L’incontro tenuto dall’autore spagnolo Antonio Munoz Molina è stato dedicato al commento e alla presentazione di ben due suoi libri: Come ombra che declina Il vento della luna.

Il primo, pubblicato già cinque anni fa, è ambientato nel 1968 ed è basato su uno dei più grandi eventi che hanno caratterizzato la storia degli Stati Uniti, ovvero l’assassinio di Martin Luther King da parte di James Earl Ray. E’ proprio quest’ultimo il protagonista dell’opera, interamente scritta immaginando il punto di vista dell’assassino.

La vicenda ha interessato in modo particolare lo scrittore, dal momento che Ray aveva cercato una via di fuga – tra le tante città-  in particolare a Lisbona, luogo di ambientazione di uno dei più grandi successi di Molina: Inverno a Lisbona. Si tratta, quindi, di un romanzo dove l’esperienza individuale dell’autore e reali fatti storici si uniscono, con il pretesto di un’ossessiva ricerca dei motivi che hanno portato all’assassinio di una delle figure più rivoluzionarie di sempre.

Successivamente è stato presentato il suo ultimo lavoro, un romanzo incentrato sul passaggio dall’infanzia all’adolescenza di un ragazzo tredicenne nuovamente alla fine degli anni Sessanta. Il vento della luna infatti, presenta al lettore il ritratto di una Spagna ancora rurale e a tratti ancora oppressa da una recente guerra civile contrapposta a primi grandi eventi scientifici decisivi per la storia dell’umanità moderna, primo tra tutti lo sbarco sulla luna.

Un ulteriore elemento caratterizzante è il rapporto tra il padre e il figlio protagonisti del racconto, che evidenzia con sottigliezza quanto anche nella realtà si tratti di  un legame complesso e delicato.

Molina ha chiaramente delineato la psicologia di entrambi i personaggi dopo aver ricoperto in prima persona entrambi i ruoli: sia quello di figlio, che quello di genitore.

Empatia, ricordo di esperienze passate e grande voglia di apprendere sono quindi gli elementi chiave che permettono a chi legge di comprendere nel profondo entrambi i libri, che allo stesso tempo riescono a sottolineare la fragilità dei rapporti umani e l’influenza che la storia e la scienza hanno su ognuno di noi.

Sara Zanardi