Ore dieci del mattino,  caffe’ bevuto e blocco appunti a portata di mano, mi reco celermente in corso Massimo d’Azeglio 46,  ritrovo stabilito per il percorso San Salvario, visita guidata per le vie del suddetto quadrilatero .

Ad attendermi (sono l’ultima arrivata,com’é mia consuetudine , viva la sincerità ) una piccola folla di cinquanta persone, di ogni età, giovani e anziani, vispi e apparentemente molto più reattivi di me, poco abituata alle “alzatacce” domenicali. Conosciamo la nostra guida, Laura, una giovane ragazza che sarà la  sorgente delle nozioni che arricchiranno le nostre menti nel corso della mattinata , da anni , ci racconta,collabora con l’associazione passeggiate letterarie ,creata della dottoressa Alba Andreini,  un progetto che propone durante tutto l’anno interessanti percorsi d’approfondimento per le vie e le piazze di Torino. La mia “Virgilia”, dopo una breve introduzione di San Salvario, che ci racconta essere una zona molto “raccontata” da scrittori e poeti dal 1800 in poi, nonchè ricettacolo delle culture, estrazioni sociali e  religioni più disparate, subito comincia a passo svelto degno di una lepre a guidarci per il nostro itinerario, che si snoda da Corso Massimo a Porta Nuova, e passa attraverso luoghi ben noti a tutti i Torinesi come  il parco del Valentino, via Pallamaglio ( attuale via Odino Morgari ) , corso Marconi  e  largo Saluzzo.  Ogni anfratto e scenario attraversato veniva da lei animato con la lettura dei brani di innumerevoli autori. La passeggiata si è così  tramutata in un vivido viaggio nel passato, ogni via, per quanto deserta, si è accesa della luce e dei colori evocati dalle parole degli scrittori, variando il suo aspetto a seconda del tono della loro narrazione. E’ capitato così di passare dall’irriverenza  della vivacissima Carolina Invernizio , che con una punta di ironia profilava dinanzi ai nostri occhi le due facce di Torino, aristocrazia e classe operaia , alla giocosa voce di Natalia Ginzburg,  che ci fa sorridere con la descrizione del malcontento di sua madre  (” costretta” per necessità economiche a vivere in via Pallamaglio) , fino ad arrivare alla profondità di Primo levi e Cesare Pavese, narratori dei lati più oscuri e malinconici della città. Un’esperienza variegata e intrigante, davvero unica nel suo genere e decisamente impressionante per la sua comunicatività. Prima di questa mattina pensavo di conoscere Torino, per il solo fatto di esserci vissuta dalla nascita, ma sono bastati i racconti di Laura e le testimonianze degli autori ( miei concittadini, ma ben più informati di me) a farmi ravvedere. Ora sono più informata riguardo il passato della mia città, come tutti i mie odierni compagni di ventura.  Ecco l’efficacia dei progetti culturali, l’ho sperimentata in prima persona. Per comprendere il presente è necessario conoscere il passato, sosteneva Tucidide, e direi che questo progetto ha decisamente colto lo spirito di questa citazione.

                                                                                                                                                                                         Federica Giuliano

                                                                                                                                                  Bookblog, Liceo classico ” Vittorio Alfieri”