“Una canoa sul mare, viaggio in un’Italia diversa”, così era chiamata la conferenza tenutasi venerdì 13 maggio al Salone Internazionale del libro di Torino. Il titolo è stato tratto da uno dei racconti presenti nel libro “Portami oltre il buio” di Giorgio Boatti, edito da Laterza. Il racconto in questione ruota attorno alla figura di un uomo che, pur avendo una vita apparentemente piena di soddisfazioni, decide di rivoluzionarla per ricercare l’essenziale. Il concetto è trasmesso dall’autore anche grazie alla scelta di un registro linguistico concreto, asciutto e capace di trasmettere vitalità. Provvisto soltanto del suo amato kayak, il protagonista inizia un’avventura nei panni di un pescatore che vive unicamente di baratto. In questo caso emerge l’idea di un cambiamento individuale, ma nel corso del romanzo il cambiamento, sempre tema centrale, viene anche mostrato nella sua dimensione collettiva. E’ questo il caso dell’ “Hotel Etico”, impresa astigiana che dà a ragazzi affetti dalla sindrome di Down la possibilità di integrarsi all’interno della società in qualità di lavoratori. La visione del cambiamento che traspare da questi episodi di vita è riassunta in una frase, che l’autore pronuncia più volte nel corso della conferenza: “trasformare le difficoltà in opportunità”. Per creare opportunità servono singole personalità, ma è anche necessaria un’organizzazione: se non si crea sinergia non si riesce a costruire nulla di concreto.

Il fil rouge che lega tutte queste schegge di quotidianità è lo sguardo del narratore: attraverso la sua soggettività delicata e consapevole del proprio limite rispetto alla grandezza della vita, egli stempera la realtà e la vita che viviamo. Lo scrittore si serve della narrazione di numerose esperienze di vita personale di uomini e donne in difficoltà, per riuscire a raccontare il presente, e smettere di fare i conti con il passato; le storie presentate vogliono fare riflettere sulla singolarità di ognuno e sul cambiamento della realtà.

“Voglio rendere conto del rischio, non della fiaba e dell’happy ending”.

Vittoria Hary, Margherita Mautino