Quest’anno il Salone di Torino ricorda uno dei più straordinari autori cileni del XX secolo: Pablo Neruda. Considerato un “escritor comprometido” per la sua forza di volontà, la sua audacia e la sua vitalità, scrisse testi duri e malinconici allo stesso tempo. Nella poesia “America”, per esempio, c’è un’evidente rivendicazione del senso di appartenenza al suo paese, alla sua patria, il Cile: luogo di grandi contraddizioni, ma pur sempre amato e ricordato (soprattutto a causa del suo esilio nella Isla Negra). In “Explico algunas cosas” troviamo forse la parte più intima e indignata di Neruda: descrive infatti la sua “casa de las flores”, ricorda i vecchi amici Alberti e Garcìa Lorca e critica la distruzione generale della Spagna, durante la Guerra Civile. Insomma, Pablo Neruda, che portò la poesia ad essere “compromiso polìtico, economico y socìal”, con il suo grido di denuncia resterà sempre nel cuore dell’America Latina e della Spagna. E grazie al Salone, chissà, verrà riscoperto anche da tanti italiani.

Irene Camerani, Liceo Ariosto Ferrara