Il 16 Gennaio, presso il Liceo L. Ariosto di Ferrara, si è tenuto un incontro con Isabella Mattazzi, docente universitaria presso l’ateneo di Ferrara, traduttrice e critico letterario. L’intervista è stata diretta dai ragazzi di Galeotto fu il traduttore, che hanno rivolto delle domande all’ospite sulla traduzione da lei curata del romanzo Riccardin dal ciuffo (Voland, 2018) di Amélie Nothomb e sulle sue relazioni con Amélie Nothomb, in vista dell’incontro previsto per il 27 Febbraio proprio con la scrittrice belga.
Le due ore passate insieme sono state molto interessanti per la capacità dell’ospite di tenere sempre alta l’attenzione di tutti, coinvolgendo il pubblico con il quale ha cercato costantemente il dialogo (come si vede anche dalle foto).
Oltre alle informazioni sul lavoro di traduttrice, ci ha colpito molto il racconto relativo al suo percorso di vita. Ad un certo punto infatti, la nostra ospite dice di essersi dovuta fare una domanda: continuare a inseguire il suo sogno per fare cioè ciò per cui ha sempre lavorato, oppure abbandonare tutto e cambiare completamente strada?
Lei ha scelto di continuare il percorso iniziato e, con fatica, ce l’ha fatta. Raccontandoci questo aspetto molto privato della propria vita e carriera professionale, Isabella Mattazzi ci ha lasciato un messaggio importante: niente è impossibile! Bisogna credere in se stessi e perseguire con determinazione gli obiettivi che si vogliono raggiungere. A tal proposito, il libro che l’ha letteralmente salvata è stato il Manoscritto trovato a Saragozza, che ha designato come suo “libro galeotto”, libro sul quale ha risposto poi alle domande degli studenti.

Iasmina Ioan, Liceo Ariosto (Ferrara)