Forse Esther è il titolo del libro di Katja Petrowskaja scelto per l’evento “Prendere Posizione. Voci dal mondo” condotto da Andrea Bajani, svoltosi nell’Arena Bookstock ieri al Salone del Libro. “Ogni storia è una scelta”, dice Bajani, e quella della Petrowskaja parla di memoria, olocausto e famiglia. I ragazzi delle scuole superiori di Torino, coordinati da Bajani, intervistano la scrittrice che rispond

e in tedesco, stessa lingua del romanzo, da lei definita “lingua del nemico”. Emerge così il tema della ricerca continua dell’identità attraverso luoghi, affetti e linguaggio. L’autrice, fin dal titolo, sottolinea l’importanza dell’assumersi le proprie responsabilità. Pensiamo, per esempio, che le vittime siano sempre gli altri; dovremmo concentrarci, per contro, sullo scambio dei ruoli, ponendoci ogni volta le domande: Chi sono io? Chi è l’altro?

Elisa Bellantoni, Valentina Rossi
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