Oggi, sabato 7 ottobre 2017, presso i Giardini Sambuy in piazza Carlo Felice, si è tenuto un incontro di presentazione del nuovo libro di Dario Voltolini: “Pacific Palisades”.

Nel gazebo in cui si è svolto l’evento abbiamo visto intervenire l’autore stesso, Dario Voltolini, e Antonella Giani, che gestisce “Giardino Forbito”, associazione che ha ospitato questo e molti altri incontri e che quotidianamente promuove e sostiene la cultura attraverso la vendita di prodotti indirizzati alla sostenibilità.

Grazie a questa discussione abbiamo appreso molto dell’opera e dell’autore, il quale ha deciso di inserire all’interno del libro molto della sua vita privata.

Nel compimento della sua opera, Voltolini è stato aiutato da Alessandro Baricco, il quale metterà in scena ciò che l’autore ha voluto raccontarci, tramite la lettura di alcuni dei passi e delle sezioni più importanti del libro. La messa in scena avverrà dal 12 al 22 ottobre presso il festival RomaEuropa, con la partecipazione esclusiva di Nicola Tescari, che si occuperà delle musiche che accompagneranno Baricco nella lettura.

Ciò che ha colpito molto di “Pacific Palisades” è la tecnica stilistica con cui è stato scritto. Infatti inizialmente l’opera doveva essere “una striscia unica di parole senza titoli”, come afferma Voltolini, ma secondo il consiglio di Baricco, lo scrittore ha deciso di inserire dei titoli per frammentare l’opera e comporre delle sezioni. Inoltre Voltolini utilizza una particolare tecnica di scrittura che può definirsi un incontro tra prosa e poesia, poiché l’autore ha deciso di scrivere ciò che gli passava per la testa, senza tanti cambiamenti, ma aggiungendo degli “a capo”, che rendono l’opera un testo più poetico.

Il titolo del libro deriva da un’esperienza vissuta dallo scrittore, il quale vide veramente questi “pacific palisades”, ovvero “palizzate sul Pacifico”. Ma lui volle interpretare questo nome in maniera diversa, attribuendogli il significato di “palizzate pacifiche”. Con questa questa sua interpretazione, vuole indicare «quel luogo molto sorgivo dentro ciascuno di noi, in cui noi veniamo al mondo in continuazione, come se fosse una sorgente, vicino alla quale noi poniamo delle “palizzate pacifiche”, che non vanno intese come una barriera contro il mondo, ma che anzi sono corruttibili e da noi ricomponibili» come afferma l’autore stesso.

Voltolini ha concluso l’incontro affermando che ha intenzione di proseguire un progetto iniziato con la pubblicazione nel 2001 di “Primaverile” e con quella più recente di “Autunnale”, aggiungendo alla serie di libri “Invernale” ed “Estivo”, per completare l’opera che si ispira alla composizione musicale di Vivaldi, “Le quattro stagioni”.

Carlotta Mirimin, Liceo Alfieri Torino