Il titolo dice tutto; la metafora della quale lo scrittore Kader Abdolah si è avvalso è il volo di un pappagallo, per lui simbolo del fenomeno dell’immigrazione, e,  insieme al corvo  emblema della tradizione della letteratura persiana. Nato in Iran, costretto dapprima ad emigrare in  Turchia e in seguito a cercare rifugio nell’Olanda di vent’anni fa. In questo libro riporta l’immigrazione in ogni suo valore, dandoci per la prima volta una possibilità di scelta della nostra relazione con gli esuli. Potete anche odiarli, ma fate molta attenzione a non ammalarvi del vostro odio e perché di conseguenza potreste contagiare le menti delle nuove generazioni. Altrimenti “be angry and be sad, but sometimes enjoy these new relationships”; con queste parole l’autore ci invita a credere ed esporre fermamente le nostre opinioni riguardo l’ondata di nuove culture, imponendo il nostro pensiero e trovand0 una specie di mediazione tra le due parti. ” Vi dico la verità” afferma ” stanno per arrivare milioni di persone  e nessuno li può fermare, la storia sta facendo questo”. Ogni generazione ha i suoi ostacoli, belli o brutti che siano; questo è il nostro momento.Protagonista del libro è Memed, racchiude tutte le caratteristiche dei personaggi di ogni testo di Abdolah, presentandosi come uomo in cerca di integrazione e mediazione con la cultura occidentale,ma che spesso entra in conflitto con la diversa visione  del ruolo della donna nei paesi non islamici. Il filologo è molto legato alla figura femminile, cui attribuisce grande valore culturale, come quello d’essere promotrice di cambiamenti e anima della letteratura.

Lorenzo Bonasia, Liceo Alfieri Torino e Alice Pittau, Liceo M. Grigoletti Pordenone