Regista:  Pablo Larraín

Sceneggiatura: Pedro Peirano

Durata: 1 ora e 50 minuti

Il Cile è una nazione che ha vissuto per anni il ricordo del terrore del colpo di stato attuato nel 1973 da Pinochet, il quale fu dittatore per 15 anni. Nel 1988 viene offerta al popolo cileno la possibilità di realizzare un referendum per legittimare la dittatura di Pinochet o reintrodurre la democrazia. È una grande occasione per il Cile e i vari partiti politici dell’opposizione decidono di iniziare una campagna elettorale televisiva a favore del “No” e concludere la parentesi dittatoriale di Pinochet. Il responsabile della campagna referendaria dell’opposizione al regime è il giovane pubblicitario René Saavedra che introduce idee audaci basate sull’allegria, sfruttando la voglia di cambiamento che pervade il Cile.
La strategia politica di René non viene compresa da tutti e la sua esistenza e quella dei suoi colleghi diventano presto un inferno, per i problemi causati da coloro che non vogliono accettare il successo ottenuto dalla campagna pubblicitaria. Nonostante le avversità riscontrate, la strategia di Saavedra risulta vincente, perchè il popolo cileno è pronto ad accogliere l’allegria e a cambiare il proprio destino.

Il film è particolarmente attento alle dinamiche del marketing pubblicitario: è veramente interessante osservare come la pubblicità utilizza la psicologia. Probabilmente l’unica nota negativa è proprio che il film si concentra un po’ troppo su questo aspetto, trascurando le dinamiche politiche dell’epoca. D’altra parte un punto di forza è costituito dall’immagine e dalle riprese magistrali. Viene girato utilizzando il formato 3/4 e i nastri delle videocassette U-Matic, decisione astuta ed audace che conferisce alle immagini un aspetto più realistico e vintage anni ‘80. Il realismo non è l’unica sensazione che si prova durante il film. All’inizio infatti sembra di guardare un documento storico grazie alle dinamiche simili ai mockumentary: la pellicola di bassa qualità, l’obiettivo sempre in movimento ma focalizzato soprattutto sui primi piani delle persone, i tagli netti tra una scena e l’altra sono accortezze degne di ogni finto documentario.

No, parola semplice composta da due lettere, che racchiude l’universo della negazione e di scelte coraggiose che possono risultare in contrasto. Il Cile è riuscito a sconfiggere la dittatura con un No, si è ribellato ad un sistema chiuso da 15 anni ed ha cambiato radicalmente il futuro. Basta la semplicità di una parola per iniziare a sconvolgere il mondo e cambiare ciò che non si può più sopportare e questo film racchiude in se e descrivere tutto questo.

Caterina Massarenti, Liceo classico “L. Ariosto” Ferrara