Nessuno è tanto ricco da potersi ricomprare il passato.

Così affermava Oscar Wilde nell’800 ma questa riflessione può essere valida ancora oggi? L’avanzato progresso delle tecnologie suggerirebbe di no.

Tutto ha inizio proprio in quel periodo, negli Stati Uniti, quando con la protesta della moglie di un celebre avvocato, per difendersi dai pettegolezzi, nasce il diritto all’oblio. Ma che cos’è il diritto all’oblio?

Non è altro che il diritto di una persona di salvaguardarsi dalla diffusione di notizie sul suo conto, non necessariamente offensive, ma che in qualche modo possono infastidire il diretto interessato, quindi, in poche parole, di “comprare il proprio passato”.

Un tempo questo “oblio” si riversava sull’universo dell’informazione cartacea, unico mezzo di comunicazione dell’epoca; oggi invece, con l’avvento delle nuove tecnologie, l’oblio si è affacciato al mondo digitale. Ma non sempre questo oblio può essere considerato come una nota positiva all’interno del web. E’ di questo che parlano  Umberto Ambrosoli e Massimo Sideri nel loro nuovo libro Diritto all’oblio, dovere della memoria, eduto da Bompiani, presentato oggi a Pordenonelegge. In quest’occasione si è parlato certamente di oblio e di privacy, ma anche tanto di memoria: infatti nella nostra epoca internet e le piattaforme di ricerca come Google rappresentano la fonte di conoscenza primaria, quindi l’occultazione di informazioni digitali implica un’alterazione della storia stessa. A questo punto bisogna decidere se è più importante la salvaguardia del diritto all’oblio oppure il dovere di garantire ai posteri la libertà e la sicurezza della buona informazione.

Michelle Roveda, Marinella Visentini

Liceo Alfieri, Torino, Liceo Grigoletti, Pordenone

 

 

 

pur non essendo sempre all’altezza. Questo sistema informatico oltre ad offrire numerosi vantaggi presenta anche tante lacune. Tra queste la più ecclatante è quella della poca affidabilità delle notizie: infatti spesso i fatti vengono ordinati secondo un criterio di notorietà piuttosto che seguire quello di veridicità.

 

In Italia ultimamente si è parlato di introdurre gli smatphone nelle scuole, ma questi strumenti, su cui oggi basiamo la nostra conoscenza, sono davvero affidabili?

la cancellazione di un singolo individuo o di un singolo fatto