dico in una canzone mia che si chiama mille uragani: non è la bellezza che ci salverà ma la purezza. Quando ci troviamo di fronte ad anime pure allora lì vi è dentro il bene, il bello e tutto quello che è positivo e costruttivo. Gli altri possono essere strumenti particolarmente pericolosi perchè possono manipolare le menti delle persone. Quindi quello che posso dire a voi ragazzi è di essere estremamente legati alla realtà vostra di scolari, di ragazzi del quartiere, della vostra città. Ma poi leggete, cercate di leggere tanto e di rimanere informati con il cartaceo e con quello che si legge su internet. State rock ragazzi.

Ludovico Bossi e Giulia Giacomino

Redazione Liceo Alfieri